La porno addetta stampa e la scoperta dell’acqua calda: a chi servono certe non-notizie?

C’è una mia collega che è come la Croce Rossa. Parlarne male è così facile, che quasi quasi mi viene voglia di difenderla.
Insomma: è finita a fare quello che fa, con un posto di lavoro che ci sarebbe la fila (se si facessero concorsi, intendo), perché è stata raccomandata.
La sua difesa non è brillantissima. Dice: chi è che in Italia non è raccomandato? (Io, per esempio. Le uniche raccomandazioni che ho intercettato nella mia vita sono state quelle sul non prendere freddo e sul non fare cazzate, ndr). Persino gli scienziati lo sono, dice lei (beh, mica sempre. Intendo: conosco gente che si è fatta raccomandare per un posto di dottorato a quattro lire in un dipartimento universitario di nullafacenti in stile incubo-della-Gelmini. Credo che siano eccezioni, però, ndr).
Ma non è finita qua.
Lo sanno tutti da anni e lei non lo hai mai nascosto: la mia collega ha un passato di attrice e si è dedicata con profitto anche al porno soft. Qui ce la voglio a dire: chi è che in Italia non si è mai dedicato al porno soft?! E infatti si limita a rispondere: embè?! E io penso che abbia ragione. Io in passato ho giocato a calcetto, una volta mi sono rapata a zero e giro video demenziali con la gnoma production: embè?! Che c’entra con quello che faccio di lavoro?
Solo che, in questo clima di caccia alle streghe e in quest’epoca di processi al bunga-bunga, il combinato disposto di raccomandazione e porno soft forse fa un po’ più effetto del normale. Di sicuro più del calcetto.
Così oggi, dopo l’uscita dell’articolo di cui sopra (lo rilinko, via), articolo non particolarmente originale, la mia bacheca facebook si è scatenata.
Ed è per questo che quasi quasi mi è venuta voglia di difenderla. E’ stato un attimo.

Prima di oggi, nel mio ambiente ci si divideva su queste tre linee:
1. rovina la reputazione di chi fa il nostro mestiere. Ma insomma: noi ci facciamo un mazzo così per far passare l’idea della serietà nella comunicazione della scienza in Italia e poi ci vediamo scavalcati da una incompetente raccomandata, spiaggiatasi lì, in un posto nevralgico per il paese, dove toglie il lavoro a qualcuno di noi e soprattutto rende ridicoli i nostri sforzi: pensa a chi si trova davanti una ex pornostar (esagerati, ndr) se deve fare un’intervista sul terremoto!
2. va bene, va bene. Però basta parlarne male per via dei filmini osé. Se fosse un uomo?! Eh?! Quanti raccomandati ci sono tra gli uomini? Così si avvalora l’idea che una giovane e discreta che fa una carriera strabiliante deve averla per forza data via bene. Se fosse un uomo direste soltanto che è un incompetente.
3. che poi, incompetente. Quando la chiamo per cercare un numero di telefono me lo dà sempre al volo. Certo, i suoi comunicati… E certo, la comunicazione normale (quella al di fuori delle condizioni di emergenza)… Però conosco uffici stampa molto peggiori.
Insomma: vi ci voglio voi a fare un film porno, vi ci voglio.

Oggi, però, la pubblicazione di quell’articolo e dei seguenti ha reso la storia dell’addetta stampa pornosoft pubblica anche a chi non la conosceva.
Leggo i post dei miei amici facebook che non hanno a che fare con la scienza:
Certo se la nostra sicurezza sismica è affidata a gente simile (un laureato in scienze motore e una laureata in “scienze” … vabe qui mi fermo) non mi stupirei se la crosta terrestre andasse in frantumi 😀
E anche (questo è stato scritto proprio di fretta, eh):
…l’attrice nell classe dei precari…ed il prof di ginnastica che fa??…peccato che non sia un FILM col mitico Lino Banfi, Alvaro Vitali & CO…
Abitanti delle zone a rischio sismico…incorciate le dita…grattatevi i cabazizi…perchè se sperate in questa gente state freschi….
Allora mi è venuto da chiedermi: ma sarà vero che i precari dell’Ingv si sono divertiti a fare uscire, proprio oggi, questa notizia trita e ritrita per far finire la loro capo ufficio stampa nella lista dei cattivi? I precari?! Perché? E sarà vero che proprio oggi i giornalisti non-scientifici hanno appena scoperto il passato pornosoft della mia collega?
Se qualcuno avesse delle risposte, può farmele avere?
Ma soprattutto: a chi conviene fare tutto questo cancan sulla sismologia italiana con i terremotati dell’Emilia ancora lì a tirar su mattoni?
E’ possibile che per fare un po’ di scalpore pruriginoso si tiri fuori anche questa, coi rischi che comporta per l’immaginario dell’italiano medio pronto a trovare il complotto dietro a ogni sasso? E il genio inascoltato, e il professore isolato dalla comunità scientifica, e gli alieni, le trivellazioni, il prof. di ginnastica e ora persino le luci rosse: adesso vi ci voglio voi a far capire che è proprio vero che i terremoti non si possono prevedere.
Chi ve l’ha detto? Sonia Topazio? E giù di battute sulla tettonica a placche e sulle eruzioni vulcaniche.
Se non fosse pericoloso, sarebbe quasi noioso.

