Processo dell’Aquila: perché credo che non ci sia niente da festeggiare

Il titolo esatto di questo post dovrebbe essere perché sono ventiquattro ore che provo una terribile vergogna per il mio paese, per i miei colleghi, per quello che sento dire. Vergogna mista a un terribile senso di impotenza. È una sentenza umiliante per tutti gli italiani, eppure vedo gente festeggiare. Mentre la mia minoranza d’elezione, quella dei giornalisti scientifici, si indigna e si affanna a precisare. E non serve a niente, a niente. Ho la sensazione, sempre di più, di vivere in un paese fermo al Medioevo: irrazionalità, furia degli elementi, forconi e falò. Il mondo, lo sapete il mondo? Il mondo ci ride dietro. Che vergogna. Che vergogna. Ma sarebbe troppo lungo.

Non mi interessa, oggi, definirlo processo alla scienza o agli scienziati o alla comunicazione della scienza o boh. Non mi interessa, oggi, dire che è una occasione per riflettere sul rapporto tra scienza e politica, scienza e cittadini, scienza e rischio… Il nostro paese non ci ha mai fatto mancare queste opportunità e farlo all’indomani di una sentenza per omicidio colposo plurimo, questa sentenza in particolare, mi sembra cinico, snob, inutile. O comunque, oggi non mi interessa.

Oggi mi interessa che riusciamo a fare chiarezza, davvero, su un processo animato da un senso di vendetta imbarazzante e baro, che probabilmente ha obnubilato anche l’umana pietà e il comprensibile dolore. Sembriamo quello che tira una freccia al vento per farlo sanguinare. Il suo dolore è anche il mio, sapere che i bambini dormono sul letto del Sand Creek: ma a che serve tirare frecce al vento?

Oggi, quindi, proverò solo a elencare qualche punto della vicenda.
(Per altri chiarimenti rimando al blog di Marco Cattaneo, a Oggiscienza, al blog di Leonardo Tondelli sull’Unità, a Pietro Greco su Scienza in rete e agli articoli di Nicola Nosengo su Nature e al suo commento su Scienza in rete).

  1. Non è un processo a Bertolaso. Bertolaso in questa fase non c’è, non è tra gli imputati. Forse oggi lo abbiamo capito, ma mi ricordo bene che qualche mese fa ho dovuto insistere per convincerne colleghi, i miei colleghi migliori, convinti che adesso a Bertolaso facciamo un culo così. Perché l’intercettazione in cui Bertolaso apparecchiava la riunione della Commissione Grandi Rischi (Cgr) che è finita sotto processo è uscita quando eravamo ancora lì con la storia del Salaria Sporting Village e delle ripassatine. Ma sono due cose diverse. Un paese in cui i giornalisti di sinistra (e vorrei potermi sentire di sinistra anch’io, cazzo), dicevo, i giornalisti di sinistra, i miei amici, si fanno idee di questo tipo e lavorano in questo modo è un paese che mi fa paura.
  2. Tra gli imputati c’è chi, invece, quella mattina lì ha partecipato alla riunione. Punto. Compreso l’allora direttore del Centro nazionale terremoti (uno scienziato a capo di un organo tecnico, non un politico) che accompagnava il suo capo, l’allora presidente dell’Ingv Enzo Boschi, ma che della Cgr non faceva parte. A me un paese che butta dentro un processo uno che, di fatto, non c’entra niente, è un paese che fa molta paura. Penso che un giorno potrebbe toccare anche a me.
    Ah: a processo non ci sono, invece, i politici che quella mattina, in quella stanza, c’erano e ci dovevano essere, e avevano responsabilità ben maggiori dei tecnici. E perché?
  3. La storia dei ricchi gettoni è imbarazzante. Se domani mi propongono di far parte di una Commissione per la valutazione dei rischi connessi alla comunicazione della scienza fatta un po’ come cazzo ci pare, beh, a me sembra normale avere un gettone. A voi no? Prendereste un rischio (e un lavoro) gratis? Nella fattispecie, però, vi dirò con sorpresa, non tutti gli imputati sono stati pagati per essere stati lì (diciamo che per quanto ne so io non sono stati pagati, ma non posso escludere che qualcuno lo sia stato). Un paese che strilla alla casta senza prima informarsi, che tira fuori storie di ricchi gettoni ogni tre passi, è un paese che a me fa paura, o forse, ed è peggio, noia.
  4. Uno dei perni della vicenda è un’intervista che il vicecapo di Bertolaso rilasciò a una televisione locale e in cui sosteneva la famosa teoria dello scarico dell’energia, teoria priva di senso scientifico secondo le conoscenze attuali (e che dunque, oggi, nessuno scienziato sosterrebbe con quelle parole). La teoria dice che uno sciame sismico prolungato scaricherebbe l’energia e impedirebbe una botta maggiore. Cazzate. Tipo come quando ti dicono piangi e scaricati, vedrai che passa. Cazzate, se uno piange piange. Poi potrebbe smettere di piangere o avere una ragione per continuare a farlo, o addirittura buttarsi da un balcone.
    Però l’idea di Bertolaso, come si evince dalle intercettazioni, era di usarla per convincere la popolazione che non ci fossero rischi. Peraltro, in quel periodo c’era un certo Gianpaolo Giuliani che stava seminando il panico per la profezia (sbagliata, no?) dell’arrivo di un terremoto a Sulmona. Quindi fu impapocchiata, male, una specie di risposta in cui i cittadini avrebbero dovuto credere alla scienza chiunque gliela presentasse.
    Però c’è un particolare.
    L’intervista fu registrata prima della riunione della Cgr e mandata in onda dopo. La situazione me la immagino: venga stamani, così facciamo prima, tanto immagino che saprete che cosa verrà detto… Succede, succede immagino molte volte. Solo che quello che fu detto in quella intervista non sarebbe stato sottoscritto da molti dei partecipanti alla riunione. E questi ne erano del tutto ignari. Allora perché incolparli?
    Un pasticcio colossale. Ma mi spiegate perché a farne le spese devono essere persone (non sto parlando del gruppo dei sette, ma dei singoli imputati) che di quella intervista ne sapevano quanto noi? Persone a cui quelle parole sono state messe in bocca per disattenzione. Neanche la disattenzione è un omicidio, ma a chi proprio non c’entra niente che colpa vogliamo dare? Un paese che confonde gli imbroglioni e gli imbrogliati è un paese che mi fa una grande paura.
  5. Chi ha ascoltato quella intervista, si è detto, è stato impropriamente rassicurato. Mi spiegate però come si fa a dire che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero? Questo paese mi fa paura davvero.*
  6. Il verbale della Cgr fu redatto dopo, dopo il terremoto. Si è detto che è un verbale sciatto. Sono comparse versioni varie della cosa. Sicuramente un pasticcio colossale anche quello. Mi viene da dare ragione a chi, però, dice, che occhei: non bisognava farlo dopo, è una inadempienza grave. Ma proprio perché è stato fatto dopo come si fa a dire che è stato quello a convincere la gente di cui al punto 5? Un paese che imposta un processo con almeno due confusioni tra i prima e i dopo mi fa un po’ paura, a voi no?
  7. Non sono di quelli che pensano che la scienza debba essere l’unico sistema di conoscenza del mondo (mi piacerebbe molto che lo fosse, ma so di non poterlo imporre a tutti). Sono però profondamente convinta che in certi casi sia davvero il migliore. Se mi chiedo perché ogni mese mi vengono le mestruazioni, sarò mica malata o impura? Credo che la risposta della scienza sia migliore di qualsiasi altra risposta mistica, religiosa o di buon senso che l’umanità si sia mai data.
    Una sentenza come quella dell’Aquila, e le cronache che stanno seguendo, porta un sacco di brava gente (a quelli in malafede non voglio nemmeno pensare) a credere che invece possa essere considerata uno dei fattori in ballo, opinabile quanto gli altri. E che l’opinione di uno scienziato, su fatti tipo terremoti e mestruazioni, sia paragonabile a quella di un mago, di un Paperoga con le sue invenzioni da garage o di un aruspice in saio che scruta il volo dei piccioni. No. Non è così. È per questo che il resto del mondo occidentale ci ride dietro.
    Altra conseguenza: ma secondo voi, domani, i sismologi (anche considerando tutto quello che ha detto e fatto loro Grillo, quel Grillo che oggi nei sondaggi viaggia verso il 20% di preferenze alle prossime elezioni) accetteranno di andare in tivvù a spiegare che cosa sta succedendo sul Pollino o in Emilia e in tutti i posti che, proprio adesso, stanno tremando come matti?
    Scusate, avevo detto che oggi la teoria non mi interessava. È solo che volevo concludere con la cosa che mi fa più paura di tutte: che la brava gente, che si trova dall’una e dall’altra parte, oggi abbia rinunciato a parlarsi e ad ascoltarsi. Un paese che deve per forza avere un colpevole, che impugna il forcone e convince la brava gente a uno schieramento manicheo contro altra brava gente, è un paese che mi fa una enorme paura.

