“Parla di scie chimiche su un grande quotidiano e vedi quello che succede”: qualche statistica buttata lì

Come ormai sanno un po’ tutti, la settimana passata è stata per me una settimana campale. Sono stata al centro di un grande esperimento sociale dal nome parla di scie chimiche su un grande quotidiano e vedi quello che succede, esperimento che oggi può essere analizzato sotto diversi aspetti e che ha dato alcuni risultati curiosi.

Riepilogo per chi leggerà questo post tra qualche settimana o per chi si è connesso oggi da Nibiru.
Lunedi 16 settembre lastampa.it ha pubblicato un mio articolo sulla cosiddetta teoria del complotto sulle scie chimiche, antica e famosa bufala per cui ci sarebbe un complotto globale per lo sterminio dell’umanità attraverso la dispersione di scie velenose nel gas di scarico degli aerei. L’articolo nasceva da un’intuizione di Roberto Giovannini, con cui collaboro per l’inserto Tuttogreen, e ha comportato un po’ di ricerche niente male, di quelle belle di quando fai il tuo lavoro con soddisfazione. L’intuizione era giusta, e oggi quell’articolo ha più di ventimila condivisioni su Facebook dal sito del giornale (il ché non so esattamente che cosa significhi, ma presumo che le letture semplici siano state molte molte di più).
Ne è seguita una gragnuola di mail di insulti, anche pesanti, da parte di fan delle scie chimiche offesissimi perché il mio articolo smontava la loro idea. Ora: non è che il mio articolo dicesse niente di molto nuovo e originale, però era pubblicato su un quotidiano nazionale (martedi è andato su carta, ma lunedi pomeriggio era già in homepage del sito e si guadagnava click su click) e quindi forse era pericoloso per la sua visibilità e (chissà) autorevolezza.
Sulla gragnuola di insulti ho scritto un secondo articolo, andato online e su carta sabato 21: su carta il mio pezzo era accompagnato da un editoriale di Eugenia Tognotti, storica della medicina all’università di Sassari ed editorialista raffinata. Così anche Eugenia Tognotti è stata vittima della seconda ondata di offese, che hanno trovato su Facebook il loro canale principale.
Ovviamente, i fan delle scie chimiche (da adesso sciachimisti) mi hanno subito bannato dalle loro pagine, così ho avuto notizie di seconda mano e fotografie delle schermate di certe bacheche in cui si parlava di me (e della incolpevole Tognotti) grazie allo zelo di alcuni che si sono messi prontamente dalla mia parte.
Le mail che mi sono arrivate le ho collezionate meticolosamente. Di seguito, un’analisi dei loro mittenti e del loro contenuto.

1. Il primo articolo mi ha fruttato trenta mail di insulti e qualche (onestamente poche) minaccia, tutte da parte di estranei.
Gli insulti erano anche pesanti, ma mai come quelli delle fotografie di cui sopra (quelli nelle bacheche Fb a cui non avevo accesso) dove il più significativo è stato puttanella da quattro soldi. In privato ho ricevuto un ammazzati (icastico), un idiota (pungente) e un po’ di auguri di malamorte. Un raffinato gioco di parole tra cultura e culo. Qualche cosa tipo insulto o vergogna per il genere (?) umano e cose così. Tanti mi hanno dato della venduta (ai cattivoni del complotto globale, si intende), ma sull’entità di questa corruttela non c’è stato accordo, visto che si andava con quello che ti danno una famiglia ci campa un mese a ti ci potrai pagare al massimo una cena in trattoria.
La minaccia migliore è stata quelli come te fanno una brutta fine, che mi ha fatto provare per un attimo il (per me) inconsueto brivido del giornalista pericoloso: io che tratto di scienza, in genere, vengo minacciata di querela dai cialtroni della … (omissis) o delle … (omissis) ma non mi ero mai sentita davvero in prima linea come i coraggiosi che scrivono di mafia o di finanza corrotta. Ci volevano le scie chimiche.
Tanti mi hanno scritto sotto pseudonimo. Per questo è difficile dire con esattezza quante fossero le femmine, ma una stima che mi pare ragionevole dice tre: tre femmine e ventisette – ventotto maschi (il calcolo non è ovvio perché non posso escludere che qualcuno mi abbia scritto due volte. Non sono così ossessiva da portare a fondo questo confronto). Quasi tutti maschi, quindi.
Un’ultima considerazione che mi pare interessante è questa: mi hanno scritto quasi tutti privatamente usando Facebook. Su Twitter, tanti retweet frettolosi ma simpatici e pochi pochi critici. Mentre le mail su Gmail sono state poche unità, e generalmente si è trattato di mail più civili e quasi ragionevoli: nessun vero insulto. Tanto che a una ho risposto, per pentirmene un attimo dopo quando mi sono arrivate valangate di contromail dallo stesso mittente con sempre le solite quattro prove e la solita pletora di punti esclamativi. Il mio sito internet non ha fatto il boom di contatti che ci si potrebbe aspettare dopo ventimila condivisioni su Fb, anzi: il profilo degli accessi è rimasto praticamente il solito. C’è stato chi ci è andato per prendere le mie foto (pubbliche: le metto qui apposta) e le ha montate in fotomontaggi grotteschi, ma si tratta di poca roba. In conclusione: gli sciachimisti della prima ora, quasi tutti maschi, mi hanno cercato su Facebook e non su Google, dove avrebbero potuto trovare la mia mail privata in tre rapidi passaggi.

