Alice nel paese della scienza in bianco e nero

Nel paese della gente normale, quella che la scienza non la tocca nemmeno con la punta dello scarpone, vivono due scienziati. Quello Deipoteriforti e quello Autorevole.
Il primo, lo scienziato Deipoteriforti, è un barone appesantito dagli anni e dal potere. Pratica una scienza rigida e ortodossa: se è medico è medicina ufficiale, sennò è generica scienza tradizionale. Di sicuro ha qualche interesse sporco: se è medico, è legato alle farmaceutiche e riceve ricchi soldoni per prescrivere farmaci inutili ai suoi pazienti. Altrimenti deve tenersi stretta la poltrona, deve difendere la propria inefficienza, deve mascherare ai cittadini, che nolenti lo finanziano con le loro tasse, alcune sue lacune tipo l’incapacità di prevedere terremoti, caduta di meteoriti e altre catastrofi.
Lo scienziato Deipoteriforti è uno che difende lo status quo. E allora, se sei un paziente trovati un alternativo, se sei un giornalista trovati una voce fuori dal coro, se sei un cittadino, comunque, non fidarti.

Lo scienziato Autorevole è uno che sa la Scienza, con la Esse maiuscola. E non serve metterlo mai in discussione. Perché la Scienza è una sola e quindi, esimio professore, vorrei tanto che lei cortesemente mi spiegasse, mi chiarisse e mi desse il suo illuminato parere. Che è uno. Ed è il parere della Scienza. E noi qui ad abbeverarci dalla fontana della sua saggezza.
Tipo. Una volta, una collega mi disse che per un’intervista su una questione di energia nucleare avrebbe chiamato un suo amico biologo. Faccio scusa, ma che c’entra un biologo?! Risponde ma lo saprà quali sono i rischi per la salute di una centrale nucleare: è biologo! E le tante volte che ma quello è uno scienziato, eh, uno che ha studiato!

Nel paese della gente normale, che con la scienza ha rapporti saltuari improntati alternativamente al massimo della sfiducia o al massimo della fiducia, per esempio non si prendono gli antibiotici perché le multinazionali del farmaco pensano solo al profitto, e si spendono gli stessi soldoni per sciroppi garantiti nonscientifici: sciroppi prodotti, si presume, da benefattori che vivono d’aria e di amore. Oppure si prendono tonn di antibiotici anche per l’influenza, e si guardano con attenzione medici danarosi tenere dotte lezioni alla tivvù sull’urgenza di farsi visitare per il rischio di gomito della lavandaia. Poi si ascolta a bocca aperta il parere del solito luminare del tutto, che dispensa saggezza a trecentosessantagradi. E si divorano interviste a scienziati da non contraddire, che riescono a essere contemporaneamente Autorevoli, col bollino della scienza, ma anche Vocifuoridalcoro, senza bollino della scienza. Perché ragionano di pancia, si dice, o di cuore, perché non sono servi di nessuno.

Da un po’ di tempo in qua, ho notato che la stessa bipolarità la vivo anch’io. A volte mi trovo a mettere in guardia colleghi e gente del paese della gente normale: beh, guardate che se il 99% degli scienziati la pensa così forse è quell’1% che non è così attendibile… alternato a beh, guardate che gli scienziati non sono mica dei santi: anche loro potrebbero avere il loro tornaconto… con assurdi cortocircuiti e strani giochi di stereotipie.
Fino al paradosso, che qualcuno dei colleghi più svegli smaschera in fretta, nel mondo della gente normale. Io: ma questo scienziato cattedratico accademico non mi sembra che stia facendo un gioco tanto pulito… Collega: non starai mica contro agli scienziati cattedratici accademici, proprio tu, che sei una scienziata?!
Fatemi tornare di là dallo specchio.

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Un pensiero su “Alice nel paese della scienza in bianco e nero

  1. Ciao Alice/Silvia, benvenuta tra i normali!
    Se anche tu non hai una ricetta per guarire la nostra vista e/i nostri orecchi, aiutaci a tenere allenata la nostra mente.
    Una persona con gravi problemi mentali una volta mi disse che andava su tutte le furie quando parlando con gli altri sentiva “L’hanno detto alla televisione…”.
    Il soggetto in questione era un pluriomicida (un matto pericoloso…), forse nella sua insanità mentale c’era della saggezza nel dire agli altri di stare attenti a non credere sempre a tutto e tutti.
    Bisogna stare sempre attenti a dove ci abbeveriamo.

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