Per questo credo che non ci sia niente, ma proprio niente, di cui essere felici.

 

*Mi hanno fatto giustamente notare che questa frase potrebbe essere fraintesa e letta come un’accusa di pecoronaggine che proprio non volevo muovere. La modifico così, a posteriori, qui in calce: “Mi spiegate però come si fa a sostenere che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero non ci sono mille altre ragioni perché uno pensi: basta, da stasera voglio tornare nel mio letto? Davvero vogliamo dirci che, tra le mille cose che saranno successe, e con prove abbastanza opinabili, almeno in parte, sia stata solo l’intervista letta sul giornale o sentita in tv a convincere una persona a rientrare? Davvero stiamo sostenendo che la tv possa fare tanto?”.

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47 pensieri su “Processo dell’Aquila: perché credo che non ci sia niente da festeggiare

  1. Le reazioni medievali non sono una sorpresa. Piuttosto, penso sia importante capire quali motivazioni abbiano spinto i giudici a pronunciare una sentenza del genere. Dove sono scritte? Perché il vero problema non sono i forconi (esisteranno sempre), sono le condanne che restano impresse nella memoria. Che magari costituiscono un precedente che faccia da capro espiatorio. Se c’è qualcosa di concreto che possiamo fare per quella parte di umanità che ancora ragiona anziché accendere la pira, forse facciamo un passo avanti. Poi per gli estintori ci organizziamo meglio.

  2. Ma prima di accendere un altro fuoco, contro i giudici, non sarebbe meglio aspettare le motivazioni della sentenza? Perché l’ultima volta che ho controllato erano importanti in giurisprudenza. E prima di considerare gli italiani trogloditi medievali, provare a dare uno sguardo alla situazione in cui si trovavano non farebbe male, magari in riferimento alle persone che hanno denunciato la Commissione.
    Aspettiamo e vediamo i punti veramente critici, anche dal punto di vista giuridico se ci sono. Inoltre ci sarà un appello e magari la Cassazione. Insomma il tempo non manca e non sarebbe la prima volta che una sentenza viene ribaltata al vaglio successivo (che esiste apposta) o prima che diventi definitiva.

    “Chi ha ascoltato quella intervista, si è detto, è stato impropriamente rassicurato. Mi spiegate però come si fa a dire che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero? Questo paese mi fa paura davvero.” Questa frase è insopportabile peraltro. E se anche fosse? Avrebbero dovuto leggere Nature prima di sentirsi sicuri? O il Corriere o Repubblica? O sentirlo di persona a una conferenza stampa organizzata ad hoc? Sempre fra le ultime cose che ho controllato la tivvù è un mezzo di informazione fra i principali in Italia (soggetto pure a grandi conflitti politici per “impadronirsene”) soprattutto per alcune generazioni, che c’è di scandaloso e pauroso? Non fa forse più paura un comunicatore che sapendo questo sceglie di dare informazioni sbagliate (anche se in buona fede)? Insomma dove avrebbero dovuto informarsi per stare tranquilli e sapere cosa fare?
    Meglio aspettare e scegliere il mirino giusto prima di armare la pistola della lotta all’antiscienza.

  3. Posso suggerire di astenersi dal commentare le notizie della stampa, e aspettare invece qualche mese per commentare la sentenza quando sarà pubblicata? Credo che sarebbe buona norma di civiltà. Immagino che da scienziati, si leggano (non da corriere.it, per dire) i risultati delle ricerche scientifiche prima di commentarli.

  4. Silvia, seguo molte delle tue ragioni, ma vorrei far presente una cosa:
    se casa tua trema da mesi, io che sto ad Amsterdam lo so da novembre 2008 che c’ era lo sciame, che da mesi le scuole in edifici pericolanti chiudevano ogni due per tre per non correre il rischio della tegola o del cornicione in testa a un bambino e se tu lavori e di notte dormi male, di giorno non sai dove mettere i figli, perch`e a dire il vero manco casa tua sai bene come sta messa e l’ Aquila era il quinto centro storico d’ Italia, non ci sbagliamo, un mucchio di gente viveva e lavorava in edifici antichi e certo no costruiti con criteri antisismici. Se stai lì, con i nervi a pezzi da mesi, e poi arriva la botta da 4.1 e non si parla di altro, quando la sera ci sono scosse forti acchiappi i bambini e due coperte e vi mettete in macchina. non una sera, non due, non tre, mesi e mesi con questa incertezza. e intanto Giuliani che dice del radon e va bene, siamo persone razionali, io non ci credo ma ovunque, al lavoro, davanti scuola quando apre, in fila alle poste nessuno parla d’ altro. Poi arriva la commissione di scienziati e tu che da mesi stai così non è che lo sai se il verbale zzè stato scritto il 30 o il 31, se l’ intervista l’ hanno fatta prima o dopo, tu ti trovi a dover credere a de Berardinis o a Giuliani. E credi a quello che pensi sia il portavoce degli scienziati. E per un paio di notti dormi tranquillo, ti senti quasi meglio, la situazione non cambia ma adesso hai una prospettiva, l’ hanno detto gli scienziati. Poi il 5 aprile alle 23 c’ è la botta forte. Ah, che bello sta scaricando. Papà, papà, dormiamo in macchina? Ma no, l’ hanno detto gli scienziati. Quella sera la bimba dei miei amici è andata a letto con le scarpe ai piedi. La sera dopo io su Internet ho visto le foto dei cadaveri dei bambini di Onna coperti di lenzuoli sapendo che mia zia la stavano ancora scavando e pregando che fosse morta di botto. Quelle foto le hanno tolte.
    Ecco, tu hai grandemente ragione a chiederti quello che ti chiedi e spero con quello che ho scritto di rispondere almeno a questa domanda: “Mi spiegate però come si fa a dire che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero? ” Adesso lo capisci come si fa a tornare a casa dopo quell’ intervista? Perchè sei esausto e sei un essere umano e tra fidarti degli scienziati o fidarti di Giuliani ti sei fidato dei primi. E ho paura io, se credessi che c’era bisogno delle mie parole perché tu lo credessi.

    Non commettere lo sbaglio di pensare che c’ è solo questa sentenza. C’ è tutto un contesto umano prima e dopo quella scossa lunga 38 secondi, questo processo ne fa solo parte e chi si rallegra non lo fa per senso punitivo. Facci caso, chi ha davvero perso molto quella notte tutto dice tranne di essere contento. Ci sono altri processi fatti apposta per togliere agli aquilani dotati di senso critico la voglia di protestare civilmente, di chiedere spiegazioni. Quelli ancora non sono finiti. O pensi che siano tutti pecoroni gli aquilani?

    Quello su cui ti dò ragione è che le cortine di fumo mediatiche sono iniziate e continuano ma fa niente è dal 6 aprile che ci siamo abituati

    1. sì, scusatemi. tu e daniele avete ragione. quella frase non si capisce proprio.
      ovviamente, non intendo proprio dire (né ho mai lontanamente pensato) che gli aquilani siano pecoroni. non lo penso affatto, e questo vale anche per le persone coinvolte nel processo. pecoroni, proprio no. scusami se mi sono spiegata male e mi scusino tutti quelli che hanno pensato che volessi offenderli.
      quella frase la riformulo: “Mi spiegate però come si fa a sostenere che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero non ci sono mille altre ragioni perché uno pensi: basta, da stasera voglio tornare nel mio letto? Davvero vogliamo dirci che, tra le mille cose che saranno successe, e con prove abbastanza opinabili, almeno in parte, sia stata solo l’intervista letta sul giornale o sentita in tv a convincere una persona a rientrare? Davvero stiamo sostenendo che la tv possa fare tanto?”.
      ecco, intendevo questo.
      e hai ragione: era scritto male.
      per me, una delle cose misteriose di questo processo è che si attribuisca (a volte, non sempre, in certi casi però sì) a un’intervista tutto questo potere. come se le persone non avessero mille altri modi per conoscere e decidere le cose.

      aggiungerei la correzione di quella frase in calce al post, con un asterisco. precisando di averlo scritto dopo per questa ragione.

  5. Eppure riguardo al punto 4. proprio adesso al Tg3 (ore 19 23/10/2012) il vicecapo di cui sopra ha ripetuto la teoria dello “scarico”.