2. Con il secondo articolo le cose sono andate in maniera decisamente più complessa. Per cominciare, è necessario dire che ho ricevuto un sacco di mail di sostegno: al momento sono 52 su Fb (di cui 49 da parte di maschi) e 22 su Gmail (di cui 20 da parte di maschi). Non sto contando parenti e amici in carne e ossa: quelli me li tengo per me.
Prima considerazione: bello, grazie a tutti, mi ha davvero risollevato l’umore e dato forza. Davvero, eh. Chissà se sono riuscita a rispondere a tutti.
Seconda: tanti maschi, ma forse perché nell’articolo dicevo di essere stata insultata in quanto donna e di aver ricevuto il solito, classico, epiteto di puttana. Mi piace pensare che ci siano maschi che si sentono offesi da questi comportamenti di alcuni loro simili e che cercano di scusarsi a nome della categoria. Uno, pubblicamente, me lo ha scritto: da uomo a donna imbarazzo per i soliti insulti sessisti e sessualizzati là dove la sessualità non c’entra nulla. Poi certo, a leggerla tutta si vede anche che è una questione che comunque scalda più i maschi delle femmine.
Tra le mail di sostegno, quella di uno che due ore dopo si sarebbe sposato e che era comprensibilmente frettoloso, ma anche bello allegro. Quella di uno che mi ha mandato un proverbio galiziano divertente. Quella di un ragazzo figlio di genitori stranieri, che mi diceva di capirmi benissimo perché di insulti lui ne ha ricevuti a tonnellate (e chissà se io capisco lui).
Terza considerazione: sono aumentati i contatti sul sito (di almeno 250 unità, direi a occhio) e le mail su Gmail. Tra chi mi ha mandato mail di solidarietà, la ricerca su Google va forte: mi piace pensare (e ho alcune prove) che molti di loro prima di mandarmi la solidarietà abbiano almeno voluto cercare di capire chi sono.
Ho continuato a ricevere mail negative, ma (sopresa) si sono fatte educate. Non sono mancate le mail tipo questa (che ho tagliato): sei solo una scema in cerca di fama. aggiungerei, infame (famainfame: audace calembour). Ma sono finalmente diventate minoranza. Sono arrivate tredici mail su Facebook di tono più normale (insomma) tutte, tutte, scritte da maschi. Un terzo di loro ha scritto sotto pseudonimo.
In cinque mi hanno scritto su Gmail: come sopra, le mail su Gmail hanno avuto un tono più cordiale, in media. Quasi tutti (non tutti) mi hanno mandato mail molto lunghe con le solite prove del complotto globale e qualcuno mi ha persino aggiunto la sua elegante solidarietà per gli insulti che ho ricevuto da altri.
Su Twitter abbiamo continuato a ridere e a scherzare e solo due tweet si sono mostrati critici (ma, essendo tweet pubblici, non offensivi).
Su Fb pubblico (sopra ho parlato delle mail che ho ricevuto via Fb, qui intendo bacheche varie) è stato creato un gruppo che è durato poche ore intitolato a me giornalaia, con insulti generici anche alla povera Tognotti. Ho poi ricevuto le solite foto di gente scatenata che continua a prendersela con me in pubblico, ma senza darmi l’accesso (è un pubblico meno uno, io) però anche tante, tante, testimonianze affettuose da parte di gente che non conosco che ha preso a passarsi la voce e a difendermi chiamandomi la Silvia. Infine, mi sono arrivate decine su decine di richieste di amicizia che, per prudenza, ho concesso solo a chi si è presentato va mail o attraverso commenti sensati ed educati sulla mia pagina Fb.

Non continuerò con questa contabilità, non sarò in grado di leggere tutto e di rispondere a tutti. Vi dico solo che mentre scrivevo questo post mi sono arrivate quattro mail via Fb (zero via Gmail e zero interazioni Twitter, ma io Twitter in effetti lo uso meno). Una da parte di un amico in carne e ossa (ma abbiamo detto che questi non contano: ne sono molto gelosa), due da parte di sciachimiste donna (attenzione) una delle quali molto competente in materia e molto seria e cortese, e una mail di un maschio che dice solo solidarietà. E mentre scrivevo questo periodo mi è arrivato altro.
L’esperimento sociale continuerà e la settimana campale ha l’aria di voler durare a lungo.
Ma io vi devo salutare: stasera ho una cena coi rettiliani e devo ancora finire un lavoro (terreno, niente di aereo o volante) che ho da giorni lasciato a metà.

(fotomontaggi venuti bene)

Annunci

108 pensieri su ““Parla di scie chimiche su un grande quotidiano e vedi quello che succede”: qualche statistica buttata lì

  1. Prima di giudicare e offendere informati meglio:

    [1] Afferma il meteorologo statunitense Scott Stevens: “Sono aerei militari che volano a bassa quota, a trasponder spento e che sono camuffati da velivoli civili”.

