La scienza salvata dai ragazzini*: sabato 8, in tutta Italia, a parlare di equivoci e di informazione

Un paio di mesi fa, mi scrive Federico Baglioni.
Federico è uno studente di biotecnologie che non conosco di persona, ma che ho visto darsi da fare in occasioni politiche recenti, sempre comportandosi in maniera intelligente e garbata. È un ragazzino, mi sono detta, ma io non ho pregiudizi verso i ragazzini, soprattutto se sono del tipo di Federico. Che poi è un ragazzino di ventiquattro anni (e mezzo) e ormai si è laureato: forse potrei anche smettere di chiamarlo così.
Ma insomma, mi scrive Federico.
L’avevo visto in tv i giorni precedenti: era uno di quelli a cui il raptus degli animalisti aveva devastato il laboratorio. E siccome Federico è un tipo in gamba, si era fatto avanti di persona per raccontare che cosa fosse successo, quale fosse l’equivoco di un (sedicente) animalismo che ostacola la ricerca medica, raccontando il senso del suo (futuro) lavoro, anche la sua (attuale) frustrazione e la sua (viva) speranza.
Bene, bravo Federico. Ma adesso che vuole?

Federico e un altro manipolo di ragazzini volenterosi hanno messo su una cosa in grande: una serie di conferenze aperte al pubblico che si terranno in contemporanea in molte città italiane, questo sabato pomeriggio 8 giugno.
Si sono parlati nelle aule universitarie, nelle biblioteche, per i corridoi. Ma soprattutto attraverso i social network. E a colpi di post su Facebook hanno deciso di dare il loro contributo contro le bufale che proprio su Facebook trovano il loro terreno più fertile.
Dalle cellule staminali buone per tutti gli usi, ma che gli scienziati cattivi al soldo delle multinazionali del farmaco tengono nascoste provocando la morte di tanti bambini.
All’Hiv che non esiste e che è un’invenzione (indovinate un po’) delle multinazionali del farmaco di cui sopra.
Dai terremoti che si possono prevedere (o perlomeno dei quali si può fornire una non-rassicurazione contingente e giù con i sofismi), basta dar retta ai ricercatori fuori dal coro.
Alla sperimentazione animale, chiamata artatamente vivisezione, che sarebbe del tutto inutile alla ricerca. E così via.
Vabbè, la giornata l’hanno pomposamente intitolata Italia unita per la corretta informazione scientifica, ma sono studenti e non titolisti.

Sabato sarò a moderare l’evento romano. Saranno tre ore di discussione accesa: i quattro relatori sono personaggi di spessore e racconteranno cose interessanti. Ci troverete nell’aula magna di Patologia generale al Policlinico, mentre il programma lo potete leggere sulla apposita pagina web.
In contemporanea Daniela Ovadia sarà impegnata a quello milanese e Beatrice Mautino in quello torinese.
Lo scrivo così per esteso perché noi di Swim abbiamo riflettuto assai sulla nostra partecipazione all’evento. E alla fine abbiamo pensato che ok, andiamo.

Andiamo anche se, a tratti, i ragazzi hanno dimostrato di essere permeati dalla classica impostazione veteroaccademica del tipo siediti e ascolta la verità. Anche se giorni fa li abbiamo letti affermare con febbrile entusiasmo che esiste una verità e che la gente verrà ad ascoltarla per capire. E dove verrà? In un aula dell’università. Chi la dispenserà? Un professore universitario. E come? Con una lezione da un’ora.
Abbiamo aggiustato un po’ il tiro (e i ragazzi sembrano aver capito): abbiamo spiegato loro che non solo è sbagliato impostare un dialogo così, ma che soprattutto non funziona. Voglio dire: anch’io ho le mie idee di ferro ma se voglio convincerne il prossimo non lo invito certo a sedersi in un banchino e a stare zitto ad ascoltare. È anche una questione strategica. C’è gente che ci ha scritto dei libri: la comunicazione top – down suscita, nei più, cordiali vaffanculi.
Purtroppo, oltre la scuola c’è un mondo in cui le cose si negoziano: in cui esiste, sì, una verità fattuale, a volte, ma esistono opinioni che hanno pari dignità e che non devono essere screditate in partenza. Devono anzi essere rispettate.
Che fatica, lo so: è per questo che c’è gente che lo fa di mestiere.

