Ma sì, facciamo pubblicità. Stasera a Presa diretta: Lavoro 2.0, tra atipici, precari, finte partite Iva

“GENERAZIONE SFRUTTATA” di Riccardo Iacona
e di Francesca Barzini, Domenico Iannacone

Stasera alle ore 21,30 su RAITRE

Quanti sono i precari in Italia? Quanto lavorano per paghe da fame?  E chi se ne approfitta? Chi consente lo sfruttamento di quanti  non hanno alcun potere contrattuale, ma solo preziose competenze da offrire?

Il 9 aprile di quest’anno  i precari italiani si sono dati appuntamento in piazza per protestare contro una gravissima ingiustizia sociale.  Per la prima volta in molte città d’Italia rabbia e malcontento sono usciti dagli infiniti blog e dai siti di internet per trovare forma politica. La rassegnazione sembra finita per sempre.

Presadiretta ha deciso di dar voce alle migliaia e migliaia di persone che hanno perso il diritto al futuro, giovani  che sono costretti a piegarsi ai contratti a termine, di cui esistono infinite tipologie; ai disoccupati che per  cercare di lavorare  sono costretti  ad aprire  partite Iva che in realtà nascondono un rapporto di lavoro subordinato; ai ragazzi che si sottopongono a infiniti  stage che in realtà nascondono un vero e proprio impiego e non daranno loro alcun reale accesso al mercato del lavoro.

La redazione di Presadiretta ha compiuto un enorme lavoro di ricerca per individuare tutti gli stratagemmi messi in atto dai datori di lavoro.  Ci sono, infatti, infiniti modi per sfruttare la disperazione di chi non ha  lavoro.  E molto spesso anche la Pubblica Amministrazione si avvale di questo tipo di contratti capestro. Un’intera generazione  non maturerà mai il diritto alla pensione, o  dovrà sopravvivere con pochi spiccioli.

Riccardo Iacona è andato a Barcellona dove la comunità più numerosa di stranieri è composta da molti giovani italiani che sono fuggiti in Spagna per cercare migliori opportunità professionali.

Ne è uscito un quadro sconvolgente, un vero proprio far west normativo che nessuno vuole correggere e che  consente di non pagare,  o sottopagare i dipendenti. Un universo in cui le commesse sono finte stagiste, archeologi e architetti pagano Iva per guadagni da fame, i giovani avvocati possono solo lavorare gratis.

“Generazione sfruttata” e’ un racconto di Riccardo Iacona, Raffaella Pusceddu, Alessandro Macina e Elena Stramentinoli.

(sì, ci sono anch’io, per raccontare un po’ di come si lavora in Rai e, più in generale, di come si lavora in un mondo che considera informazione e cultura poco più di un hobby per fighetti. Vita da free lance (ma senza tipi umani) e un po’ di pensieri su che razza di società stiamo costruendo per il nostro futuro. Mi fate sapere che cosa ne pensate?).

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9 pensieri su “Ma sì, facciamo pubblicità. Stasera a Presa diretta: Lavoro 2.0, tra atipici, precari, finte partite Iva

  1. Televisione per televisione, un’ altra trasmissione aveva comunque detto che in Spagna era più facile licenziare i lavoratori di cui non si era contenti (tantè che anche da loro il miracolo ZAP starebbe terminando)(non ho modo di sapere se sia vero!)

    Domanda: sarebbe troppo da Unione Sovietica se la formazione delle nuove leve fosse fortemente indirizzata al collocamento? (Democraticamente, con numeri che mostrano di anno in anno l’ effettiva richiesta del mondo del lavoro per i vari settori)(sarete mica tantini?)
    Il mito dell’ ascesa sociale (o mobilità sociale) si potrebbe accantonare fino a tempi migliori, visto che la legittima aspirazione alle professioni più nobili non stà garantendo un futuro dignitoso come nei lontani anni del boom.

    Quando ci parli della tua SOCIETA’ IDEALE e di MERITOCRAZIA come fai a bilanciare il desiderio di diventare TUTTI dei lavoratori intellettuali con la bisogna quotidiana di beni primari e non solo di servizi?

    Sarebbe doveroso che ci depennassero dai paesi sviluppati visto che lo stipendio di così tanti lavoratori è insufficiente per un vivere dignitoso (ma soltanto noi evasori fiscali viviamo sulle spalle del prossimo o anche chi ambisce per partito preso alle “professioni superiori” qualora queste superassero l’ effettiva esigenza? (io, al fatto che la cultura produca più dell’ industria non ci crederò mai! Probabilmente muoverà più soldi ed avrà sempe più occupati ma fin che i soldi non pioveranno dal cielo, da qualche parte si dovranno prendere [poveri noi E.F.])

    Se invecie di fare serie televisive di avvocati, ispettori, medici, astronauti ecc. trasmetteste dieci anni di “Muratoracci schifosi a Los Angeles” magari sarete in meno a competere alla torta.

  2. un vero proprio far west normativo che nessuno vuole correggere e che consente di non pagare, o sottopagare i dipendenti. Un universo in cui le commesse sono finte stagiste, archeologi e architetti pagano Iva per guadagni da fame, i giovani avvocati possono solo lavorare gratis

    un mondo che considera informazione e cultura poco più di un hobby per fighetti.