    Dane Wingington asserisce: “I motori a reazione non producono scie di condensazione, se non in condizioni rarissime e comunque gli aerei che eventualmente generano una breve ed effimera contrail sono troppo alti per essere visti da terra. In realtà, la maggior parte delle persone non potrà mai vedere una vera scia di condensa in tutta la sua vita. Molti osservatori del cielo e piloti di linea hanno deciso di esprimere il loro sdegno per la clamorosa disinformazione con cui è occultata la geoingegneria clandestina”.

    [2] “L’immissione in atmosfera dei gas di scarico degli aerei, ricchi di nuclei di condensazione e di vapore acqueo, determina la sovrassaturazione del vapore acqueo e quindi la formazione di scie. Le scie di condensazione si formano ad altezze in cui la temperatura dell’aria è molto bassa (inferiore a -40 °C), con umidità relativa almeno del 60%. Le scie possono essere più o meno durare nel tempo, a seconda della stabilità dell’aria e della quantità di vapore presente”. [G. Sansosti, A. Giuffrida – Manuale di meteorologia, Una guida alla comprensione dei fenomeni atmosferici e climatici in collaborazione con l’U.A.I. (Unione Astrofili Italiani), 2006, pag. 86]

    [3] Le scie di condensazione ad alta quota sono un fenomeno rarissimo. Ciò perché alle altitudini dei voli di crociera l’atmosfera è molto secca, per cui nemmeno l’acqua proveniente dai motori dei jet è sufficiente affinché si formino scie di condensazione, anche non durature. Oltre a ciò è bene chiarire che la persistenza e l’espansione delle scie di condensazione è un mito da sfatare, in quanto bisognerebbe ipotizzare valori di UR (umidità relativa) in quota superiori al 150% ed in progressivo aumento. Ciò è praticamente impossibile. In realtà quelle scie che sfregiano i nostri scieli sono il risultato della dispersione di trimetilalluminio (TMA), in percentuali vicine al 14%. I dettagli qui: http://www.tankerenemy.com/2012/12/un-documento-governativo-del-1958.html

    [4] 3.1.2 Altezze minime: “Ad eccezione dei casi in cui è necessario per il decollo o l’atterraggio o nei casi di permesso accordato dall’E.N.A.C., gli aeromobili non devono volare al di sopra di aree abitate di città e paesi, su insediamenti o assembramenti di persone all’aperto, a meno di volare ad un’altezza tale da consentire, in caso di emergenza, un atterraggio senza mettere in pericolo persone o beni al suolo”.

    1. 1) Si tratta di un presentatore televisivo di previsioni del tempo, non di un meteorologo. Comunque uno può affermare quel che gli pare, il punto è se le affermazioni siano provate.

      2) Le condizioni indicate si riferiscono alle scie PERSISTENTI. Con quelle condizioni una sica persiste anche ore, e quindi dà noia agli astronomi (da cui l’interesse dell’UAI). Quelle condizioni, come risulta da uno studio effettuato dalla CE, sono presenti per il 10-15% del tempo di volo di un aereo di linea, sono quindi piuttosto frequenti. Per la formazione di scie NON persistenti (corte) basta una temperatura bassa, sotto il 45-50 sottozero, che è praticamente la norma a quelle quote.

      3) Vedi il punto 2. Se tankerenemy si vuole reinventare la fisica dell’atmosfera, la chimica, la trigonometria, l’ottica ecc. faccia pure, ma sono parole in libertà.

      4) Non ho mai visto un aereo con scia sotto i 7000 metri, e solamente uno sotto gli 8000. Se qualcuno mi porta PROVE di quote più basse (misurare la quota di un aereo è semplice, basta fotografarlo con una macchina fotografica di modello noto, e identificare il modello del velivolo) me le porti. No, la “prova del telemetro”, la “prova del laser” la “prova del rumore” e la trigonometria sballata non sono prove valide. Un aereo sulla verticale a 10 km si vede benissimo, si distinguono mi motori, si sente (talvolta).

  2. x Pier Luigi Bertola
    E’ molto facile associare l’osservazione di un aereo in volo con nominativo, marche, provenienza eccetera. Basta prendere l’ora esatta e la direzione, e andare su flightradar24. E’ disponibile uno storico, e si può quasi sempre risalire.
    Dico quasi sempre, perchè molti aeromobili commerciali in esercizio (meno recenti) non hanno trasponder ADS-B e quindi non compaiono sulla mappa. Vedere le pagine di spiegazione del sito per sapere quali aeromobili sono tracciati, e quali no.
    Quindi dovrebbe essere facile andare poi a vedere chi e cosa ha lasciato una scia, e a che quota, e ci si accorge che tutti gli aerei a getto che volano alla stessa quota in un certo momento e luogo lasciano o non lasciano una scia. Poi si possono vedere le immagini dei Meteosat; anche qui in certe giornate è molto chiaro come le scie inizino e finiscano al confine di masse d’aria con differenti caratteristiche, e non, magari, su un confine geografico o politico. L’allargamento o meno delle scie (contrails, “condensation trails” in quanto formate dal vapore acqueo della combustione che condensa in cristalli di ghiaccio a quella quota) dipende dalla vorticità dell’aria in quel punto. La persistenza, allo stesso modo, da temperatura e umidità; se ce n’è poca i cristalli di ghiaccio sublimano prima, oppure non si formano affatto.
    Un bimotore di linea brucia grosso modo 100-150 kg di kerosene al minuto; quindi genera centinaia di kg di vapore acqueo e anidride carbonica al minuto. Questi formano il contrail.