E infatti andiamo anche se lo facciamo di mestiere. Il che significa che di moderazioni come questa ci dovremmo campare.
Stavolta andiamo gratis, ma sia chiaro che le cose gratis non funzionano e che con le cause non ci si mangia. Non so: a un certo punto mi è scappata la battuta con un paio di questi ragazzi (ho scritto una roba tipo: vi facciamo un bel regalo, eh) e uno si è offeso, come se tutto dovesse essere fatto col sacro fuoco. Poi però con l’amministratore di condominio chi ci faccio parlare? Vesta e le vestali?
Tranquilli, abbiamo fatto pace. Ma mi sembra giusto precisarlo: a volte è un regalo, ed è un bel regalo, più o meno l’equivalente di due bollette del telefono. Ai Federico d’Italia lo facciamo volentieri.
Dire che lo facciamo di mestiere significa anche insegnare all’accademico in erba che queste cose non si improvvisano: ci si pensa a lungo, ci si costruiscono intere professionalità. Sono le nostre professionalità, e siccome è su queste che poggia (o dovrebbe poggiare) la comunicazione della scienza in Italia, sarebbe bello vederle sempre rispettate.
Comunque questi ragazzi sono stati bravi, bravi davvero. Hanno messo su una cosa potente e hanno avuto risonanza. A questo punto, ci siamo dette, meglio esserci che non esserci, meglio capire quello che bolle nelle pentole dei nostri Federico e partecipare con loro alla costruzione di un dialogo vero.
Tanto più che Federico lo ha capito e sembra persino divertirsi ad avere a che fare con noi (ma è un tipo strano, Federico).

Infine andiamo anche se rischia di essere un casino.
Rischiamo di trovare fuori contromanifestazioni aggressive come a volte sono aggressivi i possessori delle verità. Perché se i nostri Federico hanno saputo mettere in discussione la loro, e confrontarsi con noi giornalisti scientifici che di mestiere smontiamo certezze, sappiamo bene che su certi fronti antiscientifici il dialogo non è permesso.
Sono come religiosi e quelli come me con le religioni sono sempre un po’ a disagio. O meglio: non riteniamo che abbia senso confrontarcisi perché per loro esistono dogmi mentre per noi, al più, teoremi.

Comunque andrò, andremo. Alla fine vi racconterò come è andata. Non so se riusciremo a cambiare qualcosa in questo mondo: intanto abbiamo discusso coi nostri Federico, li abbiamo conosciuti e apprezzati, e mi sembra già davvero molto.

 

* Sono stata rimproverata. Il fine riferimento letterario non si capisce e così c’è chi si è sentito insultato dall’epiteto di ragazzini. Il titolo, in realtà, richiama (inopportunamente: non c’entra proprio niente) una raccolta di poesie di Elsa Morante pubblicata nel 1968: Il mondo salvato dai ragazzini. Mi piaceva sottolineare lo slancio (e anche la giovane età, diobono, riconosciamo loro tutto il merito: sono studenti e hanno messo su una baracca che nemmeno un’intera università!) e mi piaceva la parola salvata in riferimento alla scienza, per gli obiettivi che la manifestazione si pone. Ed è anche per questo che nel testo ho giocato con la parola ragazzini, pur precisando, nella quarta riga, che sarebbe il caso di non chiamarli così per ragioni anagrafiche e molto concrete. Mi si perdoni l’imprudenza letteraria: del resto io comunico scienza e non letteratura…