    1. L’Ingv lo ha appena smentito. Ha riportato un comunicato del 20.02 con cui aveva già una volta smentito di aver mai parlato di scarico dell’energia, come invece de bernardinis dice.
      gli imputati a questo processo non ha le stesse competenze e responsabilità…

  6. Dunque i terremoti non si possono prevedere. Non si può prevedere che un terremoto ci sia nè che un terremoto non ci sia in una determinata zona in un determinato periodo.
    Sarebbe come dire che per me che faccio il medico: non so che malattia hanno le persone con un determinato sintomo. Non so come diagnosticarle nè so come curarle.
    Dimmi cara Silvia allora perchè io dovrei parlare di una cosa che non conosco, perchè dovrei rilasciare interviste, partecipare a commissioni per parlare di un qualcosa di cui ne so meno di niente. Per mia onestà dovrei dire alla gente: non so nulla di queste cose, fate un pò voi, curatevi come vi pare io non so nulla di quello che avete nè so come curare i vostri malanni e non ho la più pallida idea di quale malattia siete affetti.
    Sarei disonesto (e condannabile) se mi facessi pagare (anche poco, ma questo non ha importanza) per visitare le persone circa cose di cui non so nulla.

    1. no. è come se tu, da medico, vedessi un paziente obeso, iperteso, ipercolesterolemico, con una familiarità importante per le cardiopatie di origine ischemica, e pretendessi di dirgli “mercoledi alle 18.00 ti verrà un infarto alla coronarica destra, verso l’apice del cuore”.
      informazione impossibile da dare, oltre che non del tutto facile da interpretare.
      so benissimo che invece tu gli dirai “attenzione: sei un paziente a rischio infarto. dovresti cominciare col perdere quindici chili, e ti spiegherò come. dovresti fare un po’ di attività fisica regolare. e rifare le analisi del sangue tra sei mesi. non posso assicurarti che questo sarà sufficiente a eliminare il rischio, ma comincerai a ridurlo”.
      oppure tu rinunci a parlare con il paziente perché sai di non poter prevedere l’infarto?
      il ruolo degli scienziati in quella commissione è esattamente come quello del medico in questo caso.
      poi non sta allo scienziato andare casa per casa a valutare il rischio crolli. come non sta al medico dimagrire. non sta allo scienziato andare in tv e parlare alla cittadinanza (attenzione: anche questo starebbe alla politica, che oggi non è sotto processo. quando dico scienziato parlo della componente scientifica della cgr più del direttore del cnt che, come spiega al punto2, della cgr non faceva parte).

      1. sempre aspettando le motivazioni mi pare però di capire che non si puniscono gli scienziati per non sapere nulla sul terremoto, ma li si punisca per aver detto al paziente dell’esempio che poteva stare tranquillo con quella sigaretta in mano, non s’è mai sentito che una sigaretta singola abbia fatto venire un infarto a qualcuno.
        la penso esattamente come te sul peccato che non tutti vivano un mondo in cui è solo la scienza a dare le risposte, all’inizio mi ero indignato fortissimamente anche io proprio per quella ragione, ma se è come ho capito io allora ben venga una sentenza che punisce uno scienziato che non sta facendo il proprio lavoro.
        poi possiamo discutere se una punizione è adeguata e di come sia sospetta la stessa pena a tutti indistintamente, ma quello lo lascio a chi lo fa di lavoro e ne sa e capisce più di me.

  7. Ho 17 anni e non capisco un ca(volo).
    Quello che cerco di dire (se ci riesco) è che sì, è giusto aspettare le mmotivazioni della sentenza, sì, potrebbe esserci stata una comunicazione non correttissima, sì, gli scienziati avrebbero dovuto dire che, come i terremoti non si può prededere che avvengano, così non si può prevedere che non avvengano …
    Ma basta questo a giustificare una sentenza così “dura”? E come mai insieme agli scienziati non finiscono in galera anche gli altri che hanno “contribuito” (a voler essere buoni) alla comunicazione non correttissima?

    So solo che per me lo scienziato riveste il ruolo di supereroe (son ben strano io).
    Non tanto per suoi reali superpoteri (che non ha), quanto perchè in grado di cercare, studiare, verificare, inventare, spiegare…
    E’ colui che permette alla Conoscenza di diventare democratica e alla portata di tutti (più o meno).
    Certo che un supereroe (uno di quelli “buoni”) in galera ha un che di contraddittorio.
    Ora chi lo dice ai miei coetanei che i supereroi non sono i calciatori, i cantanti, gli attori, i politici, i magi(strati)…?

    Ci si riempie la bocca di paroloni quando si parla di “educazione”, di quali dovrebbero essere gli “esempi” migliori da seguire per i giovani e via così.
    Come ho scritto, io non capisco un ca(volo), ma che esempio può dare uno che finisce in galera?
    Siete voi (voi adulti) quelli che “costruite” (nel vero senso della parola) gli esempi da seguire, voi avete il “potere” (che tenete ben stretto) per farlo, noi possiamo solo farci modellare o ribellarci (sarebbe meglio).

    Beh, a me questa cosa del capro espiatorio fa proprio schifo, si prende chi tra “gli interessati” è più debole e gli si da addosso, dimenticandosi completamente che di responsabilità ce ne sono a vari livelli, alcune delle quali molto più gravi di quelle imputate al gruppo di scienziati.

    Questo è un precedente pericolosissimo ed il messaggio che ne esce fuori è distruttivo:
    se in galera ci vanno gli scienziati, insieme a loro ci va a Scienza ed in un paese come il nostro in cui questa è già poco “considerata”, l’effetto ottenuto sarebbe devastante.

    Poi non ci lamentiamo se la Conoscenza rimane solo un optional di pochi “coraggiosi”.
    Che studio a fare? Mi conviene dare calci ad un CAZZO di pallone!

    1. marco, mi hai davvero commosso.
      purtroppo gli scienziati non sono supereroi (e anche a me dispiace molto: almeno avrei qualcuno di cui fidarmi ciecamente). lo si scopre verso la tua età ed è abbastanza normale restarne delusi.
      sul resto sono d’accordo con te.
      (anche se, da adulta, devo dirti che invece devi tornare a studiare).
      ti prometto che combatteremo insieme per un paese migliore.

  8. la sentenza, con le motivazioni ancora da rilevare, di fatto condanna e penalmente. come mai l’unico vero imputabile e anche d’ufficio non viene minimamente scalfito da tutte queste morti? anche le cariole alla fine hanno motivo di essere additati se uno cercasse questo: per allarme procurato ergastolo come la storia ci insegna e la pratica pure, il mancato allarme di qualcosa indimostrabile 29 anni trattabili/7. l’unico attore di omissioni e responsabolità di ogni sorta, procedibile d’ufficio se si volesse e allo stato di fatto a prescindere dalle forti scosse o meno è il sindaco. oculatamente distolto da ogni accusa, forse per paura del linciaggio? per partito preso? per similitudini allora, come vediamo.. sentiremo come campano le motivazioni in pasto alla comunità scientifica mondiale e civile il che non significa inetta ma doppiamente danneggiata sia da omissioni che velleità. unici aventi diritto di riscatto è chi è morto per questo maggiormente le cose semplificate per dare in pasto qualcuno al popolo non è accettabile ma anzi. (fateci caso dell’opinione pubblica, ha additato la protezione civile da sempre, subito e a prescindere, ovvio cercare teste lì nel mazzo.. populismo politico, meschinità. i dottori della Giustizia si staranno rivoltando nelle tombe.

  9. Infatti io credo tanto alla scienza quanto alla giurisprudenza, ma siccome sono un’ umanista credo soprattutto a tutto il bene e tutto il male degli esseri umani. E in quest’ ottica non è inconcepibile che uno scienziato serio, anche una brava persona nella vita, si ritrovi ad essere il burattino di qualcun altro che però sotto processo non ci finisce per questo. Per questo motivo trovo che 6 anni siano davvero molti, ma credo anche come tutti, chi sconfortato, chi cinico e chi realista, che alla fine i gradi successivi di giudizio annulleranno la sentenza e nessuno farà un giorno di galera. Da un punto di vista simbolico per gli aquilani invece questa sentenza è molto importante, perché rimette sulla tavola il concetto di responsabilità personale per quello che fai. Certo, i sei anni li danno ai capri espiatori che se vuoi hanno fatto uno sbaglio. Non ci fosse stata subito la botta forte, non succedeva niente, ma sono morte 309 e più persone e per forza si scatenano dei collegamenti: causa effetto.

    Quindi c’ è sempre una concomitanza di eventi per cui decidi di firmare un verbale che forse non hai mai scritto o avallato o ne condividi i contenuto,è sempre per più motivi che decidi di dormire in casa o in macchina e si fa un processo con dei capi d’ accusa che no sono quelli che la stampa riferisce.

    E grazie per avermi permesso di dire pacatamente queste cose perchè come tutta una serie di amici sono due giorni che stiamo fuori dalla grazia di dio a leggere cosa si scrive e sinceramente che uno come Odifreddi dedica un post severo alla questione partendo dall’ assunto sbagliato in prima riga, mi aveva un po’ tolto la fiducia nel metodo scientifico.