    1. Basta prendere l’ora esatta e la direzione. Spiagami un pò: se sto al centro di Roma, e passa un aereo che rialascia le scie chimiche vedo l’ora e cerco di regolarmi se va verso Firenze o verso Napoli e così riesco a risalire quale veivolo era che rilasciava le sice? Dunque pur non sapendo da quale aeroporto è partito quale sia la destinazione, basta prendere l’ora esatta e la direzione. Grazie.

      1. Ora esatta, direzione (meglio con una bussola, ma un “nord-est” potrebbe bastare), ed elevazione, cioè quanto alto è sull’orizzonte. Anche a spanne, mano aperta verticalmente, mignolo sull’orizzonte. Se l’aereo è all’altezza del braccio teso, è a circa 30-35 km, in orizzontale. Se all’altezza del pollice, a circa 25. Se ci vogliono 2 spanne per arrivarci, a 10 km. L’aeroporto da cui è partito o è diretto non lo vedi ad occhio, se sta facendo scie è a quota di crociera, per i prossimi 100 km non scende.

  3. @Pier Luigi
    Per un paio di mesi ho provato a cercare di identificare gli aerei che rilasciano scie sopra casa mia. Non è semplicissimo, un aereo a 50 km di distanza (che con la scia si vede agevolmente, al tramonto, con le scie illuminate dal Sole vedo da Firenze il traffico sulla Liguria) si vede proprio piccolo. Aiutano siti come Flightradar24.com, che mostrano il traffico aereo rilevato da transponder di tipo moderno (circa il 60-70% degli aerei ne è provvisto).

    La mappa delle aerovie è di pubblico dominio, me la sono scaricata e quindi potevo confrontarla con le rotte. Incidentalmente sopra ogni punto d’Italia sono visibili tipicamente almeno 4 o 5 rotte, con relativi incroci.

    Il risultato è che praticamente tutti gli aerei con scie sono civili, seguono le aerovie, sono a quote comprese tra 8 e 11 km, e hanno (quando si riesce a vederli) le livree delle compagnie aeree indicate dal transponder. Gli aerei non identificati fanno scie o meno esattamente come gli altri, sono visivamente identici agli altri e seguono le stesse rotte.

    Un esempio di queste mie osservazioni è qui: http://giannicomoretto.blogspot.it/2010/11/ma-chi-fa-queste-scie-in-cielo.html ma troverà molti siti amatoriali di “spotter” che fanno un lavoro anche migliore.

    Spessissimo sento sostenitori del complotto affermare che loro non ne identificano neppure uno. Approfondendo, ho notato che spesso queste persone non riescono a valutare la distanza (orizzontale e verticale) di un aereo, li vedono molto più vicini (e bassi) di quanto siano. Spiegare che quella traccia in cielo è a 50 km, per cui è relativa all’aerovia che passa sopra Arezzo, o che quell’aereo lì attualmente è sopra Bologna li lascia sconcertati.

    Naturalmente questo si riferisce ad aerei con scia, le scie da sole, in un’ora, possono fare diverse decine di km di lato, e ad es. finire in una “no fly zone”.

  4. Ringrazio Marco e Gianni per le risposte complete e documentate ,e’ proprio cio’ che apprezzerei leggere sui giornali ,al posto di “sperimentazioni sociali” che cadono un po’ sul personale ,effettivamente…
    Avrei pero’ per Gianni alcune osservazioni da sottoporre alla eventuale attenzione : devo dire che la mia osservazione curiosa e ,a volte , preoccupata parte da un po’ piu’ di due mesi ,arriva ormai a svariati anni . Ho prestato servizio militare in Aeronautica e ,per varie motivazioni personali e di ricerca ,ho sfruttato quel periodo per accumulare un’ampia quantita’ di informazioni (non riservate ,si badi…),compresa la frequentazione assidua della torre di controllo . Sono , naturalmente in possesso delle varie mappe A.I.P. aggiornate sui cieli delle province a vista e tengo , peraltro , a sottolineare che non esistono aerei non identificati per le torri di controllo…cio’ che ha attirato la mia attenzione , all’inizio , e’ stata proprio la questione delle rotte e delle quote ,piu’ che l’eventuale composizione chimica delle scie ; per cio’ che ti ho suddetto ,non mi spiegavo la ripetitivita’ di svariate anomalie nel comportamento dei velivoli sul cielo della mia zona . Ho provato ,naturalmente , a prendere contatti con la torre di controllo ,ma ora la gestione ENAV e’ molto diversa da quando la frequentavo io e , in piu’ , questa storia dei complotti li ha resi un po’ prevenuti nei confronti di chi fa determinate segnalazioni…
    Le anomalie non si sono ridotte ,semmai sono aumentate negli ultimi due -tre anni ,al punto che hanno portato molte persone non introdotte ad avere perplessita’ su tali fenomeni ; tuttavia , ritengo di poter ancora distinguere ,con e senza aiuto tecnologico , differenze di quota di diversi chilometri ,cosi’ come aver ben chiaro il punto d’incrocio previsto ( da noi peraltro in corrispondenza di un individuabilissimo radiofaro…)e ti assicuro che quel che vedo spesso non corrisponde affatto .Gli aerei in questione sono spesso a quote comprese tra i 4 e i 6 mila metri , effettuano numerosi incroci in punti non previsti ( neanche da eventuale tolleranza ) e su rotte del tutto improbabili ;
    ora ,raccogliere le “prove” ,come dici tu , e’ un’azione che ritengo esuli dal mio personale e ,peraltro ,avrei il problema di quale destinatario dare loro ( a parte la tua proposta di raccoglierle personalmente ,ma avrebbe un esito solo interpersonale…).Penso che ,nel caso abbiano un rilievo ,finirebbero come le interrogazioni parlamentari o anche prima e ,nel caso non l’abbiano affatto (e quindi sia come dici tu…)farebbero la medesima fine , quindi a che pro…in fondo e’ solo un mio legittimo dubbio che temo destinato a rimanere tale.
    Grazie comunque per le informazioni fornite
    pier luigi