Fine della difesa.
Alla mensa dell’Università di Pisa lavorava uno che nel tempo libero faceva l’attore porno. Lo sapevano tutti, ma pare che questo non gli impedisse di scodellare gli zucchini con la maestria di un normale addetto mensa.
Comunque, sono d’accordo con voi: se fai il mio mestiere e lo fai con passione e senso del dovere, il calcetto e la gnoma production non compromettono poi molto la propria reputazione. Spero. Io, nel caso, ho già confessato.

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27 pensieri su “La porno addetta stampa e la scoperta dell’acqua calda: a chi servono certe non-notizie?

  1. A me non frega niente del fatto che abbia girato film porno in passato. Il problema e’ che ha il lavoro che ha perche’ (per sua stessa ammissione) raccomandata, quindi e’ passata ingiustamente davanti a gente piu’ brava e che ci sarebbe stata piu’ utile in quella posizione.

    Io non so da quanti anni si sapesse del suo passato soft-porno, e non mi interessa. Mi interessa che da oggi si sa che ha avuto una raccomandazione, e mi sembra una ragione piu’ che sufficiente per chiederne le immediate dimissioni e/o il licenziamento.

  2. Se non sbaglio il tipo della mensa di Cisanello è sposato con una pornodiva, una molto più famosa di lui. Insomma, lui era solo “il marito di”. Sì, era attore porno pure lui, ma di ‘rango’ minore. Comunque sia, le battute sul suo conto si sprecavano alla cassa dopo che ti passava il vassoio con la pasta chimica e la birra annacquata…

    Un giorno uno studente ha fatto una sparata pesante su sua moglie di fronte a lui. Molto cordialmente, lo ha invitato a tapparsi la bocca o l’avrebbe corcato di botte. Morale della favola, lui era un considerato un personaggio ‘borderline’ non tanto perché attore porno, ma in quanto marito di una pornodiva.

    Cioè, il fatto di venir considerato ‘becco’ (e pure in modo brutalmente palese, visto che il film porno secondo molti è un surrogato della realtà) oscurava l’anomalia colorita d’essere pornoattore. Quasi come quando tiri giù il 3 di briscola e l’altro ti frega con l’asso.

    E sai che per schernirlo non devi tanto prendertela col suo essere pornodivo che lavora ancora dietro i banconi della mensa, ma col fatto che sua moglie fa il lavoro che fa. Non so se, per ripicca, a sua moglie sul set rinfacciassero il fatto di essere sposata con uno che non c’è l’ha fatta a sfondare e serve ancora alla mensa.

    Due pesi e due misure. Sembra una faccenda complicata ma forse è solo sessismo. Mi torna in mente l’uomo tracagnotto di Palahniuk: nelle pagine morbose di ‘Cavie’ lui si guadagna il rispetto epico di tutti perché appare nudo in TV mentre si fa infilare delle castagne nel retto da una scimmia. Uno showman estremo. Se ci fosse stata una donna, l’avrebbero presa per una povera devastata. Tutto lì.

    Silvia, grazie per avermi ricordato questa storia e scusa per le divagazioni.

  3. Ovviamente il giudizio più importante è relativo al suo lavoro, come lo svolge? Chissà perché a me viene in mente che il lavoro di addetto stampa (come molti lavori e direi non quello di cameriere alla mensa) necessiti di competenze che la sig.ra Topazio avrebbe maturato in che contesto? Poi se uno vuole può nel tempo libero anche pubblicare foto di water/tazze 😀 basta faccia anche altro. 😀

  4. Dimenticavo.. ma come mi commenti “La differenza è che io ho un grande passato e posso riciclarmi, loro fuori dall’istituto non contano un cazzo”? grande passato e posso riciclarmi? qui… altro che croce rossa, ci vuole il divieto di caccia o meglio la consegna del silenzio!

