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Non han mai fatto male due fette di salame: dopo Stamina, il ritorno della tv in camice bianco

Non ci è bastata Stamina? Associazione per delinquere aggravata e finalizzata alla truffa, esercizio abusivo della professione medica, violazione delle norme della privacy e cosine così, e soprattutto un gran silenzio da parte di chi per mesi ha tormentato l’Italia con la storia del benefattore incompreso.
Non ci è bastata e adesso siamo alla dieta anticancro in tv.
In queste cose io seguo un principio molto semplice, quasi istintivo: se mi hai detto una balla una volta, e non ti sei scusato davvero molto bene, non ti credo più. L’ho applicato anche ai grandi giornalisti italiani, alle testate più prestigiose e a volte a interi gruppi editoriali: adesso non mi fido più di nessuno e sto molto meglio*.
Questo criterio funziona ed è utile soprattutto se si tratta di un tema che proprio non si conosce, tipo la politica locale di un paese lontano. Nel caso della dieta anticancro vorrei provare a stilare un elenco (certamente incompleto) di riflessioni aggiuntive che mi fanno dubitare che anche stavolta lo scoop sulla difesa della salute che la medicina ufficiale ci nasconde non sia esattamente un grande scoop.

1. Intanto il miracolo è molto semplice: si rinunci alla bistecca, alla pasta al ragù e si comincino a frullare carote, verze e topinambur. Viene da pensare che tutta un’intera umanità che per secoli si è ammalata ed è morta di tumore sia fatta di sciocchi. Tutta lì a scarnificare costolette di maiale e a essere punita per la gola, che in fondo, lo avete imparato a catechismo, è peccato capitale.
Ora, non è che il vegetarianismo (in tutte le sue varianti) sia un’invenzione recente. Ci sono posti del mondo dove si è vegetariani da millenni. E anche dalle nostre parti i vegetariani esistono da almeno ventisette secoli: Pitagora e i pitagorici erano (probabilmente, chi più chi meno) vegetariani. Aggiungerò che probabilmente nella storia familiare di molti di noi ci sono state generazioni di vegetariani-non-per-scelta: povera gente che, se andava bene, si mangiava un pezzo di caciotta ogni tanto. Poi siamo diventati ricchi e i nostri nonni hanno cambiato dieta (ed elettrodomestici).
Ma le malattie tumorali esistono da sempre.
Ed esistono anche negli animali.
2. Attenzione attenzione, sì: esistono anche negli animali e persino negli animali erbivori! Giuro.
Non solo in quelli che vivono vicino ai poligoni militari o sotto le antenne della radio, eh. Le pecore si ammalano frequentemente di tumori di origine virale, per dire. Tutti gli organismi viventi che abbiano la pretesa di stare su questo pianeta a lungo prima o poi fanno i conti con l’accumulo di mutazioni genetiche. Se ci dice sfiga, una di queste mutazioni può dare luogo a un tumore.
3. Quindi se vedete che oggi c’è più gente (e anche più animali) che si ammala di tumori di, poniamo, un secolo fa, cinquant’anni fa, venti anni fa, considerate che:
a. oggi si vive più a lungo, ma anche che:
b. oggi siamo in grado di diagnosticare un sacco di malattie in più di una volta, quando si moriva senza nemmeno sapere il perché.
Non mi sembrano due cattive notizie, ed entrambe discendono dai progressi della medicina ufficiale.
Anzi: a volte di tumori se ne diagnosticano persino troppi, ma questa è un’altra storia. Forse nemmeno troppo, però, a ripensarci.