    1. Non posso che concordare, e mi pare incredibile che i media nazionali parlino di condanna della scienza, quando dovrebbero spiegare qual era l’oggetto del processo. I sei scienziati non erano gli unici presenti in quella stanza? Certo, però erano loro i protagonisti, i giornalisti erano stati invitati per sentire “la voce della scienza”, non i politici, non i dirigenti della protezione civile. Sono stati strumentalizzati, ma si sono fatti strumentalizzare volentieri mi pare: non c’era nessuna ragione per cui un organismo tecnico si prestasse a un evento mediatico, suscitato con il preciso scopo di tranquillizzare la popolazione. Se i sismi non si possono prevedere, allora non si può tranquillizzare nessuno, questo avrebbero dovuto rispondere a chi gli proponeva la conferenza stampa. Hanno preferito rischiare e, come si dice, gli è annata male, a loro e a qualcuna di quelle 300 persone morte perché si son sentite rassicurate dalla “voce della scienza”. Cosa può succedere adesso? Nessun sismologo andrà più in tv? Beh, io non mi strapperei i capelli: tanto non potrebbero rispondere all’angosciosa domanda dei telespettatori, cioè di noi tutti se colpiti da uno sciame sismico: quando finirà? E come?

  10. “Non sono di quelli che pensano che la scienza debba essere l’unico sistema di conoscenza del mondo (mi piacerebbe molto che lo fosse, ma so di non poterlo imporre a tutti).”

    A parte il fatto che quanto detto fra parentesi contraddice quanto detto subito prima…

    Non so se lei si rende conto che questa visione è, diciamo… sotto sotto abbastanza fondamentalista. Se lei sostituisce la parola “scienza” con “la mia religione” si rende conto che la frase potrebbe essere benissimo pronunciata da un fondamentalista religioso, il quale realisticamente si rassegna al fatto che “non può imporla a tutti”, ma da bravo fondamentalista, se solo potesse imporlo, lo farebbe eccome! Lei farebbe dunque la stessa cosa con la sua religione che lei chiama scienza: non lo impone non perchè pensa che imporlo sia di per se una cattiva cosa, una violazione della libertà altrui, ma perchè sa di non potersi illudere di poterlo fare: decisamenta fondamentalista.

    Anche io sono stato in passato appassionato di astronomia, e sono laureato in una disciplina scientifica. E mi duole molto vedere persone che sbandierano il proprio amore per la scienza… ma ne fanno di fatto un’altra religione culturalmente fondamentalista, anche se non violenta nei fatti.

    Vede io sono cattolico, e credo come tutti i cattolici, che solo la religione cattolica sia quella vera, che valga la pena essere creduta. Tuttavia spero e confido che le genti possano accogliere questa verità nella più assoluta libertà, e non mi rammarico affatto di non poterla imporre: Dio infatti non ci impone nessuna religione, ci invita solo ad accolgierla, come potrei dispacermi di non poterla imporre? Lui, se volesse davvero potrebbe in attimo obbligarci tutti alla conversione, e invece ci lascia liberi. Lo trovo molto bello. Si mantenga libera anche lei.

    1. ci riprovo.
      non sono di quelli che pensano che la scienza debba essere (debba essere) l’unico sistema di conoscenza del mondo.
      perché sono realista.
      e so di non poter imporre la scienza a tutti.
      (e quanto mi piacerebbe… però la scienza non è una religione: non ha mai impugnato le armi, non può fare crociate, e semmai ha messo insieme gente di culture e nazionalità diverse. e quindi, mi piacerebba ma devo rassegnarmi. non si può).
      chiaro, adesso?

  11. @fab “Dio infatti non ci impone nessuna religione, ci invita solo ad accolgierla, come potrei dispacermi di non poterla imporre?” ah si? io mi ricordo un vecchio testamento truce e sanguinoso e non mi pare che li ci sia un Dio che lascia libertà di pensiero religioso…
    Mentre la scienza ha un solo modo di “imporsi”: libertà e convincimento basato sui fatti. Solo che ci vuole una mente abbastanza aperta…

    @Marco: questa sentenza non crea alcun precedente, qui in Italia non esistono sentenze con valore di precedente (al massimo lo sono le sentenze della Cassazione e o della Corte Costituzionale), ma ogni caso è storia a se. E gli scienziati non sono super eroi, per quanto bene gli voglia e per quanto io sia totalmente affascinato dalla scienza, gli scienziati sono persone come tutte le altre, nel bene (tantissimo) e nel male.

    @Carmine Sanseverino: una Commissione sui rischi non ha il compito di prevedere nulla, ancor meno in caso di terremoti. Ha il compito di valutare il rischio e fornire pareri. E da medico si potrebbe trovare nella situazione in cui non sa che malattia abbia il paziente ma sono sicuro che avrà qualche consiglio da dargli per vivere meglio, anziché dirgli “veda lei cosa fare, non ne so nulla”.

    Infine @Silvia: messa così quella frase ha più valore e purtroppo si, spesso un’intervista fa molto, ma se pensiamo che Berlusconi ha vinto delle elezioni pronunciando la parolina ICI negli ultimi 5 secondi di una trasmissione tv, allora possiamo anche capire quanto valore abbiano le parole degli esperti o di personalità che nel contesto vengono ritenute importanti e autorevoli. La tv fa molto e dove non arriva la tv arriva il resto dell’informazione che, in Italia, anche sulle questioni scientifiche e complesse vede in bianco e nero. Inoltre, fattore da non sottovalutare, parole abbastanza nette e rassicuranti fanno addolcire la percezione del rischio e indurre comportamenti conseguenti (ecco perché bisognerebbe valorizzare comunicatori esperti nel campo).

    Ok, pippone finito 😀

  12. La sentenza de L’Aquila rappresenta di sicuro un problema, tuttavia c’e un aspetto della vicenda che non va dimenticato: le persone che parteciparono alla famosa riunione dei “Grandi Rischi” avevano l’ordine di scuderia di “minimizzare”.

    Se e’ vero – e lo e’ – che la scienza, oggi, non puo’ dire con certezza quando ci sara’ un terremoto, minimizzare possibile rischi – seppur imprevedibili – e’ un comportamento non scientificamente corretto.

    La riunione in questione era stata preceduta da questa telefonata:

    “Sono Guido Bertolaso…”. La Stati: “Che onore…”. Bertolaso: “Ti chiamerà De Bernardinis il mio vice, perché gli ho detto di fare una riunione lì all’Aquila domani, su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni… Eccetera…”. Ancora Bertolaso: “La cosa importante è che domani… Adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo… ma vengono Zamberletti (l’unico che poi non parteciperà, ndr), Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto in Italia. Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura… Decidete voi, a me non me ne frega niente… In modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale… sono fenomeni che si verificano… meglio che ci siano cento scosse di quattro scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male… Hai capito? (…) Tu parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, poi fatelo sapere (alla stampa, ndr) che ci sarà questa riunione. E che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te… facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia”. La Stati: “Va benissimo…”. ( Fonte-L’Espresso)

    Last but not least, a proposito della famosa intervista in tv di cui diverse persone hanno scritto in post precedenti. Debbo dire di essere d’accordo con loro. Se uno scienziato in TV dice che non c’e’ motivo di preoccuparsi, questo diventa “la verita’”. Non dimentichiamoci che, in Italia, la tv rappresenta – secondo dati ufficiali — non soltanto la fonte piu’ importante di notizie per una maggioranza d’italiani ma, sempre per una maggioranza, anche l’unica.

    1. 1. quella è una telefonata tra bertolaso e stasi e nessuno dei due oggi è sotto processo. quindi? il processo è giusto? attenzione alla mira.
      2. non c’era nessun ordine di scuderia. c’era de bernardinis che è stato convinto a fare quello che lì si dice. e gli altri sei?
      per favore, non tiriamo fuori ipotesi complottiste. non hanno nessun senso.
      c’è stato il tentativo di far dire una stronzata a gente che quella stronzata non l’ha mai detta. perché devono pagare questi ultimi al posto dei primi?