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29 pensieri su “La scienza salvata dai ragazzini*: sabato 8, in tutta Italia, a parlare di equivoci e di informazione

  1. Io andrò allo stesso evento a Udine, e proprio oggi stavo cominciando a domandarmi come fosse strano non fosse capitato alcun tipo di episodio fastidio, visto il coinvolgimento della Pro Test. A Trieste, infatti, (giusto per rispondere celermente al mio quesito inespresso)l’evento si terrà presso la libreria Ubik, e sulla pagina Facebook già c’erano alcuni commenti -che i gestori della pagina hanno fatto intendere non fossero esattamente “isolati”- nei quali dei clienti dicevano che non avrebbero mai più comprato libri lì visto il coinvolgimento con “la sperimentazione animale che è dannosa e inutile”. Mah. Sono curiosa di vedere se nello spazio dibattito alla fine della conferenza succederà qualcosa di drastico/divertente. Ma ho sinceramente seri dubbi che gli attivisti animalisti strong verranno a partecipare in maniera costruttiva, nonostante siano stati ripetutamente invitati a farlo anche sulla stessa pagina FB di cui prima..

  2. Silvia, lascia che ti dica che non leggevo da tempo un post così di testa e di cuore e anche , un po’, di pancia. Se mi posso permettere di dirti Brava!! te lo dico di cuore e ti ringrazio. CI andrò anch’io, anche se spaccherei loro la testa per tutti gli errori che hanno commesso e che io, all’età loro , avrei fatto e raddoppiato ;DD

  3. Cara Silvia,
    anch’io come te ho ricevuto una mail garbata da Federico Baglioni, e mi sono detta che non potevo rifiutare, così sabato sarò presente per moderare l’evento padovano, gratis anch’io, perchè in questo periodo in cui li ho seguiti così da vicino, mi ha ampiamente ripagata la loro passione.
    Mi ha fatto bene vedere come si muovono, la loro capacità di impegnarsi e lavorare sodo, la loro coerenza, la loro capacità di andare avanti senza scoraggiarsi anche nei momenti peggiori, quando tutto sembra andare a rotoli e quando sono obbligati a cambiare il loro nome nei social perchè vengono apertamente minacciati.
    Sì, mi ha fatto bene sapere che esistono in questa Italia, giovani di cui andare fieri.
    E’ vero di comunicazione non sanno nulla, ma se qualcuno si offre di aiutare imparano in fretta. Li aiuterò anche a twittare l’evento. A Padova abbiamo un gruppo già ben preparato, nelle altre città chi twitterà sta cercando di mettersi al passo come può per apprendere in fretta quel minimo di tecnica che serve.
    L’hashtag è lungo, manca l’esperienza, ma è condiviso ed è #italy4science.
    Se volete aiutarci a diffonderlo, ci fareste un gran regalo.

  4. Ci tengo a precisare che gli eventi delle varie città italiane sono organizzati in modo autonomo da persone diverse.
    Non siamo tutti ragazzini e studenti, o “sbarbatelli”, come dicono gli animalisti. Io per esempio ho due lauree e non faccio a pugni con la grammatica… ma abbiamo anche docenti universitari nelle nostre fila.
    Non diamo ulteriori elementi di scherno agli animalisti/terroristi tramite quelli che, a coloro che non hanno la fortuna di essere guru della comunicazione, sembrano tanto degli insulti velati.

