Mia nonna, Saakashvili e il Brucaliffo

mia nonna è senese, sua nipote no. e la cosa a mia nonna non va molto giù.
per cui ogni tanto attacca con una lezione di senesità. l’altro giorno, a pranzo, l’ha presa larga e ha cominciato così: “la mi’ sorella m’ha detto che la sua amica che abita in via gobetti riesce a prendere canale3 e invece qui, codesto televisore costì, accidenti, un lo piglia”.
che cos’è canale3, di grazia, nonna? il canale tivvù di siena (cavolo, silvia, che cosa volevi che fosse?) “e per un senese è importante, perché il palio non è mica solo la corsa che vi fa vedere a voi la rai, quei due giorni all’anno, così come le contrade: son cose importanti, che voi un potete mica capire”. tipo? cioè: son come quartieri, no?, nonna, no?! “ennò, no che un son come quartieri. tipo: nella torre, la mi’ contrada, ci sono, come dappertutto, i ragazzi che vanno bene a scuola e quelli che vanno male. solo che tra contradaioli ci si aiuta e quelli che vanno bene, magari i più grandi, danno una mano agli altri, come se facessero ripetizioni gratis, voglio dire. voglio dire che è un sistema di appoggio reciproco importante, solidale. tipo: c’è uno malato che ha bisogno di cure costose, ecco, la contrada fa una colletta e tutti si mobilitano per aiutare la famiglia. voglio dire che voi qui, a pisa, non potete capire quanto sia importante l’appartenenza a una contrada, tipo la torre, la mia. eh, ci s’aiuta tra contradaioli della torre. poi, è logico, a quelli dell’oca un si regala nulla, anzi”.
è logico?!
“sì, eh. se i ragazzi dell’oca vogliono le ripetizioni di quelli della torre eh, devan pagare, eh”.
logico.
mi viene in mente un’altra lezione di senesità (ma accidenti quante ripetizioni a pagamento mi servirebbero), quando scoppiò a ridere e gridò: “e te vai in giro per siena a chiedere indicazioni a quelli del (poniamo) verme?! e magari chiedi ai contradaioli del verme di indicarti dov’è (poniamo) l’elefante?! ahahahahahahahahahahhah…”. mia nonna, nata nella torre.
e poi mi viene in mente l’arrivo a tblisi di tre settimane fa, di notte, quando la giovane guida georgiana, percorrendo la george w. bush avenue, ci spiegava che c’è un pezzo di georgia, adesso politicamente in turchia, un po’ lontana dalla georgia, a dire il vero, abitato da (poniamo) pincopallineti, e chiamato (poniamo) pincopallonia, che però è georgia, di fatto, insomma, un pezzo di georgia ectopico e inconsapevole di essere georgia, dove si parla il pincopallonio, che prima o poi tornerà a essere georgia. beh. e alla ovvia domanda “perché dici che è georgia, se è politicamente turca e culturalmente pincopallica e per di più è anche parecchio lontana da qui?”, rispondeva “perché cinque secoli fa i turchi ce l’hanno sottratta, ma prima era nostra”.
cinque secoli fa?!
ma cinque secoli fa i miei antenati dov’erano? vabbè, nonna, d’accordo, quelli che ti competono erano tutti a siena, nella torre, tutti, ne sono certa. ma mica tutti stavano nella repubblica di siena, a godersi il rinascimento e altre meraviglie. per quanto ne so io, oggi, posso vantare diversi antenati villici, sudditi del duca di ferrara, dei gonzaga o dei bentivoglio, e altri che vivevano sulle montagne vicino alle terre degli asburgo e si racconta persino di antenati che stavano nei paesi bassi, forse sotto il dominio spagnolo, e chissà se erano amici di erasmo. ma me ne mancheranno altri mille, di antenati, e non mi è mai venuto in mente di stare a seguire le loro complicate peregrinazioni per l’europa (oddio, complicate. scommetto che per la maggior parte di loro si tratta di venti chilometri per secolo, al massimo, come aveva calcolato un amico mio per i suoi trisavoli. me lo sento nel sangue, ecco). cinque secoli fa?!
poi, siccome ognuno ha i suoi riferimenti culturali, mi viene in mente anche il brucaliffo di alice nel paese delle meraviglie: cosa essere tu? io? di certo non sono il posto dove sono nata, visto che non ci ho mai rimesso piede. non sono nemmeno il posto dove sono cresciuta, perché sono almeno due (anche se fondamentalmente son pisana, come dice mia nonna con una sottile, amara, ironia). non sono nessun posto, insomma. e non riesco proprio a capire la gente che dà tanta importanza alla terra.
ho trentatré anni e non riesco ancora a rispondere alla domanda “che lavoro fai?”, figuriamoci alla domanda “di dove sei?”. in genere dico toscana, a un toscano dico pisana, all’estero esclamo velocemente italy e rimango lì, a testa bassa, ad aspettare la solita umiliante battuta su silvia-silvio, per sfizio a volte ho anche risposto europe.
mia nonna lo sa come rispondere, e trova normale che certi contradaioli si divertano a sperdere per il centro di siena i poveri turisti pisani. io forse me lo sono dimenticato, ma non mi sembra una grossa sfortuna. o sono io che ancora non ho capito?

Annunci

5 pensieri su “Mia nonna, Saakashvili e il Brucaliffo

  1. come ti capisco! o forse, come non abbiamo capito un tubo tutt’e due! io odio la domanda “di dove sei?”, mi mette il panico, non ho idea di come rispondere! innanzitutto ho il problema della doppia cittadinanza, per cui già rispondere “italy” o “scotland” è un bel problema. e poi c’è il fatto che dalla parte italiana non siamo mica tutti italiani, eh! e mica tutti della stessa parte di italia!
    sono cresciuta in un paesino di 800 anime, vicino a un capoluogo di provincia di 30mila abitanti, mia madre ci abita da quasi quarant’anni, a verbania e dintorni, e mio padre da più di quaranta, eppure, come dicono gli autoctoni con leggera aria di sufficienza, noi non siamo “di qui”.
    in questo paesino ci sono tre o quattro cognomi che da soli fanno circa il 60% della popolazione: mica posso competere, io, con uno che si chiama come un quarto dei suoi compaesani!
    sono nata in scozia: dramma! tragedia! sono scozzese? sì, certo, dice l’anagrafe, sono cittadina britannica. ci ho mai vissuto? no. mio padre dice che sono di “qui”, di questo dannatissimo paesello che non ho mai potuto sopportare, eppure non so com’è, ma mi sento molto più scozzese che di “qui”. forse la nascita lascia davvero un segno. a me l’ha lasciato, sì, anche se ci torno una volta all’anno se va bene, nel posto dove sono nata.
    ma prova tu a chiedermi di dove sono. mica posso rispondere tutta questa roba ogni volta! così semplifico: “i’m half italian and half scottish”. anche se non è precisamente così.
    luogo di provenienza? dato non pervenuto. ecco, forse potrei rispondere così.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...