    2. Scusi Silvia, ma nel suo caso non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Quali sarebbero le “ipotesi” complottiste? Qui non c’è nessuna ipotesi: Bertolaso dice testualmente che l’operazione è mediatica, con l’obiettivo di tranquillizzare la popolazione. Che c’entra la scienza? La sismologia ha come oggetto calmare le popolazioni che subiscono uno sciame sismico? Bertolaso non è sotto processo perché lui alla riunione non c’è andato, quindi la tv non lo ha ripreso, quindi non ha materialmente tranquillizzato nessuno. E perché non c’è andato? Lo dice lui, per tranquillizzare la gente servono gli scienziati, i migliori d’Italia. Quindi se anche non sono stati loro a bersi il bicchiere di vino, a dire dello scarico di energia, erano lì, e non hanno detto: eh no, questa è una solenne minchiata. Hanno avallato De Bernardinis implicitamente: lui tranquillizzava, e gli altri dietro ad annuire. Cosa c’entra la scienza in tutto ciò? Queste persone sono state manovrate, certo 6 anni sono molti, certo omicidio colposo è forse un’imputazione troppo forte, ma non si può far finta che non abbiano una certa dose di responsabilità. Se la tv non contasse nulla, beh nessuno farebbe carte false per impadronirsene. Non si è per caso accorta che la prima cosa che si fa durante un colpo di stato è assaltare la televisione pubblica per impadronirsene?

    3. Caro Giovanni, vorrei farti notare che qualsiasi cosa la commissione abbia detto, non avrebbe potuto far altro che dire che non c’erano dati per presumere un eventuale terremoto con sicurezza. Che poi l’abbian fatto usando una teoria sballata o no, beh allora dovremmo metter sotto processo la loro autorevolezza scientifica e quella di chi li ha messi li, ma non puoi dargli la colpa della morte di 300 persone. Comunque, come altri fan notare, han fatto uso dei media quando il loro ruolo non e’ quello di comunicare direttamente alla popolazione mi pare. Il mezzo usato (mediatico) mi pare oltre le loro competenze. Un po alla cazzo, son stati al gioco. Si son fatti trascinare. Per questo reato (amministrativo?) secondo me e’ giusto che paghino (ma non dicerto per omicidio colposo). Anche forse per insegnare agli scienziati (io faccio ricerca) a capire che le proprie parole hanno un peso maggiore quando si assumono delle responsabilita’. Cosa che in ambito accademico, non sempre accade. Comunque, qua si da per scontato che abbiano tranquillizzato la gente. Non vedo come lo possano dimostrare. E ripeto che in ogni caso, quella era l’unica cosa che potevano dire, con quello che sapevano. Ma poi la gente si tranquillizza con la tv? allora mettiam sotto processo la tv!

  13. @carmine il paragone con il medico non è corretto. Sebbene nemmeno un medico possa dire in base ai sintomi elencati da Silvia (paziente obeso, iperteso, ipercolesterolemico, con una familiarità importante per le cardiopatie di origine ischemica) quando avrà un infarto, i sintomi elencati sono fattori di rischio che aumentano le probabilità di avere un infarto.
    Con i terremoti non funziona così. Lo sciame sismico non è un sintomo del terremoto, non è un fattore di rischio. Dopo uno sciame sismico non è più probabile che ci sarà un terremoto, così come un terremoto potrebbe accadere senza alcuno sciame precedente.
    L’unico fattore di rischio è lo studio del territorio e delle attività sismiche storiche, per stabilire se la zona è su una faglia e quindi a rischio sismico.
    Se la medicina fosse paragonabile allo studio dei terremoti allora avresti ragione tu, non si potrebbero dare cure in base a sintomi specifici ma solo vaghe indicazioni di buona condotta. Che è l’unica cosa che si può fare nel caso dei terremoti. Dare indicazioni di buona condotta, cioè costruire case antisismiche. Di più non si può fare, la scienza non può dare risposte che non ha.

  14. C’é un altro pezzo della telefonata di Bertolaso interessante:

    B: Però devi dire ai tuoi di non fare comunicato dove non sono previste altre scosse di terremoto, perché quelle sono cazzate, non si dicono mai queste cose quando si parla di terremoti.

    S: Va benissimo.

    B: È uscita un’agenzia che dice ‘non ci saranno altre scosse’, ma questa è una cosa che non si dice mai, Daniela, neanche sotto tortura.

    S: Io guarda, Guido, non lo sapevo e mi scuso per loro perché ecco in questo momento dalla Giunta.

    B: Figurati, non c’è problema, però digli che quando devono fare comunicati parlassero con il mio ufficio stampa, che ormai ha la laurea honoris causa in informazione in emergenza e quindi sanno come ci si comporta in modo da evitare boomerang perché se tra due ore c’è una scossa di terremoto, che cosa dicono i tuoi?

    S: Li chiamo subito.

    B: Il terremoto è un terreno minato, bisogna essere prudentissimi. Comunque questa cosa la sistemiamo. La cosa importante è che adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo, ma vengono Zamberletti, Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto d’Italia. Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che è più un’operazione mediatica, hai capito?

    Bertolaso con queste parole probabilmente ricorda quanto successo a Barberi con il terremoto dell’Umbria. Non capisco quindi come mai sia dalla riunione sia uscito fuori un messaggio tranquillizzante riguardo alle scosse.

  15. Silvia dovresti aggiungere alle tue analisi l’arretratezza negli studi ed azioni di prevenzione a cui Regione ed Enti Locali sono deputati per legge che la cosiddetta commissione grandi rischi ha avuto difronte. Alcuni componenti della commissione hanno contribuito a determinare la pericolosità sismica dell’aquila che poi è diventata legge a fronte di un consiglio comunale che in blocco ne ha votato la declassificazione. Questo è con tutto il rispetto degli aquilani e degli abruzzesi (sono abruzzese) il contesto culturale nel quale si sono trovati. Una Regione che ha sempre bocciato (ci sono i documenti) ogni proposta di un servizio sismico-geologico, che non ha mai creato un sistema di protezione civile, che ha speso 5 milioni di euro in studi sulla vulnerabilità sismica degli edifici e non ha mai utilizzato tali studi, una provincia che in solo tre secoli vanta il record di morti (40.000) per terremoto in rapporto alla densità di popolazione che non ha geologi nel suo organico, non ha un piano di emergenza, un ufficio preposto alle sole attività di protezione civile, che per poter capire lo studio di Gaetano De Luca sull’amplificazione sismica a l’Aquila lo commissiona ad altri, che non ha mai eseguito studi sulla pericolosità sismica della provincia (microzonazione sismica o altro), un Comune che non ha geologi in organico che non ha un servizio di protezione civile a tempo pieno, che addirittura autorizza a costruire edifici poi crollati con il terremoto senza il deposito della pratica al Genio Civile per i controlli (vedasi sentenza De Angelis) e poi che vota la declassificazione sismica del territorio e….tanto altro. Per quanto riguarda Bertolaso non capisco come mai non si cita il rimprovero alla Stati per evitare il comunicato rassicurante della regione…lui voleva zittire i ciarlatani che tranquillizzavano e quelli che allarmavano…tramite una operazione mediatica cioè di comunicazione all’esterno che è stata una delle più disastrose della storia…altro che vantare lauree ad onoris causa per questo.

  16. Ma come è possibile emettere una sentenza senza aver GIA’ BEN chiare (e quindi ben vagliate, discusse e infine scritte) le motivazioni ?? Perchè le “motivazioni” vengono divulgate dopo (molto) tempo ?
    La malattia di cui scriviamo si chiama “ItaGlia” o “ignoranza”: hai presente le prostitute ? ridono sempre, ridono per non piangere, proprio come gli italiani, contenti del loro status calcistico, provinciale, pizza e mandolino ;-)))
    Saluti all’ottima Silvia 🙂

  17. Rispondo separatamente agli amici che hanno letto e commentato le mie riflessioni circa la sentenza dell’Aquila: Per Daniele che scrive: “una Commissione sui rischi non ha il compito di prevedere nulla, ancor meno in caso di terremoti. Ha il compito di valutare il rischio e fornire pareri.” Gli ricordo che dal Sito della Protezione Civile circa la Commissione Grandi rischi si legge: “La Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi è la struttura di collegamento tra il Servizio Nazionale della Protezione Civile e la comunità scientifica. La sua funzione principale è fornire pareri di carattere tecnico-scientifico su quesiti del Capo Dipartimento e dare indicazioni su come migliorare la capacita di valutazione, previsione e prevenzione dei diversi rischi.
    Ha ridefinito l’organizzazione e le funzioni della Commissione il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 ottobre 2011 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2011.
    La Commissione si articola in un ufficio di presidenza e cinque settori di intervento che riguardano il rischio sismico, il rischio vulcanico, il rischio meteo-idrogeologico, idraulico e di frana, il rischio chimico, nucleare, industriale e trasporti e il rischio ambientale e incendi boschivi. Ogni settore è rappresentato da un referente ed è composto da rappresentanti dei Centri di Competenza e altri esperti.”
    Come vedi anche se la logica ti dice che mai un organismo deve PREVEDERE un terremoto, purtroppo è quello che si chiede ad una commissione di questo tipo. Il termine previsione ricorre due volte nei compiti minuziosamente descritti della commissione stessa. Si dirà che ciò è illogico: verissimo. A maggior ragione se chiamano te o me a far parte di una qualche commissione (ho fatto parte di numerose commissioni di vario tipo nella mia attività professionale) e riscontriamo una palese illogicità nei compiti di questa commissione abbiamo il dovere di denunciarlo e di uscire dalla commissione stessa. Se accettiamo di restarci per supeficialità o altro non siamo delle persone corrette e poi dovremo accollarci TUTTE le conseguenze derivanti da questa scelta scellerata.

