Ma vi sembra un paragone?! La Iotti, la Minetti e un paio di ragazzette non molto alte

Primavera 1995: avevo diciassette anni e mezzo, facevo la quinta liceo, finalmente avevo raggiunto una statura decente e finalmente avevo fatto pace con la prof. di educazione fisica. Pace, più o meno.
In quei giorni Pisa aspettava la visita di Nilde Iotti. E la prof. di educazione fisica, che era una in gamba anche se litigavamo come gatte, stava organizzando la visita della Nilde alla Casa della donna.
Non so bene come sia andata, ma immagino che la prof. avesse bisogno di un paio di under quaranta per fare scenografia. E così chiese a tre sue alunne molto selezionate di andare nel pomeriggio in via Galli Tassi, dietro il Duomo, in quel villino rosa dove non ero mai stata e che con l’arroganza dei diciassette anni classificavo luogo-da-vecchie-befane. Tra quelle tre alunne c’ero anch’io.
Oh, che emozione. Davvero, me lo ricordo ancora come un momento da fiato sospeso. Irene da una parte, Luisa dall’altra, mi venne consegnato un enorme mazzo di fiori (a me perché ero la più piccina, presumo, anche se ormai avevo finito di essere la più bassa, eh, accidenti, diciamolo). E, tremolante, mi avvicinai a quella donna statuaria e bellissima la cui voce seria sentivo da anni al Gr del mattino, quando la mamma mi accompagnava verso la scuola. Tremolante e affascinata, come se avessi avuto davanti Tutankamen in persona, o l’Uomo di Cro-Magnon o un altro qualsiasi dei miei miti infantili: quei personaggi storici dall’età tendente all’infinito la cui esistenza non era nemmeno tanto certa.
Accanto a me Irene e Luisa, dietro di me le vecchie befane, e davanti a me, circonfusa di luce, Nilde Iotti in persona. Nilde Iotti, capite? Nilde Iotti, che prese dalle mie mani l’enorme mazzo di fiori, mi guardò negli occhi sorridendo bonaria, e, solenne e affettuosa, disse, a me, proprio a me e solo a me: Coraggio, voi siete le donne del futuro.

Oggi mi immagino la Minetti, che raccoglie dalle mani di una quasi-ex-bambina di diciassette anni in perenne conflitto col suo corpo un enorme mazzo di fiori. E che le dice con solennità e affetto: Coraggio, voi siete le donne del futuro. Cioè. La Minetti.
Lo sapevo, eh, lo sapevo perché me lo avevano spiegato mamma e babbo, che la Nilde era stata la compagna di Togliatti, uno che peraltro avevo anche studiato a scuola, che era di tanti anni più anziano di lei. Che lui era sposato e lei era molto giovane quando si erano conosciuti e così via. Ma la cosa mi era stata raccontata per la serie Vedi-come-va-il-mondo-e-come-per-fortuna-cambia.
Mi parlavano di amore, e a quel che succedesse tra le lenzuola della Nilde, beh, manco ci pensavo. E poi mi era stato detto spiegandomi che il partito le aveva fatto la guerra perchè anche il partito era pieno di bigotti e comunque erano altri tempi e tanto alla fine aveva vinto lei.
Oggi mi viene il dubbio che non fosse la storia a essere sbagliata, ma l’intera serie: per fortuna un piffero, cambia. Quanto mi è andata bene ad avere diciassette anni nel 1995? E che miti infantili coltiverà una volenterosa diciassettenne del 2012, tra la politica dei primi assaggi e i giocattoli ancora da riordinare? Forse avrà le foto del Che, quelle ce le hanno tutti, farà finta di capire le interviste di Nichi Vendola, leggerà diligentemente i blog di Civati e Scalfarotto, poi si farà raccontare dalla mamma di quando il partito… quale partito? E intanto rischierà di trovarsi a fare scenografia inconsapevole per un incontro con la Minetti? Ossantocielo.

Niente, così. Ho letto le frasi della Santanché e mi sono sentita come se avessero offeso Tutankamen e l’Uomo di Cro-Magnon insieme. E ho pensato che qualcuno deve fare qualcosa subito, ma proprio subito, per quella diciassettenne impertinente in perenne conflitto col proprio corpo. Quella del 2012, però.

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7 pensieri su “Ma vi sembra un paragone?! La Iotti, la Minetti e un paio di ragazzette non molto alte

    1. Che simpaticone Pedro… pensa invece quanto sono comprensibii le astute disquisizioni, e conseguenti comportamenti, di Bersani e D’Alema..

  1. Bisogna avere una visione positiva della vita, che insieme alla nostra mente ci aiuta a volare sopra al pensiero debole di una Santanchè in crisi di visibilità.
    Arriveranno tempi migliori!
    Ancora una volta: GRAZIE SILVIA.

  2. buong. dott.

    ieri sera alla tv c’era uno spettacolo di Paolini dal laboratorio sotto il GranSasso e dopo una breve chiacchierata su quello che fanno lì i ricercatori.
    Se ti è capitato di vederli (soprattutto il dopo spettacolo) mi spiegheresti perchè una presentazione così approssimativa dei laboratori (quark sarebbe stata molto più scientifica) risulta essere efficacissima! Anche voi di R3S eravate stati dentro la montagna, ma aver visto un tipo strano che vagabondava libero vicino e dentro ai macchinoni, dà un senso di familiarità tra la scienza e gli umani che nel mondo dell’ informazione non è usuale.

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