  5. Silvia, ti offendi? Stavolta non ti ho capito, o forse non ti ho seguito bene. Il tutto è indifendibile, secondo me. Nell’ambiente lo sapevano tutti da anni delle attività pregresse della signora, che peraltro lavora meglio di tanti altri uffici stampa come dici tu (e peggio di altri ancora), ma non fregava niente a nessuno. Il problema non è il lavoro, il suo fatto di essere stata donna-soft (invece di uomo-soft) e aver girato filmini e copertine. Il problema per me è la sua difesa, molto craxiana: “Anche gli altri sono raccomandati, a partire dal presidente”. Noi, cara, stiamo chiedendo conto a te, non agli altri; dire “Anche i precari che mi accusano sono raccomandati” significa dire “sono tutti ladri, e quindi nessuno è ladro”: Se i precari sono raccomandati, e lo sei anche tu, andate cacciati tutti. Non mantenuti lì tutti.

  6. Ah, tesoriere, il colpo di genio però è questo: “E il genio inascoltato, e il professore isolato dalla comunità scientifica, e gli alieni, le trivellazioni, il prof. di ginnastica e ora persino le luci rosse: adesso vi ci voglio voi a far capire che è proprio vero che i terremoti non si possono prevedere.”
    Questo è il busillis di tutto: si parla sempre più di scienza, e se ne parla sempre peggio, sempre dei paraphernalia e delle scorie, non del cuore. Capisci perché insisto che i ricercatori (TUTTI, ma proprio TUTTI) dovrebbe alzare il loro roseo deretano e dire qualcosa di forte? E magari anche di sinistra, ma su questo faccio poco affidamento.

  7. Marco hai ragione sul roseo deretano, ma io ne vedo molti (per modo di dire) saldamente incollati alle sedie per diversi motivi (snobbismo, disinteresse, incapacità,…) per cui difficilmente diranno qualche cosa di sinistra o di destra!!

  8. E va beh: la Bencivelli è vispa e ama il paradosso e la provocazione. Un po’ concordo e un po’ no (come sempre).
    Però, però c’è un punto della difesa della nostra Topazio (il nome fa un po’ cartoni animati per bimbi) che mi sembra inaccettabile. Quando dice: “chi è che in Italia non è raccomandato?”. Lo ha già osservato giustamete sopra Marco Ferrari: ma che razza di argomento eh?!
    Insomma vogliamo dirlo che la logica ha le sue esigenze e che “due torti non faranno mai una ragione”?! Ma come, ci siamo appena liberati dei farabutti del PDL che argomentavano “tanto lo fanno tutti”… e adesso ci tocca sentire di nuovo lo stesso ragionamento?
    Io non ci sto. Se uno mi dice “chi è che in Italia non è raccomandato?” io rispondo: moltissimi. Moltissimi e di sicuro tutti i migliori. Tra cui mi ci metto anche io. Ovvio.
    A questo punto vorrei sommessamente osservare che il ragionamento “basta che sia brava” non convince. Non è vero che “basta che uno sia brava/o”. Mi importa come uno/a bravo/a è riuscito/a ad arrivare dove è arrivato/a. Il modo non è indifferente.
    In sintesi: io non mi scandalizzo perchè prima faceva la porno diva. Chi se ne importa. Mi scandalizzo e molto perchè è arrivata a fare un certo lavoro (importante, importantissimo) grazie ad una raccomandazione. Questo è il punto. Questo per me è inaccettabile non i trascorsi da porno star e non mi importa nemmeno se lei è competente oppure no. Deh.

  9. Silvia, fai benissimo ad avere dei dubbi. In fondo, uno può fare quello che vuole, anche il porno-attore. Poi scrive benissimo ed è molto preparato (e non basta avere gli indirizzi giusti), e va bene così. Però poi vai sul sito ufficiale della tizia e trovi delle cose esilaranti come, dopo aver descritto i suoi successi atletici e artistici, dice: “Nel 2001 Sonia si laurea con il massimo dei voti in lettere indirizzo cinema e spettacolo presso “La Sapienza”. E con la laurea, si apre una nuova fase della vita di Sonia.
    Sonia volta pagina vuole crescere. Diventa una giornalista.” E la fase da “giornalista” si apre così: “Dopo la laurea in lettere presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Sonia si mette alla ricerca di un lavoro nuovo rispetto alle sue passate esperienze da modella e attrice, e dopo diversi mesi approda all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) dove, inizialmente, ricopre un ruolo diverso da quello attuale.
    Durante i primi mesi si annoia un pò, e così, nelle pause, inizia a scrivere un gossip sulla scienza che prendeva in giro gli scienziati nel mondo; è piaciuto a Roberto D’Agostino che lo ha pubblicato sul suo Dagospia. Sonia riceve telefonate da tutta la penisola per complimentarsi di un’idea che alla stessa Sonia appariva sinceramente un pò goliardica e pazzarella.
    Il bellissimo ed efficente ente dove Sonia era appena entrata a lavorare, aveva però un difetto facilmente risolvibile: mancava di un ufficio stampa. Forte del suo tesserino da giornalista, Sonia propone di costituirlo dopo un periodo di prova.
    Il periodo di prova va a gonfie vele e l’ufficio stampa inizia a funzionare a pieno ritmo: Sonia viene nominata capo ufficio stampa, con uno staff composta da quattro persone.”
    La cosa tragica è che non sto facendo dell’umorismo (anche se non avrei saputo fare di meglio).