    1. Non so quasi nulla su queste tematiche, per cui mi limito ad alcune domande. Gli aerei “bassi” fanno scie? In questo caso ci sarebbe un’anomalia fisica (ben diversa da una anomalia normativa, magari le norme sono cambiate nel frattempo), e la cosa avrebbe un suo interesse. Se nel caso potesse inviarmi una foto digitale dell’aereo, assieme ad una foto di un oggetto noto (es. la Luna) per calibrare la scala, glie ne sarei grato.

      Personalmente faccio fatica a valutare una rotta ad occhio da terra, mi limito a guardare dove sia su flightradar, a stimare se azimut ed elevazione corrispondano, sulla distanza un errore del 10-20% non è difficile da fare, anche calibrando la scala della macchina fotografica. E a me tornano, con questi errori, sia con la posizione di flightradar che con le aerovie. Mi capita abbastanza di rado di vedere un “flight to”. Anche relativamente agli incroci, sono di solito proiettati, e’ difficilissimo capire dove effettivamente le rotte, a quote diverse e inclinate sull’orizzonte, si incrocino.

      Un amico controllore mi ha detto che le norme sulle aerovie sono diventate piuttosto elastiche, da quando il GPS permette un controllo molto accurato delle quote e quindi riducendo il rischio di collisioni, e le eccezioni sono concesse molto più facilmente di una volta. Comunque questi aerei sono tracciati dalle torri di controllo, sono aerei di linea, con sigle identificative regolari, mi sembrerebbe alquanto strano che usino procedure non autorizzate.

  5. Brava Silvia per gli articoli, interessanti e ben scritti. E grazie a Gianni Comoretto e Marco Bruno per le spiegazioni scientifiche, chiare e convincenti. Noto una sorprendente similitudine tra l’approccio dei fautori delle scie chimche malvagie con quello degli assertori dei terremoti scatenati da HAARP o da altre diavolerie umane (esilarante quella del Terratron ad esempio). Come i terremoti, le scie sono bene spiegate dalla fisica, senza dover ricorrere a complotti. Bene che esperti come Comoretto e bravi giornalisti scientifici ne parlino in pubblico, spieghino i fenomeni e rispondano alle domande di chi vuol sentire e capire. Degli altri pazienza, non li convinceremo comunque

  6. buonasera a tutti,
    e scusate se rispondo solo ora (dopo una settimana di scie chimiche ho una montagna di scadenze accumulate: questo effetto tossico della scie non lo avevo considerato).
    intanto grazie ai tanti che hanno dato spiegazioni scientifiche e tecniche chiarissime e articolate. grazie a gianluca, fabrizio, mastrociliegia, marco e gianni e agli altri.

    1. urano e nefaristo: non so com’è, ma vi giuro che pochissime donne si stanno appassionando al tema. io ho tentato una spiegazione, che sono stati alcuni uomini a darmi. altre non ne ho trovate. se ne avete di migliori, prego.
    quanto all’impiego di “maschi” e “femmine” nel mio caso si è trattato di una tendenza un po’ tecnica al definire gli individui in termini biologici: qui stavo facendo una statistica, insomma. e poi che ne so io se si tratti di bambini? (urca, adesso che ci penso, per qualcuno sarebbe la spiegazione di tanta coprolalia!).
    vabbè: cercherò di evitare.

    2. urano: anche sciachimista “competente” era una scappatoia diplomatica. la persona si è presentata come ingegnere aerospaziale e francamente non avevo nessuna voglia di verificare. mi ha però mandato una lenzuolata di roba ipertecnica che se volete vi inoltrerò. in quel momento mi ero fermata al quarto rigo. in fondo avevo trovato una frase gentile di congedo. e non me la sono sentita di liquidarla così.
    lo so: anch’io la penso come te. ma capisci che nella mia posizione e per il mio mestiere non posso essere tanto netta.