  18. Rispondo separatamente agli amici che hanno letto e commentato le mie riflessioni circa la sentenza dell’Aquila: Per Silvia: Il paragone non è calzante. Le cause dell’infarto si conoscono, sono controllabili con vari test diagnostici anche PRIMA che si presenti l’infarto stesso (test da sforzo, coronarografia, scintigrafia, ecc.) certo non si sa quando e quale sarà l’estensione dell’area infartuata ed altri dettagli. Nel caso dei terremoti non si sa nulla su come prevedere un certo rischio per una certa area geografica, non ci sono test in grado di dirlo, gli sciami sismici non sono considerati elementi premonitori (se saranno o no seguiti da una scossa da qui a mille anni, molto di più della durata della vita di decine di generazioni). C’è solo una previsione basata su dati storici e per analizzarli non c’è bisogno di fisici o geologi ma, appunto di storici, di esperti, quindi di scienze umane. Per quanto riguarda l’esposizione mediatica di una commissione, bisogna stare attenti, perchè quando si parla a tutta la popolazione e non in ristrette platee quali quelle di congressi scientifici, le parole hanno un peso molto, ma molto diverso, e vanno soppesate con attenzione. La popolazione crede molto più facilmente a quello che vuole sentirsi dire: sarà cioè più disposta a credere che può continuare a vivere la sua vita di sempre (quindi tornare a casa propria, ad esempio) che a credere in chi gli dice che dovrà continuare a trascorrere un periodo di disagio perchè in ogni caso i terremoti non si possono prevedere. Così come in politica si è creduto molto più facilmente alla facile riduzione delle tasse, ai posti di lavoro crebili dal nulla, all’ottimismo, piuttosto che ai sacrifici ed all’impegno personale ….. Circa l’importanza del mezzo televisivo altri hanno esposto più brillantemente di me le stesse cose che avevo in mente di dire.

  19. Rispondo separatamente agli amici che hanno letto e commentato le mie riflessioni circa la sentenza dell’Aquila: Per Luca: Forse non ti sei reso conto ma mi hai dato ragione, il paragone con il paziente obeso, ecc. non è mio ma di Silvia. Io ho detto le stesse cose che dici tu e cioè che una Commissione del genere, come ho scritto nel post precedente non ha ragione di esistere, si deve limitare a dire di analizzare gli edifici e non a fare improvvide ed antiscientifiche previsioni (che invece ha, tra le righe, fatto, procurandosi, poi, la condanna dei giudici.

  20. COMUNQUE POSSIAMO ESSERE TUTTI D’ACCORDO SU UN PUNTO: NON C’E’ NIENTE DA FESTEGGIARE, SOLO 309 MORTI DA RICORDARE …..

  21. Cara Silvia e cari tutti, sono Paolo, aquilano dal 2008 ma di origine milanese. Ho vissuto con la mia famiglia (moglie e 2 figli piccoli) il terremoto del 6 aprile 2009. Bè…io dopo la scossa delle 23 ho avuto parecchia paura, ho parlato con mia moglie e ci siamo detti “si ma hai sentito cosa hanno detto gli scienziati?possiamo dormire tranquilli dai…andiamo a letto”! risultato: casa semi-crollata, macerie a meno di un metro (fortunatamente) dal letto di mio figlio di 3 anni, un trauma che ci porteremo dentro x il resto della vita e tanta tanta rabbia!
    Io non ho gioito per la sentenza, sono certo che non ci sia stata malafede dietro le parole degli scienziati che HANNO SBAGLIATO a tranquillizzarci dicendo quello che hanno detto ma…ribadisco, HANNO SBAGLIATO e una volta tanto se qualcuno che SBAGLIA paga anche in questo paese bè…a me NON FA PAURA cara Silvia! Detto questo sono certo che la nostra politica salverà anche loro, che nei prossimi gradi di processo saranno assolti e la sentenza ribaltata…siamo pur sempre in Italia, non dimentichiamocelo, ma già il fatto che in questo momento diverse persone, leggendo ciò che scrivo stiano pensando a quanto poco valiamo per lo Stato, x i politici e anche per gli scienziati mi fa piacere! Già…perchè uno scienziato SERIO non si fa dire dal politico di turno (leggi BERTOLASO) cosa dire o non dire in una situazione così delicata…e se accetti questi dictat accetti anche la responsabilità che poi ne possono derivare…condanne comprese!
    Resto dell’idea che la vita di 309 nove persone vale più di 6 anni…molto di più!
    ciao Paolo

    1. caro paolo, grazie per aver scritto la tua storia e il tuo pensiero.
      non è la prima che sento: all’aquila sono stata, per lavoro, quindi anche per raccogliere testimonianze, diverse volte dopo il terremoto. sono stata dentro la zona rossa con chi aveva appena perso tutto, ho parlato con quelli di onna, sono stata a vedere le case crollate (e così via).
      credo anch’io che sia giusto (e molto umano) cercare un colpevole, o almeno avere un responsabile.
      sono però ancora convinta che qui ci stiano dando i responsabili sbagliati.
      o meglio: quei sette non hanno tutti le stesse responsabilità. uno, per esempio, non è nemmeno parte della grandi rischi e non lo era allora (era lì perché gli avevano chiesto un favore, dimmi tu). un altro, invece, era vice capo della protezione civile e ha riferito cose insensate rispetto a una riunione che non si era ancora tenuta! nel mezzo ci sono cinque persone con vari gradi di responsabilità e di colpa.
      ma dare a tutti la stessa pena fa suonare questa sentenza più come una ricerca di qualcuno (capri espiatori di vario ordine e grado) da dare in pasto agli italiani affamati di voglia di capire e di punire, piuttosto che una vera ricerca della giustizia.

      tra i sette, infatti, non c’è il grande architetto della grande operazione mediatica (quello che tu chiami politico di turno), che peraltro aveva il bisogno (e la presunzione) di evitare il panico di qualche centinaio di migliaia di abruzzesi sobillati da un sedicente scienziato veggente (leggi questo post di marco, appena uscito: http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/10/28/il-veggente-di-coppito/).
      e non ci sono i politici.

      ci sono i membri di una commissione tecnica che ha il compito di riferire (e lo fa da anni: mica aveva cominciato quel giorno lì) che cosa sta succedendo in una certa zona e come, ma non ha il potere di decidere niente in merito a come questa informazione viene trasferita al pubblico. quello è compito della protezione civile e degli amministratori locali, che lo hanno fatto nel modo che sappiamo. tra l’altro, la mappa di pericolosità sismica del paese (la trovi sul post di marco di cui sopra) è del 2004, ma sono state le amministrazioni locali che in Abruzzo, come in Emilia e chissà dove (lo scopriremo alla prossima botta), a decidere che la classificazione scientifica poteva essere trasformata in una legge più permissiva per i costruttori.
      insomma: se vogliamo i responsabili, forse dobbiamo rivolgerci a quella politica così arruffata e al manovratore di operazioni mediatiche, che oltre ad aver messo in mezzo qualche scienziato di passaggio, ha trattato gli aquilani da imbecilli. e forse ha avuto l’arroganza di non dire mai ai cittadini quello che invece sarebbe giusto che sapessero: un terremoto forte non può, non può, essere previsto indicando con certezza il luogo e il momento (unica informazione che sarebbe davvero utile, e che nemmeno il veggente di cui sopra si azzarda a dare, se non a posteriori) ma che in una zona così come in molte altre parti di italia può arrivare da un momento all’altro. sciame sismico o no, leggi regionali o no, riunioni o no.

