Esistenzialismi da freelance: io, la mia miopia e il mio schiacciasassi

Dice: Ma tu che cosa vorresti, allora, dalla vita? Dico: Prima di tutto, vorrei che il mio lavoro trovasse un po’ di continuità e di stabilità. Non voglio il posto fisso, sto benissimo con la mia vita da free lance anche perché è l’unica che conosco. Ma mi piacerebbe… insomma… mi piacerebbe lavorare di meno e guadagnare di più. Lo so, è una banalità. Lavorare di meno e guadagnare di più, chi è che non sarebbe pronto a sottoscriverlo subito? Io però un tempo lavoravo uguale e guadagnavo di più: pensavo che le cose col tempo sarebbero migliorate, invece non fanno altro che peggiorare. Cioè: a questo punto della mia vita professionale credo di meritarmi un po’ più di serenità. Vorrei non preoccuparmi di ogni pagamento, perché vorrei che fosse ovvio che i miei clienti mi devono pagare in fretta e correttamente. Vorrei soprattutto che mi pagassero in maniera consona al lavoro che faccio per loro, e in euro, non in altre valute tipo la bellezza, la soddisfazione, la visibilità, il piacere di stare con noi. Vorrei avere entrate abbastanza pacifiche e regolari, con normali prospettive future, e non sentire addosso il catastrofismo di chi si preoccupa (troppo) per me. Vorrei non pensare a un incidente o a una malattia, mia o dei miei cari, come a un pericolo gravissimo per la mia autonomia lavorativa. Insomma, vorrei quello che per te è ovvio, e poi partire da lì per fare il resto.

Dice: Il resto, appunto, stavo per chiedertelo: il resto non ti interessa? Dico: Sai, io ci vedo corto. Oltre un mese non vado. Non è che si stia male, eh. E poi, sono miope anche in senso clinico: a vedere corto ci sono abituata, ahahah. Solo che se metto gli occhiali recupero i diecidecimi di vista con cui mi muovo agilmente nel mondo, mentre per la miopia esistenziale occhiali non ne esistono. E tocca stare qui dentro, in un calendario di poche settimane. Il fatto è che l’uomo si abitua a tutto e oggi questa miopia esistenziale è diventata la mia normale normalità. Come è successo? Beh, per le ragioni che ti dicevo prima. O forse anche perché non ho mai avuto la necessità di vederci lungo e mi sono costruita una vita sui brevi termini. Ma i brevi termini non sono i minimi termini, eh: anzi, per me è il modo per dare e avere il massimo di tutto. Insomma, quindi, e… Vabbene, sì, è vero. Non è che non mi piacerebbe avere continuità e stabilità anche nel resto della mia vita. Ma mi sembra inevitabile che siano problemi da seconda battuta.

Dice: Ma allora, scusa, ma perché ti imbarchi proprio adesso in questi lavori, adesso che in Italia le cose vanno così? Perché non aspetti un po’? O perché non ti trovi una cosa stabile, meno eccitante, e a quelle eccitanti non lasci una parte marginale del tuo tempo, almeno finché le cose non cambiano? Dico, e mi incazzo: Scusa, quando lo dovrei fare? Adesso ho trentaquattro anni, è adesso che sono nel pieno delle mie forze e della mia professionalità. Prima ero una ragazzetta che aveva troppo da imparare, dopo (molto dopo, tranquilli) sarò una signora che alle undici va a dormire. Di che cosa mi stai rimproverando? Di essere nata nell’anno e nel posto sbagliato? Eh, pazienza. L’alternativa sarebbe il suicidio, sai. Ma guarda – guarda – che io sono una che combatte. Se tu mi chiedi che cosa vorresti dalla vita attacco con la lagna del libero professionista del mercato culturale che blablabla. Ma se tu non me lo chiedi io vado avanti lo stesso per la mia strada a bordo del mio meraviglioso schiacciasassi. In questo mondo ci devo stare, oggi, ed è qui che devo vivere e lavorare, nonostante la miopia esistenziale, quella reale e i ritardi dei pagamenti della Rai. E quindi vado, le mani salde al volante. Ma non preoccuparti per me, davvero: il mio schiacciasassi ha il serbatoio pieno.

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3 pensieri su “Esistenzialismi da freelance: io, la mia miopia e il mio schiacciasassi

  1. PS tecnico: ma non si potrebbe vedere l’immaginina carina dell’homoe page anche nelle pagine dei post?
    Arrivo qua dal feed reader o a volte da FB quindi mi perdo tutte quelle cose fighette tipo schiacciasassi o provoloni.
    Son dispiaceri grossi, sai… 🙂

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