    3. claudia: lo so che c’è tanta gente preoccupata. ma, in tutta onestà, e con la seria intenzione di fare davvero bene il mio mestiere, posso dirle che si tratta di una preoccupazione infondata. certo: non posso sapere se un giorno qualcuno ci avvelenerà dall’alto. ma al momento (e tutti i commenti ipercompetenti arrivati fin qui lo dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio) non c’è da spaventarsi delle scie degli aerei. davvero.
    preoccupiamoci del riscaldamento globale, della qualità della nostra aria, della nostra acqua, di tutto quello che stiamo facendo al nostro pianeta noi, io, lei e tutti quanti, personalmente, con le nostre automobili, le nostre caldaie e i nostri pazzi consumi.
    oppure combattiamo una battaglia contro i “cattivi” veri: le mafie, la corruzione, l’evasione fiscale. quelli si vedono, esistono, sono nocivissimi.
    le scie degli aerei sono ghiaccioli volanti. a volte persino belli, secondo me.

    4. marco bolis: ci avrò guadagnato anche una bella visibilità, che nel mio mestiere non guasta. ma provi lei a ricevere per una settimana insulti e minacce varie e fotografie di gente che la definisce in mille modi e le augura terribili malattie, e poi magari torni a raccontarci come ci si sente. grazie della comprensione.

    5. danilo e mario: la libertà di pensiero non può significare libertà di dire cose non fondate spaventando la gente (vedi claudia, che sinceramente lo dice).
    sono d’accordo con gianni: fa paura l’idea che “basti guardare il cielo”. sono quattro secoli che sappiamo che non basta. che ci vogliono prove ed esperimenti.
    ma poi, mario: davvero pensa che per aver scritto quella roba (seria, le assicuro) mi sia meritata della “puttana”?
    perché se lo pensa davvero la invito a non tornare più tra i commentatori del mio blog.

    1. preoccupiamoci del riscaldamento globale, della qualità della nostra aria, della nostra acqua, di tutto quello che stiamo facendo al nostro pianeta noi, io, lei e tutti quanti, personalmente, con le nostre automobili, le nostre caldaie e i nostri pazzi consumi.

      Sottoscrivo in pieno. Sto scrivendo usando l’energia fornitami da un pannello solare sul balcone. Mi muovo in bici o in motorino elettrico. Faccio parte di gruppi di persone che cercano di studiare l’esaurimento delle risorse energetiche, e l’effetto serra. Le scie sono solo un “passatempo”, tra l’altro stigmatizzato dalle donne che conosco (tendono ad essere pratiche e concrete, probabilmente per questo non si scaldano per l’evidente bufala o per chi a sua volta si scalda contro i bufalari)

      Molti (non tutti) i sostenitori del complotto usano queste mie passioni come prove del mio essere venduto al sistema. L’effetto serra è solo una copertura per le irrorazioni, in realtà il clima è modificato da HAARP. Un documento di collaborazione accademica per studiare gli EFFETTI delle modificazioni climatiche viene stra-citato come prova delle collaborazioni con gli USA per le modificazioni climatiche (con le scie), e i ricercatori coinvolti additati come responsabili di genocidio. Le ARPA sono bersaglio di feroci accuse, come, loro sicuramente sanno, quindi insabbiano. Anche il “picco del petrolio” non esiste, è tutto un complotto dei petrolieri, in realtà c’è un sacco di petrolio abiotico a giro.

      Le scie chimiche sono un ottimo alibi. Se i problemi veri citati sono veri, vuol dire che dobbiamo darci da fare per risolverli. Ridurre i consumi, cambiare alcune cose, almeno, della nostra vita, delle nostre pazze caldaie (ah, ho isolato la casa, consumo 300 euro di gas l’anno per scaldarla, senza esagerare). Se la colpa è delle scie chimiche, basta indignarsi, Scrivere un po’ di insulti ai cattivi da dietro ad una tastiera, e cercare di convincere abbastanza persone per mandar via gli avvelenatori. E comunque vada, non sarà colpa nostra.

  7. X Pier Luigi: procurati un ricevitore sulle frequenze aeronautiche (uno scanner), e ascolta il traffico su Milano Radar e Torino Radar; al tempo stesso osserva le rotte su FR24, e capisci le anomalie, dovute a traffico, meteo, e scorciatoie concesse dai controllori, grazie alla precisione di navigazione odierna (come dice Gianni).
    Poi ci sono casi anomali, ad esempio, per uno davvero eccezionale, un A380 in test (l’MSN001, il primo) è rimasto mezzo pomeriggio a zigzagare sul Piemonte, facendo sette virate a 360° consecutive (e poi altre 8 in senso opposto) a 4000 metri sulla verticale della Valle Po e su Saluzzo; poi ha attaccato un avvicinamento su Torino, ha deviato all’ultimo ed è andato a fare altri zigzag a quota VFR sulla Lombardia, poi verso Liguria e infine Tolosa. Ne vedi e senti di tutti i colori 🙂
    Ero pronto con macchina foto e tele, ma era nuvolo.
    D’accordo con Gianni, torniamo ai problemi seri.

  8. io chiuderei qui la conversazione.
    come dice alessandro: chissà se serve, forse no.
    vi lascio con la mail che mi è arrivata in questo istante:
    STA ZITTA TROIETTA IN CALORE

    ma c’è stato anche di peggio.