  10. va bene, se volete sarò sincera. sarà “meglio” di tanti uffici stampa nel senso che almeno risponde al telefono, ma per il resto la sua professionalità non è così difendibile.
    a me i suoi comunicati stampa ravvivano la giornata perché li trovo divertenti (raramente li trovo utili, però). e le volte che la chiamo mi sento liquidare in 15″ sempre con gli stessi nomi: chiama questo, chiama quello. la incrocio da dieci anni e ancora non mi saluta. fa cose bizzarre, tipo presentarsi ai congressi in tutina pantaloncina, dire destra per sinistra alle conferenze stampa, mandare errata corrige con tre font diversi e due refusi nel titolo…
    e ha ragione roberto: nella sua presentazione c’è un errore da matita blu che da solo basterebbe per offuscare tutta la pippa sull’entusiasmo e le gonfie vele.
    dentro l’istituto non è amata, qualcuno la detesta proprio.
    lo senti che per loro è un problema: di immagine e di gestione della comunicazione.
    anche il disarmante candore con cui parla di raccomandazioni è rivoltante ma non è nuovo nemmeno quello.
    hanno ragione marco e luca quando dicono che lo sdoganamento della raccomandazione (c’era bisogno della topaz, c’era bisogno…) è inaccettabile.

    ma io vorrei capire perché questa roba esce (per la n volta) oggi e perché oggi si leggono cose così:
    “Dopo la nomina di un professore di ginnastica a direttore generale, oggi (oggi! ndr) si scopre (si scopre! ndr) che il capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Sonia Topazio, è un’ex attrice erotica ‘raccomandata’ da un politico, alla faccia dei 400 precari. Tutto questo mentre l’Emilia Romagna cerca di superare la tragedia del terremoto. Siamo proprio un Paese ingiusto, dove nani e ballerine la fanno da padroni”. Così Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci.
    mi sembra che tutto questo sia pretestuoso e volgare.
    non voglio stabilire graduatorie, ma questo episodio lo metto nella serie “arriva il terremoto e vedrai che caccia alle streghe”.
    se stavolta ce l’eravamo cavata con un po’ di mal di panza, due sciacallate di giuliani e qualche alieno, ora la porno-attrice e il prof di ginnastica faranno il resto: sento già in giro dire “che razza di paese, in che mani siamo, con tutti ‘sti terremoti che scuotono la terra…” come se i nostri ricercatori fossero impegnati in orge o sedute di yoga, invece che stare in sala sismica.

  11. Come utente dell’Ufficio Stampa dell’INGV, posso dire che per me l’Ufficio funziona benissimo. Ho molto spesso bisogno di consulenza sulle questioni che riguardano vulcani e terremoti, in particolare per le trasmissioni televisive per le quali lavoro (Ulisse e Superquark), e ho sempre ricevuto i contatti e il materiale di cui avevo bisogno in tempi rapidissimi. L’Ufficio stampa inoltre mi contatta sempre per segnalarmi le notizie più importanti e ovviamente mi manda regolarmente comunicati e materiale vario. Vi sembra banale? Vi garantisco che non è affatto comune. Se il compito dell’Ufficio Stampa di un grande ente di ricerca è quello di diffondere informazioni corrette sui temi di cui si occupa, e di facilitare il dialogo fra i suoi ricercatori e i giornalisti, allora a quanto ho potuto vedere l’Ufficio Stampa dell’INGV svolge il suo compito egregiamente: si colloca alla pari con ottime analoghe strutture di grandi enti sia in Italia che all’estero.

    D’altro canto, in genere, il meccanismo con cui vengono arruolati i responsabili degli uffici stampa italiani non mi pare essere un esempio di efficienza e trasparenza. E’ un sistema che a mio avviso andrebbe molto migliorato. Non capisco però perché le modalità di assunzione di Sonia Topazio vengono messe in discussione più spesso di quelle di altri che pure sono stati selezionati “politicamente” Ci vedo un bel pò di maschilismo, e anche di ipocrisia. Se qualcuno suggerisce di migliorare il sistema di selezione di chi fa da tramite fra ricerca e giornalisti mi trova pienamente d’accordo. E anche se si vuole finalmente discutere della qualità dell’attività di divulgazione condotta dagli enti di ricerca con soldi pubblici (cosa che auspico da quando ero responsabile dell’Ufficio Comunicazione dell’INFN, e che avevo anche tentato di fare). Ma se si tratta di trovare un bel rimedio all’italiana, cercandosi un capro espiatorio particolarmente visibile per poi andare avanti come prima, allora proprio non ci sto. Soprattutto se il rimedio incide proprio su una delle strutture che mi paiono funzionare meglio.

