Piccioncine, politiche e premi Campiello (e maschi cacciatori)

Beh, certo. Non lo escludo. Che alcune parlamentari abbiano offerto il proprio corpo in cambio del posto in lista, insomma, non è affatto inverosimile. In fondo, abbiamo una legge elettorale chiamata Porcellum, che ti aspetti. E il Porcellum dice che è il capo a nominare i candidati: va da sé che se questi sono femmine, giovani, e poco meno che cozze, il capo possa chiedere un’extraprestazione per riconoscere i casi in cui sia necessario valorizzare competenze ulteriori rispetto a quelle tipicamente in ballo nella politica italiana. Insomma, spesso, per avere un posto in lista, bisogna darla. Parola di Angela Napoli, deputata finiana. Ne segue, beh, è ovvio, la necessità di cambiare la legge elettorale.

Lette così, queste parole colpiscono soprattutto per il candore, per il fatalismo quasi. E per l’assurda conclusione sulla legge elettorale, come se per il capo (sempre e comunque di sesso maschile) fosse naturale cercare le extraprestazioni ovunque gli sia possibile: è un uomo, dai, lo sai, gli uomini son fatti così. Ma ancor peggio mi sembrano i commenti. I maschi dei partiti di governo non vengono interpellati e, forse, autonomamente nemmeno pensano di dover rispondere. L’uomo è cacciatore e l’esercizio del suo potere attraverso il corpo delle donne è normale, non è mica una roba da cadere dalla sedia. Semmai sono belle zoccole quelle che ci mettono il corpo, per avere dal potere un po’ di fama o di grana. E infatti le femmine dei partiti di governo rispondono, loro sì, indignate, creando un effetto-pollaio che non giova alla causa. Tra tutte, si segnala la meravigliosa Elvira Savino del Pdl, una di quelle coinvolte (forse) nelle storie dei festini di Tarantini, che dal Corsera dice che sarebbe facile rispondere, eccheccavolo: basterebbe fare il nome della Tulliani e le finiane imparerebbero a stare zitte. Zoccola sarai tu, insomma. (Segnalo anche che se si mette il nome di Elvira Savino su Google, tra le scelte automatiche, insomma, quelle col t9 di google, la seconda ricorrenza è: Elvira Savino topolona, per una definizione che le dette Dagospia).

Poi c’è Silvia Avallone, che è giovane e carina e di mestiere farebbe la scrittrice di successo, vincitrice di un Campiello. In questo paese è normale che il presentatore della serata le faccia i complimenti, più che per il libro, per il decolleté, sebbene questo non sia merito suo. Ed è normale che lo stesso presentatore la cinga a sé, la abbracci, la tocchi, la accarezzi in pubblico, facendo ironia sulla propria incapacità di trattenersi di fronte a una bella ragazza. E che lo faccia con vivo sprezzo del ridicolo, visti i centimetri che la separano da lei e i quarant’anni di differenza che gli si leggono impietosi sulla fronte. L’uomo è cacciatore, eh, e anche se la carabina è arrugginita non potete mica chiedergli di abbassarla. La giovane scrittrice, intanto, è imbarazzata, stordita, non fa nemmeno in tempo a sembrare così schifata. Io, a vedere il video, ho avvertito un brivido lungo la schiena.

Perché questa storia dell’uomo cacciatore, che anche a una certa età ha tutti i diritti di mostrare il suo interesse carnale per ogni piccioncina di passaggio, mi ha davvero stufato. Come se la piccioncina non avesse occhi (e naso, spesso) per scegliersi di meglio. Come se lei non potesse avere gli stessi pensieri zozzi diretti verso lo stesso piccioncellume, e non fosse solo capace di contenerli con più dignità. Come se non fosse ovvio che un Bruno Vespa di sessantasei anni non è l’oggetto più attraente che ti possa mettere una mano sulla spalla. Come se lo stesso non fosse proprio in grado di pensare che lei, la piccioncina, potrebbe avere sensazioni e sentimenti rispetto a quella mano. Come se quella mano fosse una specie di bastone del rabdomante, pronta a posarsi ovunque si trovino Bellezza e Gioventù. E pazienza se quella che Bellezza e Gioventù se le porta addosso ha anche un sistema nervoso centrale e periferico perfettamente funzionanti.

Succede anche quando si va in giro per l’Italia a parlare di scienza: c’è sempre quello che si sente autorizzato a fare il galante o a metterti una mano sulla spalla, a proporti una fuga dalla cena istituzionale (“dai, lasciamo qui questi vecchi barbogi…”, “scusa, ma tu quanti anni hai?”), a mandarti sms un po’ troppo confidenziali, a farti il regalino. Soprattutto se ti vede sola, ma non necessariamente. E allora, caro cacciatore, sappi che a volte mi stai davvero simpatico e a volte ti trovo una compagnia proprio gradevole. Ma questo dipende da quello che hai in testa. Se mi fai sentire una piccioncina in attesa di essere impallinata, dimostri di non avere molto là dentro. E, comunque, tutto il resto è noia.

La segnalazione di oggi.

Advertisements

2 pensieri su “Piccioncine, politiche e premi Campiello (e maschi cacciatori)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...