    1. Scusa, ma non credo proprio che si possa parlare di insulto velato. O almeno non è intenzione di nessuno, tanto meno di chi sostiene l’iniziativa: ma ti pare?
      Sto raccontando le mie ragioni per l’adesione, a fronte di tante discussioni all’interno di gruppi, associazioni (anche associazioni scientifiche), mailing list… Perché forse non sai che l’adesione a questa giornata è stata per tanti tutt’altro che immediata e pacifica. Alla fine (ma anche all’inizio, e grazie soprattutto a Federico) io ho deciso per il sì, e come me le colleghe che cito, però dopo diverse ore di telefonate e infiniti scambi di email. Questo racconto, sul mio blog. E racconto il perché. Credo che la nostra visione delle cose possa essere utile alla discussione tanto quanto la vostra, no? O è meglio mostrare solo l’entusiasmo?
      Quanto al “ragazzino”: non vedi che ho scritto che dovrei smettere di chiamarlo così?
      È un artificio retorico, diciamo così. Ma scusa se ti ho offeso: giuro che non era nelle mie intenzioni.

      (Scusa, una curiosità da vecchia zia: tu che cosa intendi per due lauree? A volte ho l’impressione che ci sia un problema intergenerazionale sulla questione. O forse noi dei vecchissimo ordinamenti siamo solo un po’ invidiosi. Ma proprio abbiamo bisogno delle didascalie perché con i nuovi corsi non ci raccapezziamo più. Oh: non è un insulto).

      1. Ho due lauree quinquennali: triennale+specialistica la prima, magistrale la seconda.

        Non sapevo ci fossero stati problemi di questo tipo, ho voluto puntualizzare solo perché il darci dei bambinetti è un insulto ricorrente da parte degli animalisti, che a Padova ci stanno creando davvero tanti problemi.

        Dato che siamo in tanti, anche e soprattutto al di fuori di Pro Test, a mio parere andavano precisate queste due cose. E aggiungo anche che nessuno di noi è pagato, anzi, rinunciamo tutti a qualcosa: io ho perso varie udienze in Tribunale per andare in Questura a parlare con la Digos, e vivo con l’ansia che quei terroristi possano far del male a mia figlia (abbiamo ricevuto molte minacce).

        Sono contenta che l’intento non fosse offensivo 🙂

        P.S.: io sono un disastro nel campo della comunicazione non giuridica…

      2. e io ho scoperto (o riscoperto) di essere un disastro in quella che non ha a che fare con la scienza.
        adesso lo scrivo esplicitamente: titolo (e quindi riferimenti interni a seguire, con la precisazione alla riga 4) sono una citazione da elsa morante. il suo libro di poesie del 1968.
        niente, non si capiva.
        stamani ho chiesto anche a federico che mi ha confermato: lo ha capito solo luciano e nessun altro.

        so che in diverse città gli organizzatori hanno parlato con la questura.
        ma non ci credo che succederà tanto casino. e comunque, tutti pronti a filmare eh.

      3. Mi dispiace di aver innescato le critiche, siamo tutti un po’ tesi a causa delle minacce e i conseguenti problemi che ne sono derivati.

        Il problema non era tanto il riferimento letterario (si capiva benissimo che il titolo era una citazione, ma il termine era ripetuto), quanto il messaggio che sarebbe arrivato al pubblico generico, unitamente al tono complessivo dell’articolo, che non era molto semplice da interpretare, da fuori.

        In una situazione così difficile (basti pensare anche alle polemiche di Pisa e Trieste, minacciate proprio come Padova e costrette ad annullare alcuni eventi), dobbiamo cercare di controllare l’immagine che il pubblico percepisce.

        Vanno bene le citazioni, ma non quando potrebbero confondere o fomentare idee pregresse.

        Comunque grazie per aver capito, per noi conta molto!

      4. Anche se è un peccato spiegare citazioni o riferimenti. Fossi il giovane barbuto militante di molti anni m’indignerei sentenziando – Dan Brown e + Elsa Morante.
        Ma ora che tutto scorre mi dico così va il mondo e del resto anche se con qualche “vergogna” leggo (di nascosto) qualche Urania.
        Bando agli scherzi.
        Sul versante “serio” della questione: Chiara non penso arrivi alcun messaggio sbagliato. Le persone sono abbastanza intelligenti e curiose quando vogliono esserlo e secondo me gli unici che interpretano male sono quelli che una idea ce l’hanno già, proprio il genere di persone che non cambieranno mai idea. Comunque auguri per domani.