  22. Cara Silvia, grazie per aver risposto così celermente alla mia osservazione! Verissimo, Bertolaso si trovava nella scomoda (o comoda??) situazione di dover cercare di calmare le acque in seguito alle “denunce” di Giuliani che effettivamente stava provocando il panico generale qui tra noi. Personalmente non ho mai creduto a nulla di quello che Giuliani andava e va raccontando in giro…ho sempre ascoltato i VERI ricercatori e scienziati, quelli che mi hanno appunto detto “tutto tranquillo, stai in casa!!!”. Non concordo sul fatto che non abbiano la stessa responsabilità, se fai parte di una Commissione e ne firmi il verbale (casualmente scritto o RISCRITTO giorni dopo!), significa che hai le capacità per poter ricoprire quel ruolo e quindi ne hai anche la responsabilità! qui a L’aquila non si cerca il monsieur Malaussene della situazione, si cerca solo di non passare ANCORA per fessi, per stupidi, per caproni. Verissimo che gli Enti locali hanno e avevano ENORMI responsabilità che la magistratura sta indagando (Bertolaso stesso ha un processo a parte…non è vero che lui non rientra nel calderone, solo che lui non c’era nella COMMISSIONE GRANDI RISCHI e quindi non rientra nel processo di cui discutiamo ma a giorni toccherà anche a lui passare in giudizio…grazie a DIO!), però è anche vero che per lo meno il Sindaco aveva emesso l’ordinanza di chiusura delle Scuole, che stando alle RASSICURAZIONI della C.G.R. avrebbe potuto non firmare…o sbaglio?Poi sul fatto che in città non fosse previsto un serio piano di emergenza, che non vi fosse stata la necessaria e sufficiente prevenzione è un altro discorso che speriamo venga comunque accertato. Ma ad ognuno le proprie responsabilità…punto e basta! non capisco perchè si debba cercare di salvare l’insalvabile, di dare SEMPRE le colpe ad altri, di cercare la “nipote di Mubarak” di turno da salvare per poi dire che non sapevamo non lo fosse veramente e quindi accusare i magistrati di malafede perchè non ci credono…basta, o ci continueremo a far ridere dietro dal mondo intero! Un’ultima osservazione: se la Commissione avesse dichiarato che I TERREMOTI NON SI POSSONO PREVEDERE e quindi che anche il NON terremoto si può prevedere (cosa che invece hanno fatto tranquillizzandoci!) avrebbero fatto il loro lavoro SERIAMENTE e non sarebbero stati sotto inchiesta ed ora condannati. Da un grande potere derivano grandi responsabilità….
    Ciao Paolo

  23. La storia che “i terremoti non si possono prevedere quindi anche i non terremoti non si possono prevedere” è una palla. È un sofisma logico, che funziona solo assegnando alla parola “prevedere” lo stesso significato in contesti differenti, in cui ha significati differenti.

    Non so le motivazioni della sentenza, ma mi son letto quelle dell’accusa, e commento le cose scritte lì. Uno dei condannati ha “previsto” che la zona aveva una delle probabilità più alte d’Italia di un sisma distruttivo negli anni successivi. E IN QUELLA RIUNIONE ha ribadito che (1) non era cambiato niente, e (2) che in caso di scossa forte, lì sarebbe venuto giù tutto.

    Questo è rassicurare? Ma il fatto che quelle scosse non cambiavano significativamente la situazione che non si poteva dire (perché non si può dire) che una scossa distruttiva fosse imminente viene considerato “contraddittorio” con quanto affermato sopra. Addirittura si considera “contraddittorie” le affermazioni (che per me scienziato sono invece sostanzialmente identiche) che ogni previsione (di una scossa imminente) non può essere basata su dati scientifici, e quella che non è possibile fare previsioni. Quest’ultima vien considerata addirittura autocontraddittoria, perché in sé è una previsione.

    Certo, non si critica l’incapacità di prevedere i terremoti. Ma (almeno per l’accusa) si considera una colpa fare affermazioni che cercano di delimitare quel che si sa e quel che non si sa. Affermazioni che sono chiarissime per qualunque scienziato.

    Poi sulla comunicazione. La riunione era a porte chiuse, Nessuno dei presenti è finito in televisione, eccetto chi ha comunicato come sappiamo, in una TV locale, in una trasmissione che probabilmente nessuno degli “scienziati” aveva modo di vedere. Come dovevano comunicare gli scienziati? In che circostanze? A chi? Su che piattaforme comunicative? Me lo chiedo, onestamente, visto che potrei un giorno trovarmi in quelle circostanze, e non avrei saputo, onestamente e con tutta la mia buona volontà, fare di meglio.

  24. Ecco la lettera che l’ISSO (International Seismic Safety Organization) ha inviato nei giorni scorsi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Gli scienziati firmatari, dopo aver valutato attentamente la situazione processuale, esprimono sostegno alla sentenza, emessa dal Tribunale di L’Aquila e manifestano l’auspicio di poter cambiare la situazione in Italia, con maggiore responsabilizzazione delle Istituzioni sulla valutazione del rischio sismico e sulla comunicazione del rischio alla popolazione.

    ——————————————————————————–

    Oggetto: Atto d’accusa e sentenza di condanna in primo grado dei membri della ”Commissione Grandi Rischi” (CGR) italiana

    Egregio Signor Presidente,

    siamo molto preoccupati per le forvianti informazioni diffuse da alcune organizzazioni scientifiche, da alcune riviste e da alcuni quotidiani sulla sentenza di condanna in primo grado dei membri della “Commissione Grandi Rischi” (Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi, CGR) italiana, che si riunirono a L’Aquila il 31 marzo 2009.

    La disinformazione su tale argomento ha deliberatamente indotto la comunità scientifica e l’opinione pubblica a ritenere erroneamente che le motivazioni del rinvio a giudizio dei componenti della CGR consistano nell’aver essi “fallito nel prevedere il terremoto”; questa interpretazione erronea può influenzare la comunità scientifica e l’opinione pubblica contro una sentenza pronunciata nel nome del popolo italiano.

    Una lettera firmata da oltre 5.000 esponenti della comunità scientifica internazionale era stata inviata alla Sua attenzione già prima del rinvio a giudizio, sulla base di questo falso assunto.

    Abbiamo osservato, con disappunto, che tale erronea posizione persiste anche ora che il processo al Tribunale de L’Aquila, lungo e doloroso, ha portato alla condanna in primo grado di tutti i componenti della CGR. Ci sembra che coloro che hanno preso posizione contro la sentenza non abbiano capito, e forse neppure letto, le motivazioni dell’accusa, dimostrando, fra l’altro, assai poco rispetto per il sistema giudiziario italiano. Noi, invece, siamo convinti che la sentenza abbia messo in luce delle precise responsabilità dei componenti della CGR, che sono stati accusati non per non aver saputo prevedere il terremoto, bensì per aver voluto convalidare una previsione di “non rischio” in corso, nonostante alcuni di questi scienziati avessero precedentemente pubblicato articoli in cui sostenevano il contrario sulla situazione a L’Aquila. Inoltre, la mancanza d’indipendenza di giudizio della CGR, che ha rilasciato dichiarazioni in linea con il Dipartimento della protezione civile (situazione desumibile dall’intercettazione telefonica pubblicata sul sito web de La Repubblica), dimostra che il rapporto tra il mondo della ricerca e le istituzioni preposte alla salvaguardia della popolazione deve essere rivisto. Il processo è stato pubblico ed è accuratamente documentato nei registri giudiziari. La documentazione processuale già disponibile dimostra che non si è messa in discussione, né tantomeno attaccata, la scienza. La Pubblica Accusa (le cui argomentazioni sono esposte nella requisitoria scritta dei pubblici ministeri, dott.ssa Roberta D’Avolio e dott. Fabio Picuti) è stata estremamente attenta e chiara al riguardo, come può testimoniare chi era presente durante il dibattimento. Lo scopo del processo è stato solo di accertare la verità, per il trionfo della giustizia, non certo di intimidire la scienza. Questo procedimento giudiziario, riguardante gli eventi de L’Aquila, costituirà un riferimento, dal punto di vista giuridico internazionale.

    Interpretandolo come un attacco alla scienza ed agli scienziati, i detrattori dei suoi esiti travisano la realtà dei fatti. Noi crediamo, al contrario, che tali esiti siano di estrema importanza per stimolare i ricercatori a “fare scienza” in modo responsabile ed imparziale, in particolare quando si tratta di indagare fenomeni naturali non prevedibili con precisione e suscettibili di gravissime conseguenze quali sono i terremoti.

    Siamo convinti che tutte le persone dotate di buon senso concorderanno sul fatto che gli scienziati, inclusi i membri del CGR, sono tenuti a rispondere delle loro azioni in modo responsabile – così come anche tutti gli altri professionisti – in materia di protezione civile. È giusto che il rispetto e l’onore concessi loro dalla comunità siano da essi ricambiati con un’attività svolta con integrità, altruismo ed onestà. Non ci sentiamo per nulla minacciati nella nostra professionalità dalla sentenza di condanna del Giudice Marco Billi del Tribunale de L’Aquila. Essa non riguarda la scienza, non è una condanna alla scienza. Siamo fortemente in disaccordo con chi paventa che, a seguito della sentenza del tribunale de L’Aquila, gli scienziati, in futuro, avranno paura di fornire la propria opera a supporto alla protezione civile. Riteniamo che una tale infondata visione sia il risultato diretto dell’errata interpretazione delle motivazioni dell’accusa e della sentenza di condanna che le ha recepite. Pensiamo che la conclusione di questo tragico evento possa rappresentare l’inizio di un percorso più virtuoso, dal punto di vista sia scientifico che etico, per il futuro dell’Italia.

