Tipi umani da giornalista scientifica / 6: il collega che “Io di Scienza Non Ne Ho Mai Capito un Tubo”

Il collega ISNNHMCT è un tipo simpatico. Simpatico davvero. A cena è sempre quello che fa ridere tutti. Ma per il GS, che invece è un secchione, probabilmente un disadattato, recuperato alla vita da un caso fortuito e irragionevolmente benevolo, il ISNNHMCT è soprattutto terribilmente deprimente.
Perché l’ISNNHMCT dà la misura di quanto il mestiere di Giornalista Scientifico in questo paese sia considerato ozioso e periferico, roba da gente bislacca che non ha niente di più importante da fare che insistere con parole astruse e di scarsa sostanza, tipo Watt o magnitudo, o che ti fa tante storie quando qualcuno confonde una sclerosi con un’altra. Che sarà mai. Il GS probabilmente viene letto solo da qualche astrofilo strampalato e ha come pubblico pensionati e ragazzini: è un giornalista decorativo per gente decorativa. Mentre le cose serie, quelle di cui scrivono e leggono gli adulti, stanno altrove.

Ora, per mia fortuna non mi è capitato di frequentare tanti ISNNHMCT (anche perché i GS tendono a stare tra loro, a parlare nella loro lingua, e si annusano a distanza), per quanto forse vederne di persona uno o due al mese possa far bene. Mi è anche capitato di incontrare ISNNHMCT che pronunciavano la frase fatidica con un’ammirevole umiltà: Guarda, se mi dici Fiom ti posso snocciolare tutti i segretari generali dal dopoguerra a oggi. Ma di scienza non ne ho mai capito un tubo. Mi fido di te. Ma avverto la loro presenza in un sacco di occasioni e tutte le volte che ho avuto a che fare con un ISNNHMCT me ne sono venuta via con i seguenti pensieri.
1. Perché se si dice giornalista economico o giornalista sportivo chiunque capisce subito di che cosa si stia parlando mentre un giornalista scientifico viene visto come un raro animale esotico calamita di tante curiosità? (Avete presente le domande che seguono alla confessione ebbene sì, faccio il GS? Dalle lesioni del menisco al nucleare di quarta generazione, sembra che debba avere una risposta sicura per tutto. Un parere oracolare ma anche una posizione curiosa, su cui vengo forzata a discutere, mentre magari sono lì solo per ordinare una chiara media). Potrò, prima o poi, dire di che cosa campo usando solo due parole e non venti frasi?

2. Perché gli ISNNHMCT dicono ad alta voce di non capire un tubo di scienza, però poi ne usano a manciate? Non se ne rendono conto, forse? Se a me capita di infilare un piede in una definizione economica, poniamo, o in una questione da legulei, la prima cosa che faccio è alzare il telefono e cercare in tutti i modi di non dire stronzate. Prima riconosco il tranello, poi mi faccio aiutare e cerco in tutti i modi di evitarlo. E allora perché mi capita di trovare in mezzo a lavori giornalistici interessanti espressioni come sindrome da Dna interrotto o una plastica che contiene i-dro-car-bu-ri? O la famosa topica del codice genetico, che si eviterebbe semplicemente andando su Wikipedia a leggere le prime due righe della definizione? Sarà legato al fatto che ricevo davvero poche telefonate di colleghi che mi chiedono un parere o un aiuto? E allora come possiamo aiutare l’ISNNHMCT a capire che di scienza ce n’è dappertutto, e che va trattata quasi con la stessa cautela dello sport o degli spettacoli?

3. Forse il problema è la scienza, non il GS e il suo amico ISNNHMCT. Potremmo parlarne tre ore, o anche tre giorni. Ma forse il problema è che qui, mentre nessuno si permetterebbe mai di confondere un calcio d’angolo con un calcio di rigore, qui si può andare in giro sorridendo a dire allegramente che a matematica, a scuola, non ho mai preso più di quattro. Come se fosse un vanto. Non so, ma credo che abiti da queste parti anche la nostra propensione a credere di più a un santone che a uno scienziato. A usare l’espressione medicina ufficiale come un insulto, ortodossia scientifica come un’offesa. A non riconoscere le regole. A voler infilare la scienza nel letto di Procuste del buon senso o, peggio, del senso comune fino a dire che, insomma, una sperimentazione potremmo anche lasciargliela fare. Che poi è lo stesso argomento di chi diceva di Berlusconi e la magistratura: non lo lasciano lavorare in pace… Solo che il ISNNHMCT a volte è un ottimo giornalista, a volte anche un maestro. E ci si rimane un po’ così a sentirgli dire certe cose.
Il ISNNHMCT è ovunque ed è un tipo così eterogeneo che è difficile dipingerne un ritratto preciso. Però io so che se davanti a uno scienziato mi presento dicendo: sono una GS, anzi, una scientista, una materialista razionalista ultraortodossa più di te: non preoccuparti è perché lui è stato traumatizzato dall’incontro con ISNNHMCT convinti di potergli fare un’intervista come la si fa a un politico o a un industriale, magari sparando lì Watt, magnitudo e sclerosi a caso, e concludendo sornioni: sa… la scienza non è mai stata nel mio codice genetico…


*L’ISNNHMCT non si autodefinisce esattamente con queste parole, ma noi siamo personcine educate. Eh. Tubo

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