  9. Per Marco : ottimo consiglio ,applichero’ anche questo …tuttavia ,come mi chiedeva Gianni ,resta il problema che ,ove vi sia frequente anomalia di quota e rotta ,se tale e’ al di sotto di certa altitudine ,non dovrebbe provocare ,da leggi fisiche ,alcuna conseguenza di coda…e’ questo ,insieme ad altre questioni strettamente legate al traffico e da te un po’ semplicizzate ,che mi lascia tuttora insoddisfatto .Le anomalie tipo i voli di prova non mi stupiscono ne’ colgono affatto impreparato , anche se la nostra zona e’ molto meno utilizzata di un tempo.
    Per Gianni : se gli accadimenti si ripeteranno con medesima frequenza ,valutero’ anche la prova fotografica e il tuo eventuale contatto per girarti qualche foto da esaminare ,tuttavia resto perplesso sull’utilita’ esplicativa che tutto cio’ possa avere .Mi spiego meglio ,qui vedo mediamente dialoghi tra maestri dell’una o dell’altra tesi ,alcuni ,come te , con eccelse preparazioni scientifiche ,altri con argomentazioni piu’ banali , purtuttavia per chi come me ha solamente dei dubbi , la situazione non cambia di molto ; le nozioni che tu affermi sulla composizione del ghiaccio a quote e temperature non corrisponde con quanto da me osservato , le eccezioni sui voli che mi oppone Marco non risolvono la smisurata quantita’ di anomalie da me osservate (e registrate…) , cosi’ come fantomatiche tesi di complotti e irrorazioni varie sono altrettanto facilmente smontabili da chi ha un discreto accesso a informazioni non proprio telegiornalistiche ; garantisco , infatti ,che se qualcosa vuol essere fatto in tranquillita’ e segretezza ,viene fatto eccome ,magari proprio elargendo ai molti curiosi materiali diciamo “alternativi ” verso i quali rivolgere le proprie attenzioni…
    Io ,come sottolineavo sopra , non ho teorie preventive su questi fenomeni ,mi sarebbe solo piaciuto saperne un po’ di piu’ e ,poi ,magari , mettermi il cuore in pace a riguardo ,per nulla dimentico di quant’altra universale infamia verso la natura l’uomo compia da un buon centinaio d’anni…l’appoggio tuo e di Bruno e’ comunque molto apprezzato ,grazie a entrambi ,ciao pier luigi

  10. MA che diamine c’entra tutta questa distinzione tra maschi e femmine?? Sostengo la giornalista nella sua battaglia contro le bufale scientifiche e le offro il mio supporto per le minacce, ma sono al contempo insultato da questa inopportuna piega misandrica del suo articolo. Lei si giustifica dicendo che sta facendo una “statistica”. A me pare una pessima scusa. Perché maschi e femmine e non settentrionali e meridionali oppure account di gmail e di libero o qualsiasi altra cosa ancora?? Brutto scivolone.