  12. A me uno dei problemi sembra abbastanza semplice, che chi deve nominare o assumere un addetto stampa, un responsabile della comunicazione, un responsabile del personale e tutte quelle funzioni che hanno uno statuto disciplinare incerto si basa su considerazioni banali del tipo: “è bravo/a”, “sa relazionarsi bene con gli altri”, “è intelligente”, “è di bella presenza”, “è molto accogliente”, “sa comunicare bene” e fesserie di questo tenore. Prendersela con la Topazio è mi pare un modo per non affrontare il problema di quali sono i criteri con cui si viene nominati a ricoprire una funzione e della difficoltà di dare statuti meno incerti a certe competenze.

  13. La questione non e’ se la tipa e’ brava o non brava ma il fatto che e’ entrata in un ente di ricerca dove ci sono laureati bravissimi con contratti rinnovati di anno in anno e che ci e’ entrata per chiamata diretta.
    E’ una cosa che non dovrebbe succedere. Se gli altri entrano per concorso ci deve entrare anche lei.
    Il fatto che sia stata pornostar non e’ influente se non per il fatto che c’e’ il sospetto che il CV di pornostar abbia aiutato piu’ che quello di laureata in lettere.

    NB Negli USA o in diversi laboratori di ricerca europei si entra con un interview, quindi un colloquio. Pero’ sono tutti nelle stesse condizioni e chi assume un incapace ne paga le conseguenze.

  14. Cara Silvia, intanto complimenti per la gnoma production. Il video dei fiori è STREPITOSO!!!! Per quanto riguarda invece la Topazio mi chiedo solo una cosa. Ma il suo sito “ufficiale” (http://www.sektoralpha.it/soniatopazio/) è autentico o è un fake? Perché se è autentico, come è possibile che una così sia diventata capo ufficio stampa dell’Ingv? Capisci, questa dovrebbe comunicare su una delle reti di studio dei vulcani più organizzata e capillare del mondo! Dovrebbe tirar fuori un comunicato stampa all’ora per il lavoro che viene fatto sui nostri vulcani (e non parliamo dei terremoti). E invece non ne parla nessuno, dico nessuno, se non la Protezione Civile quando cadono in mare pezzi delle Eolie. Insomma, mi sono guardato e riguardato il suo sito. E ho concluso che è un falso. Qualche suo detrattore lo ha realizzato per lei. E spero che nessuno lo scopra mai: farebbe molti più danni di mille film porno-soft.

  15. beh, la questione dello strumento di valutazione riguarda marginalmente chi fa il mio mestiere (se non che potremmo esserci noi, a fare quel lavoro. e se non che in quanto cittadini di questo paese paghiamo con le nostre tasse lo stipendio di chi lavora negli istituti pubblici, addetti stampa compresi).
    uno si potrebbe chiedere perché l’ingv si tiene un’addetta stampa che va in giro a dire che nell’istituto sono tutti raccomandati e che comunque loro, fuori da quelle mura, non valgono un cazzo.
    cioè: good job. questa sì che è cura dell’immagine dell’istituto.
    ma non sono fatti nostri.
    a me un po’ rompe che escano articoli come questi: http://www.you-ng.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=2072%3Ail-grande-terremoto-in-sicilia-catastrofe-prevista-entro-24-mesi&Itemid=59
    e che questo sia il paese in cui dovrei lavorare anch’io.
    cavolo.

  16. ah: credo che quel sito non sia un fake.
    bello, vero?
    pensavo anch’io di fare delle sezioni in questo sito del tipo: la giornalista, l’intellettuale a tutto tondo, la scrittrice, la star dei filmini degli amici e poi non so.
    anche il fumetto che dice buongiorno. cavolo: perché non ci ho pensato?!

