Radio Atipica: la trasmissione è interrotta

Il post più veloce dell’west. Domani i dipendenti Rai sono in sciopero e anche noi, che non siamo dipendenti ma liberi professionisti per finta, di quelli a partita Iva con contratti che l’azienda può annullare in caso di malattia, infortunio, gravidanza, che vengono qui in Rai dalla mattina alla sera a fare quello che dovrebbe fare un dipendente e anche di più, anche noi insomma domani non lavoreremo.
Va bene, potrei dirla meglio. Ma il senso è che per la prima volta noi atipici di Radio3 abbiamo deciso di non coprire i buchi, domani, perché i buchi sono quelli dei nostri colleghi dipendenti in sciopero (fortunelli, con anche il diritto di sciopero, pensa te). Sarebbe come essere crumiri. Anche perché noi siamo d’accordo con le loro ragioni. Solo che l’unico modo che abbiamo per farci sentire è quello di non farci sentire: di applicare alla lettera un contratto che dice che siamo consulenti e lavoriamo comodamente seduti sulle nostre poltrone in salotto. Stavolta, se la radio sarà silenziosa, sarà merito nostro.
Ah: perché? Perché lavoriamo per cento euro lorde al giorno (su partita iva, diventano poco più della metà) per nove mesi all’anno, facciamo cose che valgono moltissimo in nome di un’azienda che non ce le riconosce, non abbiamo diritti, non abbiamo una faccia, non abbiamo nemmeno una fisionomia comune. Siamo atipici, ma provate a fare la radio senza di noi.

Ecco come abbiamo provato a manifestarci al mondo:

Se domani Radio3 Rai sarà muta sarà anche per colpa nostra.
Siamo gli atipici della rete, lavoratori più che precari, quasi sempre a partita Iva, sotto contratto per molti mesi all’anno in cambio di compensi ridicolmente bassi e in via di riduzione. Siamo redattori, conduttori, registi, autori: siamo l’anima della rete, quelli chiamati perché esperti di musica, di politica, di scienza o di letteratura.
Domani appoggeremo lo sciopero dei nostri colleghi dipendenti Rai contro il piano aziendale del direttore generale della Rai Mauro Masi (pur non avendo diritto di sciopero, insieme a tanti altri diritti come ferie, malattia, maternità). Significa che non faremo nulla di diverso da quello che prevedono formalmente i nostri contratti e non chineremo la testa al ricatto di un’azienda, la Rai, che ci fa lavorare come dipendenti da anni, e che finisce poi per utilizzarci come liberi professionisti in sostituzione dei colleghi in sciopero.
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2 pensieri su “Radio Atipica: la trasmissione è interrotta

  1. e io domani ascolterò volentieri la radio muta. Ma poi a chi possiamo scrivere lì in rai per dire che la radio non c’era, e amplificare così il vostro silenzio? ti mando un bacio
    paola

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