  3. Seguendo ieri presa diretta sono rimasta sconcertata. Certamente ero a conoscenza delle precarie condizioni di lavoro dei nostri giovani, ma non credevo che questa situazione riguardasse anche persone che nel loro campo sono già piuttosto affermate come Silvia Bencivelli.
    Che fare? Io sono pensionata e posso far poco però i giovani precari italiani dovrebbero organizzare uno sciopero duro. Se ci tolgono i diritti l’unico modo per riprenderseli è la lotta. Nella mia vita ho sempre aderito a tutti gli scioperi per i diritti dei lavoratori e da vecchia ho visto cancellare tutto quello per cui la mia generazione ha lottato e lavorato. Oggi si sta cercando di far passare l’idea che siamo noi anziani che sfruttiamo i giovani. Non è vero, non fatevi ingannare, noi abbiamo lavorato anche per i giovani, e la generazione dei nostri figli è in assoluto quella più istruita dai tempi dell’unità d’Italia. Il nemico è sempre il solito: i capitalisti e gli speculatori la cui avidità non conosce limiti.

    1. quello che vedo io è che si sta cercando di far passare l’idea che tutto ciò sia pure normale e giusto. O così o niente. Come diceva quel ragazzo da Barcellona, anche in spagna ci sono i raccomandati ma la meritocrazia conta. e se sei giovane e bravo tanto meglio. Quello che si è visto ieri sera per l’italia è invece davvero desolante

  4. presa diretta è una delle mie trasmissioni preferite e Riccardo Iacona è bravissimo ricorda qualche anno fa una puntata simile w la ricerca o qualcosa di simile, quanto ai precari è una situazione insostenibile anche se io precario non sono, dato che vogliono cambiare le legge elettorale eleggiamo nelle liste i precari con specializzazioni diverse direi più donne che uomini e poi vediamo come va.
    Che se ne andassero a casa politici di professione inadeguati al ruolo e poi come si fa a mettere d’accordo 630 teste pensanti, si ma cosa pensano a leggere il giornale o a fare pich sull’IPAD…il futuro è qui come Silvia

  5. Grande Silvia a Presa diretta! mI sei piaciuta anche se forse, forse, ti avrei preferito un pò più incisiva, mi sei sembrata più rassegnata che combattiva, nevvero?!

  6. Eccovi la mia brutta esperienza, vissuta in prima persona e sulla mia pelle, e la soluzione da me trovata e applicata.
    Laureato in giurisprudenza all’Università di Roma “La Sapienza” con 110/110 (media del 104/110 + 6 punti di tesi) e superato l’esame di avvocato a Roma con 230/300, lavoravo presso uno studio legale piuttosto rinomato e importante (titolare deputato) 70 ore settimanali (orario: 8-14 e 15-21 da lunedì a venerdì + 5 ore sabato pomeriggio e altre 5 ore domenica pomeriggio) per 11 mesi e mezzo all’anno (ferie solo 2 settimane ad agosto), in cambio di €. 500,00 al mese per 11 mensilità, peraltro pagati con ritardo il 15/20 del mese successivo, e il mese di luglio mi veniva pagato a settembre inoltrato, cosicché ad agosto non avevo il becco di un quattrino per le vacanze (peraltro, solo 2 settimane) !
    Ma alla fine l’ho fregato alla grande, con un semplice ma efficace stratagemma: dal momento che lo studio legale era specializzato nel recupero crediti per svariate società bancarie e para-bancarie, appena superato l’esame di avvocato ho cominciato a inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende di recupero crediti di Roma, a cominciare da quelle che erano clienti dello studio e che avevo conosciuto proprio lavorando in quello studio legale.
    Dopo solo 2 mesi di ricerche, utilizzando tutti i mezzi a mia disposizione (e-mail, fax, internet, posta ordinaria, familiari, parenti, amici, conoscenti, ex colleghi, ex compagni di scuola e di classe, segretarie e altri colleghi conosciuti in Tribunale), ho trovato lavoro in una piccola azienda di recupero crediti, cliente dello studio legale (con grande disappunto e rosicata da parte del titolare e dei suoi più fidati collaboratori, anche e soprattutto perché il direttore di quell’azienda era amico del titolare dello studio legale e lo avevo conosciuto proprio attraverso lo studio).
    Poi, quando la crisi economica iniziata nel 2008/2009 ha cominciato a disintegrare la piccola azienda dove lavoravo, me ne sono andato in una grande azienda (sempre di recupero crediti), conosciuta attraverso la prima, facendomi aiutare da un collega che aveva fatto “il salto” qualche anno prima (nel 2006, prima della grande crisi).
    E vi dirò di più: in questa grande azienda vi sono colleghi che ogni giorno inviano il proprio curriculum vitae ad altre aziende (ancora più grandi e importanti) e molti di loro hanno trovato lavoro negli uffici legali interni di grandi e importanti banche, alcuni andando fuori Roma, ma altri senza neanche doversi spostare da Roma.
    Alla fine della fiera, morale della favola: con intelligenza, furbizia, astuzia e diplomazia … imparate a sfruttare chi vi sfrutta, sul suo stesso campo: il lavoro ! Imparate tutti i suoi trucchi, acquisite tutte le sue conoscenze, conquistatevi la sua fiducia, entrate nei suoi segreti professionali e, alla fine, pugnalatelo nella schiena e alle spalle quando meno se lo aspetta !
    Per tutti i colleghi che sgobbano negli studi legali in cambio di uno stipendio da fame: inviate i vostri curriculum vitae a cominciare dalle aziende clienti dello studio legale nel quale lavorate, così – quando troverete un lavoro migliore e ve ne andrete dallo studio – al vostro “dominus”, oltre al danno di perdere un valido collaboratore, infliggerete anche la beffa di averlo fregato sul suo stesso campo, nel quale credeva di essere più bravo e più forte di voi !

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