  17. Bene Silvia,
    ti ho lasciato chiacchierare istericamente con i tuoi contatti, ora però parlo io.
    Il tuo pezzo è un copia e incolla di pezzi scritti da altri giornalisti e il giornalismo autentico e “giusto” va alle fonte e tu potevi contattarmi, ma non l’hai fatto. Hai agito da fotocopia, come moltissimi altri.
    Tutto è iniziato durante il terremoto in Pianura Padana Emiliana: un giornalista de IL Fatto sbaglia in maniera molto grave il suo pezzo e chiedo di rettificarlo, ma la rettifica stenta ad arrivare e allora in qualità di Addetto Stampa INGV sono costretta a rendere noto l’errore ad altri colleghi giornalisti. Cosa succede poco dopo? Che il signor Thomas Mackinson de IL FATTO mi fa un dispetto e mi intervista, ma mettendomi delle parole in bocca veramente esagerate e addirittura virgolettate. Io sono un bersaglio facile, proprio per quei vecchi film scollacciati e gli altri giornalisti (soprattutto on line) lo riprendono. Ascoltati la smentita dell’articolo sul terremoto dal ricercatore INGV a questo link: http://www.freerumble.com/audio.php?t=audio&id=3511 dove addirittura, per correttezza, nel sommario non faccio nomi e nemmeno cito la testata.
    Dopo tutte queste cattiverie, dove qualcuno addirittura si permette di farmi passare per pornostar (io ho girato solo erotico, Brass è il maestro dell’erotico e non del porno) ho dovuto difendermi con quattro media: La Zanzara, Il Corriere.it, Pomeriggio 5, Sky.
    Tutto il resto è fuffa, compreso il tuo articolo….. ma tanto non avrai il coraggio di pubblicarlo.

  18. A proposito Silvia, il sito ufficiale di Sonia Topazio non è di Sonia Topazio, ma di un suo fan e ricordati che nel 2002 io che ho una laurea umanistica, potevo entrare solo con un art.36 e cioè per chiamata diretta e in questo senso la segnalazione è lecita.

  19. Oh, rieccomi.
    Sono le 01.33, ma credo di dovere a Sonia una risposta scritta e pubblica, visto che ci siamo sentite tra le 23.03 e le 23.47 senza che riuscissi ad articolare bene la mia posizione (ero a cena da amici, cose che capitano). E senza che il suo commento venisse pubblicato, per un problema del server (o mio + del server).
    Adesso il suo è on line. E anche il mio dovrebbe diventarlo a breve.
    Mi dispiace: ogni tanto i commenti si bloccano per qualche ora. E mi dispiace: ci ho provato, a spiegarmi.
    Ci riprovo. E sono qui per continuare a farlo.
    Intanto sappiate che sono qui, ho un telefono sempre acceso, la posta elettronica sotto costante controllo. Semmai fate anche voi uno squillo.

    Il mio post dice (o prova a dire) che gli attacchi all’istituto, come quest’ultimo, sono pretestuosi e volgari e tendono al discredito, generico e qualunquista, della scienza ufficiale e della geofisica in particolare. E che è questo che temo.
    Lo temo perché di mestiere faccio (qualcosa che si avvicina, per i miei ultimi trascorsi curriculari al) la giornalista scientifica e in generale mi preoccupa il clima da caccia alle streghe di questo paese.
    La scienza pubblica la voglio difendere e finché leggo cose come “sono tutti raccomandati” un po’ mi sembra doveroso intervenire. Lo so che non è così, cavolo, che non è vero (cfr. luca e marco). E so anche che in certi posti è normale reclutare “a chiamata”: niente di strano (vengo dalla medicina, su. ndr). Ma quello che temo davvero, mi ripeto, è che si dica “la scienza ufficiale, puah, non sa nemmeno difendere la gente”.
    Cosa che sappiamo non essere vera, o essere vera solo in parte, per questioni ontologiche, semmai, costitutive, della scienza stessa, e non per la responsabilità di questo o di quello.
    Tanto meno di chi sta lì a diffondere comunicati stampa (come un sacco di miei amici, peraltro).

    Il mio post diceva questo: il pessimo giornalismo tira fuori questioni ormai digerite dagli esperti, le presenta alla “comeviene” ai non esperti, e ci monta su uno scandalo. Uno scandalo pericoloso.
    Se mi consentite, mi autocito:
    “A chi conviene fare tutto questo cancan sulla sismologia italiana con i terremotati dell’Emilia ancora lì a tirar su mattoni? E’ possibile che per fare un po’ di scalpore pruriginoso si tiri fuori anche questa, coi rischi che comporta per l’immaginario dell’italiano medio pronto a trovare il complotto dietro a ogni sasso?” E poi, come dire: guardate che cosa gira: “E il genio inascoltato, e il professore isolato dalla comunità scientifica, e gli alieni, le trivellazioni, il prof. di ginnastica e ora persino le luci rosse: adesso vi ci voglio voi a far capire che è proprio vero che i terremoti non si possono prevedere”.
    E’ chiaro che non credo al genio inascoltato, agli alieni, al prof di ginnastica e alle luci rosse. Non ci credo, ve lo giuro. Non scritti così, non nel modo con cui sono stati diffusi nel pubblico.
    Mi dispiace averlo scritto in modo un po’ criptico. Ma questo è un blog che gira tra esperti del settore e mi pare che non sia stato frainteso dai più.
    Poi ho aggiunto: “se stavolta ce l’eravamo cavata con un po’ di mal di panza, due sciacallate di giuliani e qualche alieno, ora la porno-attrice e il prof di ginnastica faranno il resto: sento già in giro dire “che razza di paese, in che mani siamo, con tutti ‘sti terremoti che scuotono la terra…” come se i nostri ricercatori fossero impegnati in orge o sedute di yoga, invece che stare in sala sismica”.
    Anche qui: sto dicendo che la stampa ha montato il caso maldipanza, sciacallata e così via. Non che io promuova questa lettura delle cose. Né che io creda che i nostri scienziati siano impegnati in orge o sedute di yoga, invece che stare in sala sismica.
    Scusate, forse non era chiaro.
    Quindi rieccomi con l’estrema sintesi.
    Intendo dire: dai e dai, i giornali che parlano di queste cazzate, fanno un danno all’immaginario collettivo che paghiamo tutti.

