Partite Iva, non facciamoci confondere le idee. Il problema non è (solo) il monocliente

Già che ho la bocca aperta vorrei dire la mia idea su questa faccenda delle partite Iva vere e false.
Credo che la questione chiave non debba essere se uno è monocliente o no.
Cioè: se hai la partita Iva come tu fossi un idraulico e però fai una fattura al mese, tutti i mesi, allo stesso cliente, di sicuro c’è un grosso problema: nessun indraulico lavora in pianta stabile per un unico cliente e probabilmente la tua partita Iva nasconde un rapporto di lavoro che ha tutto della dipendenza, tranne i diritti e le garanzie che a un dipendente vero sono accordate di necessità.
Ma se non sei monocliente il busillis può esserci lo stesso.
Perché il problema non è che cosa ci fai tu con la tua partita Iva.
Il problema è che cosa ci fanno i tuoi clienti.
Mi spiego: se uno dei tuoi clienti ti propone un contratto liberoprofessionale di, poniamo, tre mesi, e in quei tre mesi ti fa lavorare con tempi e mansioni analoghi a quelli di un dipendente (anche un dipendente a tempo determinato, intendo), ma senza i blablabla che sappiamo bene (malattia, gravidanza, mensa, ferie, straordinari e soprattutto con la possibilità di lasciarti a casa a metà contratto, e lasciandoti senza niente nel caso i tuoi altri n clienti non arrivino per qualche mese e blablabla), c’è lo stesso qualcosa che non va.
Soprattutto se poi questi mesi di contratto liberoprofessionale diventano otto, nove, dieci, per sei, sette, otto anni. E indipendentemente dal fatto che tu passi le notti e i finesettimana a fare altre cose per altri clienti, per i quali poi regolarmente fatturi.
Se tu fossi un idraulico le cose non andrebbero così.
Perché quando ho fatto i lavori in casa, l’idraulico è stato qui un paio di mesi.
Ma intanto gestiva da sé i suoi tempi di lavoro (con gli altri clienti e con se stesso, immagino), non controllavo i suoi orari, faceva da sé le sue cose in totale autonomia: avevamo detto due mesi e due mesi sono stati. E, dettaglio non indifferente, prima che cominciasse a spaccarmi i muri abbiamo contrattato il suo compenso.
Ecco: io, per me, non voglio il posto fisso. Io voglio diventare un idraulico.
Oppure non voglio far finta di essere un idraulico quando, anche solo per tre mesi, anche solo per un solo cliente, passo le mie giornate a lavorare con i tempi e i modi del mio compagno di scrivania, che invece è, non si capisce bene perché, un dipendente.
Stop, torno a chiudere la bocca.
Sennò attacco col distinguo tra professionisti e non professionisti che proprio non si capisce perché debba esistere.

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7 pensieri su “Partite Iva, non facciamoci confondere le idee. Il problema non è (solo) il monocliente

  1. Sono d’accordo con te, sono dipendente in una società dal futuro estremamente incerto e non avrei problemi a “fare l’idraulico” se potessi farlo con la flessibilità che mi competerebbe. Ma a tutti i colloqui mi sento parlare di esclusiva e di presenza in orario di ufficio.

  2. Bene! Escluso l’idraulico, che non so fare, potrei fare lo strizzacervelli ma, a parte i soldi, non mi va proprio. Felice di essere loggato nel tuo intelligente blog:

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