    Affermiamo con enfasi che gli scienziati saranno, in futuro, più che disposti a mettere al servizio della comunità la loro esperienza, usando maggiore precauzione sia nell’analisi del rischio sia nella comunicazione alla popolazione, soprattutto per la salvaguardia della sicurezza della popolazione, alla quale dovranno essere comunque sempre comunicati, con onestà, i limiti delle conoscenze scientifiche. Siamo fortemente in disaccordo con quelle istituzioni scientifiche e con quei mezzi di comunicazione che continuano a travisare, in modo irresponsabile ed irragionevole, i capi di accusa e la sentenza del processo, influenzando il pubblico con infondati scenari. Infine, sottolineiamo che, anche se i terremoti non sono prevedibili con precisione, la politica della protezione civile può essere efficacemente indirizzata anche dai risultati dei più recenti studi sia nel settore della sismologia che in quello dell’ingegneria sismica, che tengano in considerazione l’evento massimo atteso, che può essere stimato in modo “robusto”, sia nel breve che sul lungo termine. In merito, alleghiamo a questa lettera (che Le inviamo sia in italiano che in inglese) un documento (Position Statement, pure sia in italiano che in inglese), sottoscritto da esperti internazionali, che tratta della prevenzione dei disastri associati ai forti terremoti. In ogni caso, al di là di ogni metodo, la scienza deve essere e restare libera. Restiamo a disposizione per offrire il nostro contributo di scienziati, per evitare che si ripetano in Italia, a seguito di futuri eventi sismici, conseguenze catastrofiche come quelle verificatesi a L’Aquila.

    1. Interessante. Tu sai chi sono l’Isso? Chi ne fa parte?
      Cercando su google “isso” saltano fuori 54 milioni di risultati, ma nelle prime dieci pagine l’organization non l’ho trovata (ho trovato un unico riferimento all’Isso, international seismic… ma era un articolo del messaggero che riportava questa lettera). Tra le liste di acronimi internazionali niente:
      http://acronyms.thefreedictionary.com/ISSO
      http://en.wikipedia.org/wiki/ISSO
      Allora ho fatto “isso + seismic” e sono saltate fuori cose interessanti. Si tratta di un’associazione con sede a Teramo: i soci sono effettivamente italiani e no (gli stranieri non li conosco). Trovo anche i nomi dei firmatari, tra cui Panza e Peresan, due sismologi di Trieste che qualche mese fa sono stati molto presenti nelle cronache sul terremoto emiliano (anche, però, con qualche strana polemica: http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/05/22/news/algoritmo-prevede-il-sisma-ma-l-ictp-smentisce-lo-studio-1.4960001. l’istituto di cui fanno parte, cioè, si è affrettato a smentire alcune dichiarazioni fatte dagli stessi ai giornali).
      Trovo inoltre quasi solo affermazioni sulla sentenza dell’Aquila, nessun sito dell’organizzazione e pochi altri riferimenti. Non credo di potermi esprimere.
      (Ma un’idea me la sono fatta).
      Peraltro, di lettere dall’italia e dall’estero di segno opposto a questa ne trovo un sacco (c’era chi ne aveva stilato un elenco, che però ho perso. appena lo recupero cercherò il modo di linkarlo anche qui).
      E trovo un sacco di editoriali su giornali stranieri che non sembrano in linea con questa posizione.
      La cosa più ingenua che mi viene da dire è che questa è una posizione legittima, quanto legittima è quella opposta espressa da un gran numero di international association of something.
      Un pelo meno ingenua ricorderei ai più che gli scienziati sono esseri umani e magagne, beghe, invidie e questioni personali ogni tanto inquinano il nostro dibattito (a meno che non conosciamo davvero tutti questi meccanismi, ma qui non è il mio caso, per cui non mi esprimo oltre).

    2. a proposito di isso, riporto qui un commento al blog di marco cattaneo (http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/10/22/capri-espiatori/) scritto da pino il 15 novembre 2012 alle 22:42 che spiega (secondo lui) di che cosa si tratti.
      è lo stesso pino sismologo che nei commenti al mio post successivo a questo (talkin’ about terremoto) sostiene di appoggiare la sentenza del processo aquilano.
      sebbene abbiamo due posizioni diverse in merito all’esito del processo (e guardate quante ce ne diciamo, sull’altro post) ritengo che sia una fonte ragionevolmente attendibile: nel blog di marco non è stato smentito da nessuno e le sue posizioni, lì come nel mio blog, sono sempre argomentate con ragionevolezza. insomma: non sono d’accordo con lui su quasi niente, ma leggo qui che pur trovando il contenuto della lettera condivisibile (a differenza delle enne associazioni internazionali citate in un altro commento, e non mi stupisce) conosce i personaggi coinvolti e non è affatto convinto della nobilità delle loro intenzioni.
      lo riporto fedelmente.

      “L’associazione ISSO è una trovata del tipo ‘La Stangata’. Conosco le persone e, anche se quello che dicono nella lettera non è peregrino, anzi in buona parte sottoscrivibile, le motivazioni sono purtroppo meno nobili. La notizia è stata comunque riportata con grande enfasi, nei giorni scorsi, anche da giornali molto seri, come ‘Il Messaggero’. E’ semplicemente l’inizio di una faida tra fazioni ‘rivali’ di sismologi e geologi. E’ il frutto bacato di atteggiamenti sbagliati: quelli di chi ha a tutti i costi voluto difendere l’indifendibile, coinvolgendo la comunità internazionale in un attacco generalizzato alla Magistratura per motivi di casta e di amicizia. La manovra ISSO è la risposta, anch’essa sbagliata, a questa ‘deviazione’ iniziale. Ha ragione chi dice che gli ’scienziati di tutto il Mondo’ sono distinti pensionati. Tirati nel gioco da un paio di colleghi Italiani, acerrimi nemici da sempre di molti dei condannati, che hanno costituito una fantomatica associazione con sede nello studio dell’avvocato delle parti civili. E’ una tipica manovra ‘all’Italiana’, quasi più cialtronesca della famosa riunione del 31/3/2009: si inventa una sigla, un logo con il mappamondo, e si fa l’equivalenza: alcune migliaia di scienziati ed organizzazioni scientifiche Internazionali attaccano la sentenza; altri scienziati Internazionali, però (una decina, quasi tutti pensionati), membri di una prestigiosa Associazione (posticcia, creata per l’occasione, proprio come la sala corse de ‘La Stangata’), la difendono: 1 a 1”.

      con sede nello studio dell’avvocato delle parti civili?!
      trovo anche:

      “A inoltrare la lettera alla presidenza della Repubblica è stata l’avvocato Wania Della Vigna, del foro di Teramo, che nel processo alla Commissione Grandi Rischi rappresenta undici parti civili, familiari delle vittime e studenti sopravvissuti nel crollo della Casa dello studente, e nel cui studio ha sede l’headquarter della stessa ISSO”.
      http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/?pg=1&idart=7510&idcat=1

      la questione è molto più intricata di come vuole apparire… (la mia idea me la sono fatta, ma non ve la dico perché non si sa mai).

  25. Gli articoli relativi alle lettera a Napolitano sono apparsi sui quotidiani locali abruzzesi scaricabili dalla rassegna stampa INGV:
    L’immancabile Il Centro: http://ingv.telpress.it/news/2012/11/13/2012111301698704109.PDF
    Il Messaggero:
    http://ingv.telpress.it/news/2012/11/13/2012111301695204206.PDF
    Il Tempo:
    http://ingv.telpress.it/news/2012/11/13/2012111301639404700.PDF

    E dall’AGI (Associazione Giornalisti Italiani)
    http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201211121426-eco-rt10202-terremoto_scienziati_isso_difendono_sentenza_l_aquila

    Da tali articoli si evince che l’associazione è denominata “International Seismic Safety Organization” (Isso) – con sede ad Arsita (Teramo) località della Val Fino dove da piccolo mi costrinsero a fare una colonia estiva…poche case ed un incontro ravvicinato con la vipera dell’Orsini.
    La nota è stata inviata dall’avvocato Wania Della Vigna che al processo alla CGR rappresenta undici parti civili. Il Presidente dell’associazione è l’ing. Alessandro Martelli dell’ENEA di Bologna e Lalliana Maulchin è il segretario dell’Associazione, firmatari della lettera, tra i foci fondatori e cofirmatari oltre a quelli citati da Silvia c’è l’immancabile prof. Francesco Stoppa testimone d’accusa al processo.
    Questa è la lettera:
    http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2012/11/Lettera-Presidente-8-novembre-2012.pdf
    Questo è il documento allegato:
    http://www.abruzzo24ore.tv/documents/2012/position_statement_isso_italiano.pdf

    Anche io mi sono fatto una precisa idea…ma dai su…ma che proposta è?

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