  11. Salve silvia sono uno scrittore di anti bufale, un po come lei, solo mi occupo più di redigere Libri che blog, più che scienza il mio campo è il revisionismo storico, la storia la scrivono i vincitori si sa, e purtroppo la scrivono come voglio. Quindi le voglio raccontare una storia che in un qualche modo c’entra con le scie chimiche. Questa storia coinvolge Guglielmo Marconi e Benito Mussolini di qua dall’oceano e Nicola Tesla di là dall’oceano. Cercherò di essere breve. Nel 1936 G.Marconi sperimentando le potenzialità delle onde Radio scopri che determinate frequenze di emissione potevano bloccare apparati elettrici a distanza. Qualche tempo dopo(giugno 1936)Il Duce una mattina invitò la moglie Rachele a trovarsi con l’auto sulla Ostia-Roma tra le 15 e le 15 e 30, sulla strada l’auto si fermò, e cosi ogni altra auto che passasse in quel tratto di autostrada. Si fermarono più di una trentina di auto,l’autista fece tutti i tentativi possibili per rimettere in moto il veicolo, ma nulla da fare. Dopo le 15.30 l’auto partì al primo tentativo. Alla sera a cena il Duce col sorrisetto chiese a Rachele se le fosse successo qualcosa di strano durante la giornata. Lei raccontò dell’accaduto, e IL Benito le spiegò che l’amico Marconi stava mettendo a punto un’invenzione in grado di fermare i congegni elettrici a distanza. Marconi preso da uno scrupolo ne parlo con Pio IX col quale era in confidenza esso pregò Marconi dal desistere da questi esperimenti e per devozione lo fece, Benito gli vietò comunque di distruggere l’apparecchio. L’anno successivo mori d’infarto prematuro dopo i funerali dell’apparecchio non si seppe più nulla. Un suo collaboratore il Prof. Ighina dopo la sua morte abbandonò il centro studi, tornò a Imola e proseguì esperimenti privati. Non entro nel merito degli esperimenti perché si parla più di fede che di scienza, ad ogni modo fece nel corso dei suoi esperimenti una scoperta interessante per fare piovere invece che salire su un aereo e versare iodato di mercurio sulle nuvole, come già sperimentato dalla RAF in Inghilterra nel ’54 (provocando un disastro) bastava polarizzare polvere d’alluminio e vaporizzarla nell’aria se polarizzata positivamente creava una sorta di vuoto che concentrava le nuvole se Negativamente le respingeva creando il sereno.. (Io quella macchina l’ho vista all’opera in un documentario, garantisco che funziona.) Il prof Ighina non era comunque laureato ed era anche un po strano quindi la comunità scientifica non gli diede mai credito. Saltiamo l’oceano e indietro di qualche anno…”L’onda elettrica si riflette in modo uguale al suono. Invece di spedire vibrazioni sonore verso un ostacolo lontano, ho spedito vibrazioni elettriche verso i confini dell’involucro terrestre e, come l’ostacolo nel caso dell’onda sonora, essi hanno rimandato le vibrazioni stesse. Al posto dell’eco ho ottenuto un’onda elettrica stazionaria, riflessa e rinviata da molto lontano.” Nikola Tesla, Colorado Springs, 1899. Tesla scoprì molto prima di tutti che l’elettricità è presente in natura come fenomeno spontaneo e che tutto quanto è elettrico noi compresi. Aveva scoperto che mandando onde elettriche verso la Ionosfera queste ritornavano indietro sia radio che elettriche. Tesla inventò il primo radiocomando, prima che marconi inventasse la radio (grazie a brevetti di Tesla, infatti i due litigarono parecchio e ci fu una causa) ad ogni modo scopri una cosa rivoluzionaria . Aveva trovato il modo di inviare energia elettrica a distanza, riusciva infatti a far funzionare le lampadine sparse nel cortile intorno al suo laboratorio appoggiate al suolo non collegate a nulla inviando il segnale elettrico come fosse un segnale radio. Il suo sogno fu quello di trasformare tutti i veicoli della terra in veicoli “radioalimentati” GRATIS. Tesla era un genio, ma di sicuro non era furbo si rivolse alla persona più indicata per finanziare il progetto J.P.Morgan della Morgan-Chase Manahttan Bank il banchiere più potente d’america insieme a Rockefeller. (Suo amico e socio tra le altre cose) In effetti io andrei dal socio di un petroliere a chiedere finanziamenti per le rinnovabili… Tesla non venne mai più finanziato da nessuno le auto elettriche allora più numerose di quelle a benzina morirono nel 1909, fino a fine secolo non se ne sentirà quasi più parlare. Tesla Morì solo in un albergo di New York, a prendere le sue spoglie vennero i servizi segreti che aprirono la cassaforte e trafugarono i documenti, con tutti i suoi progetti era il 1944…Ipotesi. Ora i servizi segreti americani hanno probabilmente Il macchinario di Marconi , la “conduttura” elettrica aerea di Ighina (lui non ha mai fatto mistero) a base di Alluminio, e i progetti di tesla….e ora abbiamo il progetto HAARP (top secret) anche in Italia a Niscemi in sicilia. A cosa serve? e chi lo sà… e le scie? delle scie sappiamo… nulla!! Solo che ci sono. Questi aerei non hanno simboli(ho controllato personalmente col binocolo) non sono quindi aerei di bandiera. Analisi di laboratorio su campioni di terreno non hanno mai riscontrato nulla se non i soliti metalli pesanti. Alt ! sempre I SOLITI metalli pesanti Alluminio (sempre in quantità maggiore della norma), Stronzio, cadmio, Nichel, ecc.. Lasciando stare tutto il terrorismo che qualcuno mette in giro su morbi strani, agende di depopolazione mondiale (ne ho sentite a decine di robe così) Io mi sono fatto una domanda…. Ma non è che polarizzando le nuvole creano dei ponti radio?? Quindi niente ne di pericoloso ne nulla che ci importi. Insomma le trasmissioni militari son fatti loro.. Poi mi sono fatto un’altra domanda… ma tutta questa polvere di ALLUMINIO , fa Bene?? Consiglierei di fare una breve ricerca sull’avvelenamento da Alluminio.. ciao silvia ciao a tutti

  12. Certo che come espediente per annientare un po’ di materiale umano sulla Terra, le scie chimiche sono efficaci, eh? Dai 2,5 miliardi del 1950 siamo arrivati a quanto oggi, forse 7?
    Ah, ho capito: è un progetto diabolico a lungo termine. In realtà le scie chimiche sono intrise di sostanze che allungano la vita, sicché la popolazione mondiale possa crescere a dismisura e, in un paio di secoli, non ci sia più niente da mangiare per nessuno. Così moriremo (moriranno) tutti insieme.

  13. I soldi a volte possono rendere ciechi e non far vedere quello che è ormai evidente a tutti: le scie chimiche, non sono ragnatele opera di ragni giganti migratori, e neppure aerosol deodoranti per far la vita meno puteolente. Intelligenti pauca!

  14. Ma dopo cinque mesi qui c’è ancora gente a discutere di complotti, finti cechi e gente pagata dalla CIA???

    L’articolo voleva porre l’attenzione sugli insulti e le minacce che una professionista seria ha ricevuto come risposta ad un’articolo (per altro ben fatto e documentato) solo perché non ha confermato la teoria di qualche ignorante! (non dico ignorante perché crede alle scie chimiche, ma perché risponde con gli insulti ad un opinione contraria alla propria)

    abbiamo a disposizione uno strumento potente come internet e lo usiamo per fare i bulli dietro ad uno pseudonimo…

  15. Chiedo scusa per il lapsus calami.
    Mala tempora currunt: è necessario coltivare la cultura del sospetto. Bisogna pensare in maniera grandangolare e non fermarsi alle apparenze. Buona fortuna, ne abbiamo tutti bisogno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...