Domani è un altro giorno, si vedrà. Ecco il mio nuovo lavoro

“Ah sbé, di che ti lagni?”. “Non mi sto lagnando, anzi. Sono contenta. Solo che sono anche un po’ guardinga, un po’ cauta, un po’ smarrita”. “E perché?”. “Beh, per esempio per il fatto che domani devo prendere un treno e andare a Genova, per trovarmi in una diretta di Presa Diretta, per la prima volta, con colleghi che non ho mai visto prima a fare cose che non ho mai fatto. Spero di non fare casino e di essere all’altezza di quello che mi si chiede, ecco”.
“E che cosa ti si chiede di tanto strano?”. “Ah, hai ragione. In fondo, niente. Niente di diverso da quel che ho sempre fatto: studiare e chiacchierare. Che poi sono le due cose che so fare meglio, credo”. “Studiare e chiacchierare?”. “Sì, mi sarebbe piaciuto essere più una giornalista del tipo scrivere e viaggiare, invece sono nata del tipo studiare e chiacchierare, presente? Stupisciti pure, ma ogni tanto facciamo comodo anche noi”. “Come no. Per questo che sei lì con quel librone, oggi?”.
“Senti, facciamola breve: se tutto va liscio, domani sera mi buttano in acqua e vediamo se nuoto. Per me, è praticamente il terzo giorno di lavoro. Ma non è la diretta che mi mette ansia: alla radio ho fatto quasi solo dirette e il pubblico dal vivo lo incontro almeno venti volte all’anno. Anche le telecamere: già viste e riviste. Solo che mi domando come mi dovrò comportare, a chi debba chiedere dove andare e a che ora, chi mi dirà dove sedermi se dovrò sedermi, quanto dovrò parlare se capiterà di doverlo fare e così via. Non conosco nessuno, i pochi nomi che ho imparato li confondo tra loro: nelle situazioni nuove tendo a distrarmi e a sorridere molto, che in genere è un’ottima strategia di adattamento ma nel corso di una diretta dall’alluvione si rischia di fare la parte della beota. Non so nemmeno come e quando si tornerà a Roma. E poi boh. Sai. Così.
Ma insomma, sono anche curiosa e ho voglia di vedere come va. E alla fine lo so che nuoterò, da bravo pesciolino da combattimento. Il pomeriggio di oggi è dedicato proprio a mettere in moto le pinne e a sgranchire le branchie. A mio modo. Perciò ora accendo la musica, faccio un respirone e torno sotto. Aggrappandomi ben bene al mio librone”.

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9 pensieri su “Domani è un altro giorno, si vedrà. Ecco il mio nuovo lavoro

    1. hai ragione (e scusa il ritardo…). poi non c’è stato tempo e sono rimasta sotto l’acqua a vedere il resto della trasmissione che si faceva lì per lì. succede (sai quante volte mi è successo alla radio…).

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