    Sul resto: non sapevo che quel sito fosse il sito di un fan. Io, i fan, non ce li ho. Pazienza.
    Però è lì.
    Come sono lì le interviste di cui stiamo parlando, che io non virgoletto ma linko (è un blog e io non sto scrivendo su una testata registrata), e che non sono mai state smentite (lo aspettiamo con ansia, davvero. Sarebbe doveroso, un sollievo per tutti).
    Se venissero smentite sarei la prima a ridirlo:
    vedete che cagnara si è montata in modo pretestuoso e volgare? (A un certo punto mi sentirò ripetitiva anch’io).
    E poi ci sono le mie opinioni. Trovo strano che i miei compagni del liceo che fanno cose diverse e lontane dalla mia (ma non troppo) sappiano che cosa è un neutrino ma non sappiano che mestiere sia quello del sismologo. Credo che questo sia il sintomo di una comunicazione deficitaria, che potrebbe avere mille origini.
    Non sta a me valutarla. Non sono scienziata né lavoro per quel tipo di scienziati. Non devo decidere chi ha la legittimità per progettare strategie di nessun tipo. NOn sono fatti miei, ecco.

    Però ditemi:

    La prossima volta che la mia amica con un PhD scientifico mi dice “a proposito, lo conosci, tu che fai la giornalista scientifica, quell’istituto dove c’è un prof. di ginnastica e una che faceva filmacci (non l’ho detto io, ndr) e che invece dovrebbe prevedere i terremoti?” non credete che sia nelle cose che io lo segnali e lo proponga come tema di discussione ai miei colleghi?
    Paese bislacco, il nostro. E un po’ stronzo. Soprattutto è un po’ stronzo il giornalismo che lo racconta, e siamo tutti un po’ stronzi quando lo avvaloriamo come giornalismo coraggioso, quando di coraggioso non ha manco le virgole.
    Sonia forse ne è vittima, a ‘sto giro (è attaccabile, lo riconosce lei stessa. E, oh, ha anche imparato a difendersi, no?!).
    Io, onestamente, un po’ meno, almeno finché non capisco che la gente a cui dovrei rivolgermi ha, nella migliore delle ipotesi, l’idea della mia amica chimica.
    La vera vittima è la gente che compra e legge i giornali convinta di trovare buona informazione. Ma vaglielo a spiegare.

    Per tutto il resto, sono qui.
    Non sono particolarmente “bona”, ma non me ne curo: ho una vita felice e ricca, una laurea scientifica ma questo è un caso, e non invidio nessuno, davvero. Solo che mi sembra bello e doveroso confrontarsi su questi temi.

    Buona notte a tutti,
    Silvia

  20. Io trovo molta parte di questo scambio surreale.

    L’aspetto che personalmente trovo più squalificante di tutta la vicenda è stato ripetuto nelle interviste successive, tra cui quella citata al Corriere.

    Cito:

    Quando è entrata all’Ingv non era ancora una giornalista. La gente si chiede come si faccia ad arrivare in quel posto? Chi l’ha aiutata?
    «Sono entrata grazie a una raccomandazione di un politico. E allora?».

    Su questo punto non ho letto correzioni, né smentite. E la testata è il Corriere della Sera, non un blog.

    Su un altro punto accennato subito prima ho invece un’informazione istituzionale da dare, anche alla collega Topazio, che sempre stando all’intervista non smentita del Corriere ha sollecitato:

    Mi faccia un piacere: verifichi se […] sono iscritta all’ordine dei giornalisti scientifici, se faccio parte dell’Eusja (giornalisti scientifici in Europa)

    Ovviamente non esiste un “ordine” dei giornalisti scientifici, ma è soprattutto il secondo punto a meritare una precisazione.

