Mi butto dove? Mi è già passata la voglia

Dopo qualche giorno di buona volontà e, insomma, di profonda riflessione sul significato del nostro vivere sociale e dell’impegno verso la collettività, il mio senso civico si è inabissato. Il suo carsismo l’ha di nuovo condannato a tornar giù, lontano dai neuroni che comandano i miei pensieri migliori. Ma non ha fatto tutto da solo. Ci si sono messe un paio di cosette che mi stanno facendo perdere un po’ di slancio.

La prima è l’iscrizione, seguita alla prima riunione politica della settimana scorsa, a una mailing list di volenterosi (con la v minuscola) che hanno deciso per l’Impegno e probabilmente lo fanno con grande intelligenza e convinzione. Mi stanno arrivando decine di mail al giorno in cui si danno tutti del tu e pontificano intorno a questioni regionali di partito che davvero trovo poco interessanti. Sono necessarie, mi dico, non si può prescindere da questo livello di dibattito. Però che palle. Se non conosco i vari Mario, Cristina, Giovanni, a che mi servono tutte le mail in cui Ubaldo dice, in un rigo, di essere d’accordo con Susanna e tutte le altre, lunghissime, in cui Pierugo specifica meglio le cose che ha scritto Jolanda? Accanto, finalmente, qualcuno si è messo a parlare di cose più concrete, di quelle che potrei capire anch’io. Tipo le questioni sulla laicità. E mi sono trovata a leggere mail che proprio non mi rappresentano: gente che dice che insieme al crocefisso, in classe, dovremmo mettere tutti gli altri simboli religiosi. Oppure che parla di aborto in termini davvero lontani da quelli che pensavo appartenessero alla gente della mia parte politica. Allora o questa non è la mia parte politica, o non ho proprio capito niente. E mi chiedo perché dovrei interessarmi alla costruzione dell’apparato di un partito che ha così poco a che fare con me.

Poi mi passa. Succede se ripenso alla seconda riunione a cui ho partecipato la settimana scorsa. Anche lì, gente intelligente e impegnata, ma nessuna questione di regole, poltrone, correnti e regolamenti. Alla fine, i bencivellibrothers hanno persino preso la parola, tanto si sentivano in famiglia. Perché, in generale, avevano avvertito un malessere simile al loro, rispetto a un partito che non parla più di quello che ci interessa, per esempio di laicità. O di lavoro, che per me non è molto vicino a quello di cui parla il segretario. E là c’era un partito che ci assomigliava.

Ma oggi apro il giornale e scopro che il manager di sinistra (sua moglie era candidata con Rosy Bindi alle primarie di tre anni fa, accipicchia) potrebbe diventare segretario del Pd. Potrebbe essere lui, coi suoi 40 milioni di euro di buonuscita dalla banca che lo ha messo da parte, il mio nuovo riferimento per la laicità e soprattutto per le politiche del lavoro. Wow. Sono sicura che sia un tema che lo tocca molto da vicino, sì. Persino la mailing list dei volenterosi laziali ha avuto un attimo di sbandamento. Poi ha ricominciato serenamente a parlare di poltroncine e strapuntini. A volte penso davvero che una buona soluzione sia chiuderla qui, votarsi all’estinzione e fare un po’ di baldoria nel frattempo. Oggi buttarsi, riferito alla politica, chissà perché mi fa pensare ai lemming…

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4 pensieri su “Mi butto dove? Mi è già passata la voglia

    1. beh, ma anche noi non siam mica messi meglio. l’abbiamo presa con un’alzata di spalle, sghignazzando alla storia della roma-squadra-del-cuore. ho sentito due battute e basta. forse ci meritiamo sia il giornale, sia il partito. grazie per i link.

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