    2. io non ho trovato il termine offensivo, ma era un po’ nello stile ironico che trovo spesso in questo blog e che è uno dei motivi principali per cui torno sempre a leggerlo

  5. PS: sono religioso anche io non ho dogmi e maneggio teoremi per mestiere. Diciamo che la sfera religiosa comprende una varietà di persone che ci si concentra sempre sui pagliacci e sui truffatori. Ma è lo stesso che viene lamentato -giustamente- nell’ambiente scientifico: ci si concentra sempre sui lati oscuri che generano diffidenza. Ecco superare questi aspetti aiuterebbe.

    1. Sì, vero. Però scommetto anche che i tuoi pensieri religiosi non li usi come randelli verso i tuoi rivali scientifici (se esistono).
      Questo volevo dire.

      1. Assolutamente no. E anzi sono così infastidito dai cretini infoiati dalla fede che me ne tengo lontano avendo rinunciato da tempo a qualsiasi confronto. Alla prossima.

      2. Ah, ho capito. Comunque non u so randelli, ma quando ho tempo ragiono sulle cose che mi lascaino perplesso secondo il metodo che la scuola si è prodigata ad insegnarmi. Ultimamente sono così infastidito dai cretini infoiati dalla fede e dai complotti o dal biologico ecc. ecc. che mi tengo lontano, avendo rinunciato da tempo a qualsiasi confronto. Alla prossima.

  6. Usare di continuo la parola “ragazzino” e “ragazzini” da’ un tono spregiativo all’iniiziativa di questi ragazzi. Ma poi, come si puo’ definire “ragazzino” una persona di 24 anni e mezzo?

    Bah

    1. scusate, ma l’avete capito il riferimento letterario?
      (luciano sì, intendo voi che credete che “la scienza salvata dai ragazzini” sia un insulto).
      provate a googlarlo e vedrete che invece si tratta di un gran complimento.
      o almeno così era nelle mie intenzioni. poi, se non si capisce, ve la spiegheremo…

      1. Beh, non mi pare un riferimento tanto OVVIO, anche perché non tutti conoscono questa raccolta di poesie.
        Se una citazione non viene afferrata, il problema è 9 volte su 10 nell’averla scelta, non in chi non la capisce.

  7. Mi sono appena imbattuto in una puntata di F easy ca (!) su rai 5.
    A parte il linguaggio spesso improprio e la riproduzione dell’esperimento di Cavendish, fatto nel capannone di un marmista, usando un filo da pesca e due statue di Atlante che regge (udite udite) il mappamondo!! A parte questo, dicevo, a un certo momento il “divulgatore” scrive la formula di Gravitazione Universale mettendo G zero al numeratore con M . m.
    Possibile che con tutti i laureati e i divulgatori che abbiamo in Italia, tocca usare il fratello della regista?
    Continuiamo così, facciamoci del male.

  8. Ho assistito alla conferenza tenuta a roma, anche essendo un assoluto incompetente perchè mi occupo di tuttaltro e non possiedo la preparazione scolastica adeguata (non sono neanche diplomato) ma, comunque sono un curioso delle cose di scienza e tecnologia. Si è trattato di un incontro molto illuminante, in cui ho avuto ulteriori conferme a sostegno di miei precedenti convincimenti (OGM e previsioni terremoti) e chiarimenti, da parte di Professori veramente e ed indiscutibilmente competenti nelle loro specifiche materie. GRAZIE!
    p.s. per un attimo ho temuto che la Sig.ra Bencivelli volesse mordere al collo il primo ragazzo che ha posto la domanda sulla sperimentazione animale.

    1. Grazie!
      Sono stati davvero quattro bravissimi relatori.
      Mentre il mio contestatore preferito mi ha fatto tutt’altro che arrabbiare: l’ho trovato davvero carino…

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