4. Perché quando se ne parla in tv si tende a mettere tutto insieme. Il tumore è al singolare (a volte è persino cancro) e vale per tutto: dai tuttora temibili tumori con poche possibilità di guarigione, a quelli che invece oggi si affrontano con serenità e grazie a tanta ricerca e a tanti soldi investiti. Ci sono persino i cosiddetti incidentalomi, i tumori asintomatici scoperti per caso: magari non ti ammazzerà, magari non ti avrebbe mai ammazzato, può anche darsi che a non toccarlo se ne scomparirebbe da solo come da solo è venuto, però adesso che lo abbiamo trovato è nostro dovere intervenire.
In tv si mette tutto insieme e si fa commentare a un figlio, a una suocera, al paziente stesso (che ha studiato, su internet e su un libro comprato in autogrill, con tutto il rispetto per internet e i libri dell’autogrill). A volte c’è un medico telegenico (e io mi domando sempre perché uno in buonafede debba accettare l’intervista), a volte un dottorprofessor che se lo metti su Google (perché anche noi sappiamo usare internet) scopri che vende piastre elettrocose e spiritualità magnetica.
Sono tutti lì a dire c’è: è grande come un pallone aerostatico, poi non c’è più, poi ricompare qua e là, è nero, bianco, così e cosà.
Ora, non è perché mi ci sono laureata e voglio fare la sbruffona, ma quando si dice tumore ci sono almeno tre o quattro tra aggettivi e complementi da aggiungere per capirsi, e a volte anche una sigla fatta di numeri e lettere. Altrimenti è come dire una brutta tosse. Che, ti sono nel cuore, ma tra una tubercolosi, un’asma, un’influenza, una polmonite, una sarcoidosi, uno scompenso cardiaco, un tumore bronchiale e un’echinococcosi del polmone c’è una bella differenza. Quanto meno in quello che ti do (o non ti do) per provare a fartela passare. La brutta tosse.
E vista la variabilità tra i tumori che il nostro organismo può produrre, fare di tutta l’erba un fascio non è solo sciocco: è anche pericoloso e irresponsabile.
5. Interessante il ruolo del grande vecchio Scienziatone. Nei servizi precedenti, su Stamina, Scienziatone era uno della medicina ufficiale incapace di dare risposte. Qui se ne prende una frase e la si fa diventare dimostrazione dello scoop vegetariano di cui sopra. Eh, se lo dice persino Scienziatone…
Ma la questione è molto semplice. Che una dieta povera di proteine animali sia più salutare di una dieta a tutta grigliata, è vero. È risaputo. La medicina ufficiale non solo non lo nasconde, ma lo afferma. Lo afferma con i suoi metodi: con la statistica, gli esperimenti, le osservazioni e numerose pubblicazioni scientifiche di quelle serie. Che cosa c’è di nuovo o di strano? Il vostro medico vi ha mai detto di darci dentro con le salsicce alla brace? Se volete campare più sani e più a lungo, mangiate meno e mangiate soprattutto meno proteine animali. Però smettete anche di fumare, bevete di meno, non usate la macchina (questo fa bene a tutti, non solo a voi), fate ginnastica, tenetevi di buonumore, qualsiasi cosa questo significhi. E sperate che non vi capiti una di quelle cose che ha come unica causa la sfiga.

Cinque osservazioni di passaggio, se non ci basta l’esperienza di Stamina e abbiamo deciso di fidarci di nuovo. E una precisazione.

Qui, a differenza di quanto è successo con Stamina, non salterà fuori un’inchiesta che li arresta tutti. Qui non potremo, tra un anno, dire: guarda, era vero, era proprio una truffa. Perché non è esattamente una truffa: è una cosa sottile, ma comunque pericolosa. Qui continueremo a giocarla nella zona grigia tra panzana costruita per fare ascolti e verità maltrattate e ridicolizzate.
Nel frattempo, ci sarà gente che rinuncerà a terapie efficaci a favore di diete trovate su internet e che deciderà, dal primo momento della diagnosi, di non fidarsi di una medicina ufficiale dileggiata in prima serata. Senza che nessuno gli abbia mai detto che la medicina ufficiale non esiste. Esiste la medicina: in tutto il mondo, con le stesse parole, lo stesso metodo e anche gli stessi problemi, esiste la medicina scientifica. Altrimenti spiegatemi perché dovremo mandare in Africa i nostri medici cooperanti coi loro disinfettanti e antibiotici e perché anche i cinesi col mal di testa prendono l’aspirina. E poi magari spiegatemi perché mia nonna non può sentir parlare di cucina di una volta, parto naturale, cure naturali e si prende una pasticca tutte le volte che le fa male la spalla o che d’inverno ha la febbre.
Stavolta nessuno sarà arrestato, dicevo. Tra un anno non potremo fare i conti di quel che è successo. Possiamo forse però già immaginare che danni produrrà su molti di noi, disperati e coraggiosi insieme e alle prese con una malattia spaventosa, il suggerimento di abbandonare le terapie normali, che forse non sempre funzionano ma di cui sappiamo (praticamente) tutto.
Soprattutto possiamo immaginare che danni culturali mostruosi faccia questo tipo di comunicazione cinica e ignorante sul nostro immaginario:una comunicazione che continua impunemente a presentare alternative più o meno strampalate, più o meno fraudolente, a una cultura medico – scientifica fondata su secoli di ricerche condotte di centinaia di migliaia di cervelli che hanno permesso alla nostra collettività di vivere meglio e più a lungo. E che, ve lo assicuro, a tutto hanno pensato fuorché a tenervi nascosto il frullato di carote, verze e topinambur.

 

* In questo caso, ammetto di aver pensato molto molto prima della chiusura dell’indagine su Stamina che certa tv fosse cinica e bara. E l’averlo pensato, e raramente anche scritto, mi ha provocato qualche brivido: telefonate su telefonate con le Iene in persona, un po’ di insulti durante una conferenza stampa in cui ho osato fare una domanda vagamente tecnica (l’unica cosa che me consola è che è giovane: così je fa ntempo a venì un bruttomale ancallei!), e la sensazione di vivere in un fortino insieme ad altri cinque o sei matti (quasi tutti scienziati, onestamente) almeno fino a dicembre scorso, quando il vento ha cominciato a girare e anche la stampa generalista, persino la stampa generalista, ha cominciato a farsi venire qualche dubbio.