Nuovi stereotipi europei: frasario per una settimana in Europa

Quelli dell’est ci faranno le scarpe. Hanno già cominciato.

Quelli del nord ti chiedono candidi Quanto guadagni? E anche se tu la spari grossa, e aumenti le tue entrate di un 20-30%, la loro reazione è più o meno: And how can you be still alive?
Vendicarsi riferendo loro la temperatura di Roma in this moment.
Tiè: schiatta svedese, schiatta. Tiè. Perepè. Peppepè. Risparmio sui maglioni, tiè.

Quelli del sud siamo noi.

I francesi parlano poco. Almeno con noi del sud.

Uno dell’est trova normale chiederti se sia vero che Umberto Eco non usa la mail. E perché ne vada tanto orgoglioso.
Uno dell’est ti può chiedere se si dica Vàttimo o Vattìmo.
Uno dell’est legge i giornali in russo e in diverse altre lingue. Oltre alla sua.

I greci hanno una nazionalità sorprendente. Tipo belga. E quando parlano di our president non ti devi sorprendere se dicono che è italian. Stanno parlando di Elio Di Rupo e tu dovresti anche sapere chi è. Dissimula lo stupore.

Nei posti dell’Europa-che-conta la terza lingua è l’italiano. Quasi tutti parlano italiano. Attenzione in ascensore.

Chi parla italiano o ha un familiare italiano o è sposato con un italiano o è italiano e lavora all’estero perché gli stipendi sono il triplo, il quadruplo, il boh dei nostri.
Sorridere e silenziare i pensieri. Soprattutto in risposta a chi ti dice: italians are everywhere!
Consolarsi pensando che abbiamo conquistato anche il Belgio, o la Grecia, o il Belgio. Quella cosa lì, insomma.

In Estonia sono estoni, Latvia è Lettonia e Lithuania è Lituania. Sono tre paesi diversi e se li confondi fai brutta figura. Evitare di fare i burloni scambiando le capitali e di scusarsi ridendo.

Se un francese fa lo snob, ripetersi mentalmente MarineLePenMarineLePenMarineLePenMarineLePenMarineLePen.
Non sono mica messi tanto meglio di noi, eh.
Consolarsi con poco.

Chi abita in centro Europa si sposta in treno e può pendolare tra due capitali.
Parigi, Bruxelles, Londra: sono viaggi più brevi di certi Pisa – Roma.
Già, ma vuoi mettere il clima?

Quelli dell’est hanno studiato in America. Gente seria.

Quelli del nord parlano l’inglese meglio degli inglesi. Gente seria.

Stupire il mondo spiegando che, sebbene italiana, parli quattro lingue oltre alla tua. Tiè, gente seria.
Spiegare che, un tempo, in Italia la scuola era una cosa seria.
Sorvolare sul fatto che tutte e quattro le lingue le parli male.

Comunque all’estero non usano le serrande né il bidet.
E poi si mangia così così.
Non c’è bisogno di ripeterselo.
Infatti ogni piatto ha almeno dieci ingredienti.

Attenzione al coriandolo.
Quelli dell’est, quelli del nord e persino i francesi hanno cominciato a metterlo da tutte le parti.
Spiegare, sorridendo, che alla maggior parte degli italiani il coriandolo fa schifo.
Green bedbug: descriverne così il sapore in attesa di traduzioni migliori.
Punaise per i francofoni.
Aspettarsi le seguenti reazioni:
In my country there are no green bedbug!
Oh, I love coriander!
Oh, je l’adore!
Rispondere allargando le braccia: I come from the south.

La birra è sempre buona.

 

 

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14 pensieri su “Nuovi stereotipi europei: frasario per una settimana in Europa

      1. Eh, al nord si lavora, alle 5 tutti in batteria a spalare le strade dalla neve, alle 6 tutti a prendere il treno, alle 7 il tram e’ pieno zeppo, l’ora di punta.

        Gli italiani, pero’, in universita’ ci arrivano comunque alle 9 (il caffe’ va preso bono e con calma, tie’)

        (vabbe’ magari non tutti gli italiani, pero’ assa’)

      2. Qui d’estate anche alle 4, ma mi sono abituata e dormo come un sasso, ho le veneziane dell’IKEA ancora incartate. Magari interessa eh… 😀

  1. Vendicarsi riferendo loro la temperatura di Roma in this moment.

    Maggio 2013, a Roma grandinava, era tutto allagato e faceva un freddo boia. Al telefono con un amico da Bergen (Norvegia), questi mi racconta che in quel momento lì fanno 15 gradi e c’è il sole. E che due giorni prima ne facevano 27.

    1. rispondere: those are the exceptions that confirm the rules…
      oppure tirare in ballo i cambiamenti climatici.
      sulla media dell’anno solare, noi abbiamo più caldo di loro. e il caldo è una bella cosa, nella mia scala di valori.

  2. Non ho mai capito perche’ il coriandolo si mangia in (quasi) tutto il mondo, tutti lo trovano nel piatto e nessuno se ne lamenta, mentre a me fa abbastanza schifo ed in Italia la maggior parte delle persone (o almeno la maggior parte di quelli che non sono mai stati all’estero) non sa neanche che esista.

    Poi il grande Bressanini mi ha spiegato anche questa:
    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/04/08/il-coriandolo-che-divide/

  3. Quanto e’ tutto vero! Confermo e sottoscrivo, specie la cosa di birra e coriandolo (n.b. Io vivo in Danimarca, e le mie “disgrazie” le racconto in quel blogghettino che ho linkato, giusto se vuoi farti due risate, o cercare conferme 😉 ;).
    Grandissima, come al solito. 🙂

  4. Confermo il commento di Astrocat, io c’ero e nemmeno sapevo esistesse il coriandolo, o meglio sapevo di quello di Carnevale, finché non è arrivato il momento della zuppa fatale e Silvia ha annunciato con una certa gravità che c’era il coriandolo. E tuttora ignoro che cosa sia ‘sto coriandolo, legume frutta verdura ortaggio X: dai commenti di Silvia poteva anche essere uno di quei coriandoli direttamente prelevato dal lungomare di Viareggio dopo la sfilata dei carri e utilizzato così com’era, calpestato e sporco, per farci la zuppa. Confesso che pavido non l’ho assaggiata. Da appassionato di fantascienza congratulazioni a kristian per il riferimento a Joanna Russ, in effetti ogni tanto si può avere la sensazione di essere finiti in quel racconto, almeno per uno del sud come me. Ma tanto per stare in tema, per il confronto con i colleghi europei alla fine vale quello che scrisse Douglas Adams: praticamente innocuo. Soprattutto tante grazie a Silvia per il suggestivo distillato della settimana europea!

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