    In quanto associate member del board dell’EUSJA (European Union of Science Journalists’ Associations), ritengo che sia importante precisare che dell’EUSJA fanno parte per definizione tutti gli iscritti delle associazioni nazionali aderenti.

    Credo che sia un motivo di profondo imbarazzo per l’EUSJA sapere di essere citata sui giornali da un’iscritta che subito dopo rivendica come legittimo e normale il fatto di dovere la propria carriera professionale alle raccomandazioni di un politico.

  21. Se posso permettermi una osservazione da lontano, io credo che il post originario di Silvia fosse molto chiaro. E io condivido il suo punto di vista. Non credo mancasse di rispetto verso Sonia Topazio proprio perché evitava di scadere nella faciloneria della denuncia superficiale degli altri giornali. In sostanza diceva: invece di prendersela con Sonia Topazio, di cui si sa tutto da almeno dieci anni (confermo), come se fosse una novità, cerchiamo di evitare di usarla come scusa per screditare il lavoro dei geologi. Sonia fa il suo lavoro come ritiene opportuno e come (è importante ricordarlo) l’istituzione che rappresenta le indica di fare. Possiamo valutare se fa bene o male il suo mestiere (magari chi ha scritto scandalizzati articoli farebbe bene a informarsi da chi da anni, come Silvia, ha a che fare con Sonia e conosce il modo in cui lavora), ma usare il suo passato come arma è patetico (e maschilista).
    Dopodiché, e qui mi permetto (con tutto il rispetto, sia chiaro) di criticare anche io un punto (come hanno fatto altri) dell’intervista di Sonia, che lei non ha mai smentito, e cioè che rivendica di essere entrata all’Ingv con una raccomandazione, e che tutti sono raccomandati. Lei è libera di ritenere che sia “giusto” o almeno “normale” che sia così, io non sono d’accordo. E credo che rivendicarlo non faccia bene né a lei né all’istituzione che rappresenta. Lo dice uno che, e Sonia lo sa bene, ha sempre espresso il suo disaccordo con le posizioni politiche dei vertici dell’Ingv, ma allo stesso tempo ha difeso le scelte giuste (la difesa dei precari) e la professionalità dei suoi scienziati.
    E sì, Silvia, i giornali sono quello che sono. E la battaglia per migliorare la qualità dell’informazione si deve combattere tutti i giorni. Il fatto non è né migliore né peggiore degli altri in questo. Lo abbiamo capito ormai.

  22. Certo un po’ in ritardo ma solo da poco ho avuto la fortuna di conoscere Silvia Bencivelli o meglio la fortuna di leggere alcune cose che scrive e che condivido in pieno. Sono veramente sorpreso….per l’intervento di Sonia Topazio per l’attacco “ti ho lasciato chiacchierare istericamente con i tuoi contatti, ora però parlo io.” e per la ridicola difesa “il signor Thomas Mackinson de IL FATTO mi fa un dispetto e mi intervista, ma mettendomi delle parole in bocca veramente esagerate e addirittura virgolettate” questa è l’intervista a Radio 24 “La Zanzara” e questa è la voce originale di Sonia Topazio…oppure anche questa voce è virgolettata? “è chiaro siamo una massa di ipocriti e il primo scagli la prima pietra” “La segnalazione è importante in Italia se no non fai nemmeno l’agricoltore” Giuseppe Cruciani “lei dice che senza la segnalazione in Italia non si va da nessuna parte…ma non è vero..non è sempre così..(Parenzo)..non è educativo” e la Topazio seccata “e vabbè ma allora lei vive nel mondo dei sogni complimenti!..” “..puritani siete tutti puritani..” A me personalmente queste cose dette fanno semplicemente schifo ed è chiaro che il messaggio che passa di tutta l’intervista è che se non ti fai raccomandare in Italia non vai da nessuna parte e non potrai raggiungere nessun obiettivo…e questo bisogna dirlo chiaramente…mi dispiace o meglio mi fa piacere ma non è ancora tutto così e la Sig.ra Topazio parli per se stessa e si vergogni per se stessa e per quelli che come lei hanno avuto gli stessi favori senza merito e curriculum. Io ai miei figli non dirò mai cose simili anche in base alla mia esperienza, tutto ciò che ho avuto (magari poco) vincendo tre concorsi pubblici in tre amministrazioni pubbliche diverse lo ho avuto senza raccomandazioni..forse si con po’ di fortuna e dopo diversi tentativi…forse c’era chi meritava più di me e per ignoranza della commissione ho vinto io.. e posso dire di conoscere alcuni miei colleghi che come me, per ciò che hanno avuto, non devono rendere grazie a nessuno….ne siamo pochi? non lo so però eccoci ci siamo.
    Questo è l’audio dell’intervista:
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/sonia-topazio-raccomandata-dellingv/199919/

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