Altro che pesce: sano come un free-lance!

Beh, evidentemente non sono tutta questa incredibile Hulka. E alla fine mi sono ammalata anch’io. Non molto, tranquilli: è solo un raffreddore. Ma il risultato è che adesso a scrivere è un groviglio di neuroni moccicosi tenuti su con un cocktail di ibuprofene e nimesulide, sui quali sto meditando di shakerare anche un po’ di paracetamolo. Perché mi sono ammalata, dunque? Perché mio fratello, che ha un posto fisso e non si preoccupa troppo se va in tilt due giorni, mi ha attaccato il raffreddore. Non è solo colpa sua, direte voi benevoli (e lo dice anche lui, ma qualcuno dovrò pur trattare da untore, no?!). No. In effetti ero un po’ debilitata: una settimana di lavoro a Londra, con sveglie a ore antelucane e rientro faticosissimo a Roma, senza dormire per 23 ore di fila (vabbè, a sera avevo un compleanno). E vari strapazzi di lavoro e pensieri. Da due mesi è così: radio al mattino, Cosmo (tivvù: ve lo racconterò nel prossimo post) al pomeriggio, e giornali e frattaglie varie alla sera o nel weekend. Non stacco mai. Sì, è vero: poi esco la sera e anche in questi giorni sono uscita sempre tranne domenica. Ma insomma: se non lo faccio mi criticate perché sacrifico la mia vita sociale al lavoro, se lo faccio mi dite che mi merito di ammalarmi.

Quindi questo post sarà confuso. Ma è solo per dire che c’è gente che deve essere sana sempre. E ci riesce, spesso. Mica male, eh. A pensarci bene, era da settembre che vedevo amici e colleghi passare la notte ribaltati da un temibile virusintestinale, o atterrati da un febbrone sudato per giorni, o gocciolanti e con gli occhi gonfi. Io no. Io stavo bene. Da metà novembre avevo sei settimane di lavoro in radio con un collega nuovo, che non potevo lasciare solo. Poi è arrivato capodanno e il mio contratto Rai è scaduto. Sei settimane fuori, dunque. Di cui una settimana di vacanza e cinque in giro per l’Italia a fare lavori e lavoretti. Impossibile ammalarsi: non sono una che dà buca se proprio non succede qualcosa di serio. E poi quasi tutti quegli impegni erano pagati: non potevo cedere. A metà gennaio ho cominciato a lavorare per Cosmo, per cui grande attività: dovevo essere sana e scattante. A metà febbraio ho ripreso a lavorare in radio: al mattino in radio, anzi, al pomeriggio ancora per Cosmo. Da marzo sono cominciate le riprese: devo girare per l’Italia a fare interviste e una settimana mi è anche toccata Londra. Un posto caldo, sì. Sempre di più, impossibile ammalarsi. Adesso ho una settimana consecutiva da passare a Roma, le cose sono tranquille e, puntuale come un monatto (questa me la sono inventata), è arrivato il raffreddore.

Tutto ciò dimostra, lasciatelo dire a me che sò scienziata, che lavorare da free lance in modalità trottola fa bene alla salute. Rinforza il sistema immunitario, altro che yogurt e vitamine. Rende forti e resistenti a virus da metropolitana, a batteri catarrofori e ai pidocchi dei figli degli amici. Protegge dal freddo e dall’umido. Eleva il tono dell’umore e impedisce fastidiosi impicci personali e familiari (gran privilegio poter rispondere scusa, ma non posso esserci… domani parto e sto via una settimana… ci sentiamo quando torno…). Non so che cosa succederà tra qualche decennio. Ci penseremo, tanto non saremo quel genere di anziano che va alla posta tutti i mesi a ritirare la pensione esponendosi al rischio di scippi. Vantaggi da free lance italiano nel 2011. Buttate via quel termometro: da domani, e per i prossimi cento anni, torno in pista.

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4 pensieri su “Altro che pesce: sano come un free-lance!

  1. Preambolo migragnoso: ti posso garantire che i figli ti portano in casa un sacco di “microbbi” e il sistema immunitario famigliare si deve evolvere in qualche anno. Se di figli ne hai vari, si va a dente di sega (pun not intended).

    Ok, sbrigate le incombenze di portinaia: congratulazioni per Cosmo! Evviva! Mi sento un po’ zio anch’io 🙂

    1. lo so: i bambini portano le malattie. e i miei amici ne hanno un sacco. ma ti giuro: quest’inverno sono sopravvissuta anche a loro.
      grazie per cosmo! beh, io sono solo un ingranaggetto della grande macchina. però ganzo. vedremo, vedremo… appuntamento per domenica 27 marzo, in seconda serata su rai3 (dopo report).

  2. Anche io penso che non sarò una pensionata che va alle poste tutti i mesi….per questo mi sono appena licenziata per buttarmi a capofitto nel mondo dei Freelance, bohémiens di oggi.
    E a proposito di figli&microbi…..pensavo che passato il tempo dell’asilo avessimo preso tutti i microbi di questo mondo e invece abbiamo sempre il naso gocciolante ancora in terza elementare!!!
    ciao Claire

  3. Ti è andata anche abbastanza bene. Io ho avuto 5 giorni di febbre a 39°. Non mi succedeva da quando avevo 10 anni…

    Oh, ma le puntate di Cosmo si potranno vedere anche in streaming? Sai, per i tuoi numerosi fan all’estero…

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